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Imprese, in Sicilia 70 chiusure al giorno nel 2023. Assoesercenti: dati da incubo

Il 2023 vedrà oltre 26 mila imprese chiuse in Sicilia, per colpa degli strascichi della pandemia, delle conseguenze della guerra in Ucraina e la politica della Banca centrale europea sui tassi d'interesse che pesa sui mutui delle imprese. Il dati di Assoesercenti

In Sicilia, nel 2023, hanno chiuso 70 imprese al giorno. Circa 25.700 saracinesche sono state abbassate nel corso dell’anno, per non essere alzate mai più. In termini percentuali, le cancellazioni di imprese dalle Camere di commercio dell’Isola sono cresciute del 27,6 per cento in più rispetto al 2022, un’ecatombe non compensata dalle nuove aperture, appena il 10,25 per cento in più rispetto allo scorso anno. Sono le valutazioni di Assoesercenti sulla base dei dati Infocamere, presentate a Catania nel corso di una conferenza stampa di fine anno. “I dati parlano chiaro, le imprese siciliane sono ancora molto dinamiche ma il tasso di mortalità è eccessivo”, dice a FocuSicilia Salvo Politino, presidente di Assoesercenti. Tre i fattori principali di questo “incubo”, come lo definisce il dirigente. “Le aziende devono fare i conti con i postumi della pandemia, con l’aumento del costo delle materie prime provocato dalla guerra in Ucraina e con l’incremento dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea, che ha fatto lievitare gli oneri finanziari delle imprese“.

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Imprese, arretra la Sicilia orientale

Assoesercenti fornisce anche i dettagli provinciali, che focalizzano la crisi soprattutto nella parte orientale dell’Isola. “Catania segna un saldo di meno 1.968 imprese (più 641 nel 2022) tra iscrizioni e cessazioni, Siracusa si attesta a meno 1.112 (lo scorso anno il saldo era positivo con più 210), mentre Messina registra un saldo di meno 854 (più 404 nel 2022)”. Tendenza opposta per la parte occidentale. “La provincia di Palermo chiude il 2023 con un saldo positivo di più 1.187 imprese, e quella di Trapani con più 207″. Quanto ai settori produttivi, è soprattutto l’edilizia ad arretrare. “A fronte di 2.452 nuove imprese (2.031 unità nel 2022) e di 2.786 cancellazioni (più 41,3 per cento rispetto allo scorso anno), registra un saldo negativo di meno 334 imprese nel 2023, in contrasto con il dato del 2022 che registrava un saldo positivo”. Numeri su cui pesano “gli strascichi del Superbonus 110 per cento”, e che ancora una volta riguardano soprattutto “Catania, Ragusa e Siracusa, che registrano il maggior incremento delle cessazioni“.

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Commercio e turismo in (lieve) ripresa

A mostrare una certa resilienza sono invece i comparti commercio e turismo. “Pur con saldi negativi, tra iscrizioni e cessazioni (commercio meno 2.672 e turismo meno 83) mostrano un lieve decremento rispetto allo scorso anno, attenuato soprattutto dall’aumento delle imprese iscritte con più 78,3 per cento rispetto allo scorso anno per il comparto del commercio ed un più 175,3 per cento per il settore alberghiero e della ristorazione”. Sia il commercio che il turismo mostrano “un decremento dei saldi negativi” rispetto al 2022. Un rallentamento della crisi economica degli anni precedenti, insomma. Ancora una volta è la Sicilia occidentale a “spingere” la ripresa dell’Isola. I dati del commercio, in particolare, “sono trainati soprattutto dalla provincia di Palermo che chiude con un saldo negativo, tra iscrizioni e cessazioni, nel 2023 con meno 114 unità, contro il meno 804 del 2022″. Un netto miglioramento, anche se il saldo positivo appare ancora lontano. E dipende anche dagli interventi messi in campo dal governo regionale e da quello nazionale.

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Aiuti alle imprese, le richieste di Assoesercenti

Su questo fronte, secondo Politino, non tutto ha funzionato a dovere. “I ritardi sono evidenti, soprattutto a livello regionale. Basti pensare che nei giorni scorsi sono stati erogati aiuti richiesti dalle imprese due anni fa”. Quanto a misure come il bonus Energia, “hanno coperto parzialmente le esigenze delle imprese e vanno sicuramente rinnovati”, ma per il presidente di Assoesercenti il problema è di metodo, oltre che di merito. “Le misure vanno programmate, ma la cosa importante è che ci siano risposte in tempi celeri. Non si possono aspettare anni per avere un aiuto rispetto a una crisi che morde adesso”. A fine 2023 gli occhi delle imprese sono puntati sulla Finanziaria. “Chiediamo che la Regione si adoperi sin da subito per aiutare le imprese a far fronte ai mutui contratti con le banche, e schizzati per via degli aumenti della Bce“. La soluzione proposta sono dei “contributi a fondo perduto“, da inserire tempestivamente “nella Legge di bilancio in discussione“.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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