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Gigawatt dal moto ondoso, l’energia green sarà prodotta dal mare di Sicilia

Non solo eolico e fotovoltaico. L'Isola ha un grande potenziale energetico anche nel proprio mare, in particolare nel canale di Sicilia e nello stretto di Messina. La tecnologia deve ancora essere perfezionata, ma l'Europa ha già fissato un obiettivo del 15 per cento al 2050

In un futuro non troppo lontano, la Sicilia potrebbe ricavare energia pulita dal proprio mare. Grazie alle onde che si infrangono sugli oltre 1.600 chilometri di coste dell’Isola, ma anche sfruttando correnti di marea come quelle dello stretto di Messina. “Il moto ondoso è una prospettiva concreta, che nei prossimi anni potrebbe rivoluzionare il mercato delle rinnovabili”, spiega a FocuSicilia Gianmaria Sannino, responsabile del laboratorio Modellistica climatica e impatti di Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. La Trinacria, spiega l’esperto, gode di una posizione strategica nel Mediterraneo. “Il canale di Sicilia è una delle aree  con il maggiore potenziale energetico associato alle onde, mentre lo Stretto di Messina ospita una corrente di marea eccezionale, che si può ritrovare soltanto a Gibilterra”. L’energia ricavata, sottolinea Sannino, potrebbe essere molto consistente. “Parchi marini dotati di decine di piattaforme galleggianti per l’estrazione dell’energia potrebbero portare all’Isola un contributo importante in termini di elettricità. Inoltre l’energia ricavata dalle correnti dello Stretto potrebbe soddisfare, da sola, più di un terzo del fabbisogno energetico della città di Messina”.

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Energia da onde e correnti

Una stima esatta dell’energia ricavabile dai mari dell’Isola non è semplice da realizzare. “Il moto ondoso è essenzialmente energia eolica trasportata attraverso l’acqua”, spiega Sannino. Il vento che genera l’onda può spirare a centinaia di chilometri di distanza. “Più un’onda si avvicina alla costa, più viene smorzata dall’attrito con il fondale”. Per questo le piattaforme dovrebbero essere installate in punti specifici, in cui ricavare il massimo possibile di energia. “Una piattaforma attualmente in fase di studio da parte di Enea e del Politecnico di Torino può generare circa 260 megawattora di energia all’anno, in condizioni ottimali. Installandone un centinaio, si arriverebbe con facilità a produrre oltre 20 gigawattora di energia pulita”. Un numero non indifferente, se si pensa che le autorizzazioni per nuovi impianti eolici e fotovoltaici presentate nell’Isola superano di poco i 40 gigawattora. “Il moto ondoso rappresenterebbe una soluzione ottimale per le isole minori, dove l’approvvigionamento è molto complesso. Alcune isole, come per esempio Pantelleria, si trovano inoltre in aree particolarmente indicate per sfruttare questa energia”, osserva Sannino.

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La road-map energetica europea

La tecnologia necessaria per trasformare l’energia delle onde è ancora in fase di sperimentazione, precisa Sannino. “Non esiste un unico modello, come nel caso delle pale eoliche, ma questo è più un vantaggio che uno svantaggio”. Il prototipo attualmente allo studio di Enea e Politecnico di Torino “ha un costo di produzione e installazione di circa cinque milioni di euro”, ma la stima potrebbe essere inferiore “scegliendo dei materiali meno costosi”. Anche con questi costi, sottolinea l’esperto, il moto ondoso resta comunque una opzione interessante, motivo per cui le istituzioni hanno deciso di continuare a puntare su questa tecnologia. “Il comparto risente dei ritardi accumulati negli anni, ma negli ultimi tempi c’è stata un’accelerazione a livello internazionale. La road-map energetica dell’Unione europea, per esempio, prevede che al 2050 almeno 15 per cento del fabbisogno venga dal moto ondoso”, dice Sannino, che è anche responsabile del gruppo di lavoro per l’implementazione del Piano Strategico delle Tecnologie (SET Plan) per l’energia dal mare della Commissione europea.

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Tutelare paesaggio e ambiente

Le piattaforme possono essere anche integrate con altre fonti rinnovabili, aumentando così le proprie prestazioni. “Su di esse, per esempio, potrebbero essere installati dei pannelli fotovoltaici, in modo da sfruttare al massimo il potenziale energetico”, precisa Sannino. Per quanto riguarda l’impatto paesaggistico l’esperto precisa che le piattaforme saranno “invisibili dalla costa”, mentre sul piano ambientale “ci sono tutte le condizioni perché non si danneggi l’habitat naturale”. Sannino non esclude ricadute positive anche sul piano turistico. “Queste piattaforme sarebbero una novità, dunque è possibile che si creino dei flussi di visitatori interessati a visitarle e a comprenderne il funzionamento”. Il moto ondoso, insomma, sarà protagonista della sfida energetica dei prossimi anni. “Così come abbiamo imparato a trarre energia dal vento e dal sole, in futuro potremo crearla dal nostro mare, mettendo a frutto la ricchezza naturale del nostro territorio. A cominciare proprio da Sicilia e Sardegna, anch’essa molto predisposta a sfruttare il moto ondoso”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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