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Green pass, Confindustria pronta “con tranquillità”. Ma restano punti critici

"Noi pronti, anche per le sostituzioni", afferma il vicepresidente di Confindustria Sicilia Diego Bivona sull'obbligo in vigore da domani. Ma per le piccole imprese la situazione è più complessa, come spiega Salvatore Gangi del Comitato piccola industria

Da domani, e fino alla fine dell’anno, il green pass sarà obbligatorio per accedere ai luoghi di lavoro. Un provvedimento annunciato con grande anticipo, criticato anche dai sindacati per il costo dei tamponi di 15 euro, a carico dei lavoratori non vaccinati o non guariti dalla malattia, che dovranno effettuarne uno ogni 48 ore. Gli imprenditori siciliani arrivano però “con moderata tranquillità” all’appuntamento, come afferma il vicepresidente di Confindustria Sicilia Diego Bivona. Dal punto di vista organizzativo la macchina sembra essere già pronta, con controlli all’ingresso già organizzati tramite l’app VerificaC19 e “la volontà della grande maggioranza dei dipendenti di lavorare. I vaccinati sono in una percentuale superiore al 90 per cento nell’area industriale di Augusta”, spiega a FocuSicilia Bivona, presidente anche di Confindustria Siracusa. Una convinzione a cui fa eco anche il presidente del Comitato regionale piccola industria dell’associazione degli industriali siciliani Salvatore Gangi. “La scelta fatta dal governo – spiega – é l’unico modo per incentivare alla vaccinazione, e la condivido sia personalmente che come impresa”.

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Criticità: privacy e sostituzioni

Fatti salvi i controlli obbligatori, per i quali le imprese sono già organizzate “con nomina di un referente e la dotazione dei dispositivi per fare i controlli che la legge ci impone come datori di lavoro per vigilare su una eventuale trasgressione”, come sottolinea Bivona, restano però alcuni nodi poco chiari, “soprattutto in termini di privacy e sostituzioni”, prosegue Gangi. Dopo il controllo non è infatti possibile tenere un registro di quelli effettuati, “costringendo magari chi ha un pass valido fino al 31 dicembre a dove effettuare ogni giorno il controllo”. Si tratta di una “interpretazione del garante della privacy, non nostra, e non rende certo più semplice l’operato”.

Piccole e medie imprese, problema sostituzioni

Un possibile impedimento pratico che si associa a quello, ben più complesso, delle eventuali sostituzioni dei lavoratori sprovvisti. “Sono pochi i lavoratori non ancora vaccinati o che hanno dichiarato di non voler fare il vaccino – aggiunge Gangi – ma nelle piccole e medie imprese è raro che ci sia chi svolge solo mansioni base e non specifiche, quindi insostituibili con il lavoro interinale”. E nelle imprese con al massimo poche decine di dipendenti, nel quale anche un eventuale lavoro da remoto potrebbe non essere applicato. “Anche nel caso del lavoro amministrativo un contabile ci può essere la necessità di avere chiarimenti rapidi su una fattura o un pagamento. E farlo di presenza rende tutto più semplice”, prosegue Gangi. “C’è stata grande sensibilità da parte del personale, tantissimi si sono approcciati al vaccino. E devo dire che è un po’ triste he oggi in molti pensino di approcciarsi perché è l’unico strumento per poter lavorare, e non perché è la cosa la cosa giusta da fare”, conclude.

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L’ipotesi di un causa ai lavoratori: “Un deterrente”

Tra i punti più controversi c’è anche l’ipotesi, contemplata in un protocollo diffuso da Confindustria nazionale, di poter in casi specifici di interruzione dell’attività a causa della mancanza del green pass, di chiedere un risarcimento danni ai lavoratori. Secondo Bivona questo è una ipotesi remota, che difficilmente si applicherà “nelle grandi imprese del siracusano sia nelle aziende dell’indotto, perché ci si è organizzati operativamente per poter sostituire il personale, e lo stesso vale nel resto della Sicilia”. Per Bivona si tratta quindi più di un “deterrente”, in quanto “Confindustria rappresenta la maggioranza degli imprenditori, ed abbraccia tutto il territorio nazionale. E nell’ipotesi di una azienda che andrebbe incontro a dei costi e a delle penali la possibilità del risarcimento danni serve a salvaguardare l’azienda e non solo singoli”. Le imprese infatti, secondo il vicepresidente di Confindustria Sicilia, “è un patrimonio collettivo che abbraccia non solo gli aspetti economici ma anche quelli ambientali e sociali. E il principio base è il rispetto della legalità, con la legge che impone l’accesso solo con green pass”.

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Tamponi gratis: “No per principio, non per i costi”

Bivona affronta anche il tema del costo dei tamponi. “Il problema in questo caso non è quello dei costi. Abbiamo organizzato per mesi a spese delle imprese tamponi per i lavoratori e per le famiglie, oltre a un hub vaccinale”, spiega. Renderli gratuiti adesso servirebbe però “solo a vanificare l’opera di incentivazione alla vaccinazione che ha fatto il governo, le persone continuerebbero impunemente a non vaccinarsi”. Nella realtà del siracusano la mancata vaccinazione è comunque circoscritta con “solo 400 o 500 persone in tutta la provincia”. Ma questo andrebbe contro “l’obiettivo della vaccinazione di massa, rendendo non sicuri i luoghi di lavoro. Non possiamo creare brecce che vanifichino quanto fatto, si è liberi di non vaccinarsi ma non di scaricare le proprie scelte sulla collettività”, conclude Diego Bivona.

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Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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