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I Nuovi Mille, dai rifiuti al biogas fatto in casa

La startup siciliana distribuisce una tecnologia nata in Israele: Homebiogas 2.0, un impianto che parte dall'organico per fornire energia pulita

La spazzatura, problema o risorsa? Negli ultimi anni l’approccio al tema dei rifiuti è cambiato radicalmente, sotto la spinta di un’emergenza non solo ambientale ma anche economica, rendendo un cambio di passo sempre più possibile oltre che inevitabile. A partire dalla raccolta differenziata: perché, quindi, non immaginare di poter trasformare nelle proprie abitazioni la spazzatura, senza ulteriori costi, in energia immediatamente spendibile? Ci sta provando, grazie al biogas, una startup siciliana: I Nuovi Mille.

I biodigestori da Israele alla Sicilia

Il biogas, muovendo dalla raccolta dell’organico, permette di generare energia rinnovabile pulita, impiegabile nella produzione elettricità e calore, per riscalda la casa o alimentare la cucina. Ottenendo, allo stesso tempo, un fertilizzante liquido naturale. La tecnologia è ora disponibile anche nell’Isola, grazie I Nuovi Mille, startup siciliana creata per introdurre in Italia tecnologie ecosostenibili e smaltimento dei rifiuti organici. “L’idea è nata per caso – ammette Mario Ragusa, perito chimico poi diventato enologo, da sempre con il pallino per l’ambiente, tra i fondatori dell’azienda – quando ho scoperto il progetto, appena lanciato in Israele, per la realizzazione di piccoli e medi impianti, mi sono offerto di diventare subito il loro distributore in Italia”. Da lì è cominciata l’avventura per la vendita di apparecchi casalinghi in ambito residenziale, commerciale e agricolo al fine di offrire un’alternativa a basso costo e in linea con i principi dell’economia circolare.

Come funziona Homebiogas 2.0

Homebiogas 2.0 è un piccolo impianto che permette di trasformare i rifiuti organici in biogas per poter cucinare fino a tre ore al giorno. Inoltre produce un fertilizzante liquido per il giardino o l’orto di casa. “È facilissimo da installare e non richiede grossi interventi di manutenzione o attenzioni particolari – prosegue Ragusa – costa circa 600 euro più Iva e consente una decurtazione della Tari”. I resti dell’organico destinati alla discarica, finiscono così nel contenitore e man mano che passano i giorni, si producono fertilizzante e gas. Realisticamente un metro cubo di gas al giorno che, in un anno, assicurerebbero 365 metri cubi di biogas equiparati, in termini di energia elettrica, a circa 360 kilowatt l’anno. Sufficienti per coprire il fabbisogno annuale di metano destinato ai fornelli di una famiglia. Certo è un utilizzo limitato, ma il concetto è: i rifiuti sono un problema una risorsa?.

Leggi ancheLa mappa delle startup innovative in Sicilia

L’esperienza a Marsala e a Palermo

Fino a oggi Homebiogas 2.0 è stato collaudato in diverse aziende siciliane. Inoltre è stato realizzato un sistema per la generazione di energia elettrica. Il prototipo è stato realizzato all’interno di una serra nell’istituto agrario “Abele Damiani” di Marsala. È in corso, inoltre, una collaborazione per la realizzazione di un impianto di metanazione, dove la C02 contenuta nel biogas potrà essere convertita in metano puro dal maggior potere calorifico. Da circa un anno a Palermo, invece, nel quartiere Danisinni, è in atto un altro progetto pilota. La startup ha donato alla comunità un impianto casalingo che consente agli abitanti del borgo rurale di trasformare i propri rifiuti in energia pulita e rinnovabile. “A Marsala seguo l’impianto personalmente e sta andando benissimo – aggiunge -, mentre l’iniziativa nel capoluogo siciliano è molto importante perché da quel progetto potrebbe nascere una collaborazione tra Enea e Università con il patrocinio della Regione. Enea dovrebbe sviluppare, infatti, dei processi di generazione di energia elettrica da questo gas povero. Un sistema molto più efficiente di quelli che utilizziamo al momento”.

Il biogas: come trasformare l’organico in risorsa

La biodigestione anaerobica è un processo biologico sfruttato da secoli, nel quale, in assenza di ossigeno, la sostanza organica viene trasformata in gas e fertilizzante. Il biogas ricavato è composto mediamente da 50-80 per cento metano, 15-45 per cento anidride carbonica (C02), con un residuo (5 per cento) altri gas, soprattutto idrogeno e azoto. Il biogas è, quindi, una fonte di energia rinnovabile pulita. Il fertilizzante liquido naturale, invece, è una risorsa fondamentale per gli agricoltori e un’arma per combattere la degradazione dei suoli. Non si tratta, quindi, di una novità in assoluto: in molti Paesi è utilizzato da tempo come fonte di energia alternativa e garantisce un risparmio sui costi derivati dal trattamento dei rifiuti. In Svezia, ad esempio, a Stoccolma, da oltre dieci anni si è avviata una sperimentazione con interi appartamenti le cui cucine sono alimentate dalla combustione della spazzatura organica domestica, trasformata in biogas, ad impatto ambientale zero.

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