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In Sicilia si sta male. Sulla qualità della vita è ultima in quasi tutte le classifiche

Sia nel rapporto di Italia Oggi sulla qualità della vita che in quello di Legambiente sugli ecosistemi urbani, province e città siciliane restano relegate in fondo a ogni elenco con punteggi pessimi. Ci si salva occasionalmente in fatto di ambiente e sicurezza

Per trovare la prima provincia siciliana, bisogna scorrere ben 84 righe della classifica sulla qualità della vita che Italia Oggi ha elaborato insieme all’Università La Sapienza di Roma: è Ragusa, seguita da Trapani al 93 esimo posto e da Messina al 96 esimo. Segue Enna e – prima che la lista si concluda con Crotone al 107 esimo – le posizioni finali dell’elenco sono in gran parte riservate all’Isola: Catania, Agrigento, Caltanissetta e Siracusa, che hanno tutte perso posizioni rispetto allo scorso anno. In sintesi: la maggior parte delle nostre province sono le ultime tra le ultime d’Italia, zeppe di criticità in quegli aspetti relativi alla vivibilità dei territori di cui la ricerca si è occupata. Tra questi, gli affari e il lavoro, l’ambiente, l’istruzione e la formazione, il reddito e la ricchezza, la sicurezza e il tempo libero. Restiamo quindi lontanissimi, non solo geograficamente, dalle prime della classe: Trento, Bolzano e Bologna. Ma la dinamica riguarda – qualora questo possa consolare o sorprendere – le province del Nord al confronto con quelle del Sud: nessuna delle meridionali è nel gruppo delle 32 che dominano la classifica: l’eterno divario.

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Ambiente e sicurezza sono i settori più fortunati

Qualcosa, tuttavia, la si può salvare: nelle classifiche per settore, non tutte le province siciliane sono infatti le ultime. In materia di ambiente, Agrigento ed Enna sono a metà classifica, in reati e sicurezza Ragusa è al 30 esimo posto e le altre non sono alla fine, per quanto riguarda il sistema salute Palermo è 13 esima e Agrigento 92 esima. La ricerca punta il dito sugli eventi pandemici che hanno investito la nazione negli ultimi due anni e che avrebbero accentuato le differenze tra macroaree. “Si fa più netta la separazione tra province del Centro-nord – si legge nello studio – dove migliorano le condizioni a vantaggio dei cittadini, e quelle di Sud e Isole, dove, complice anche la pandemia, sono esplose aree di forte disagio sociale e personale; mentre sono soprattutto le province che fanno parte del cluster Metropoli a trainare la ripresa”.

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Ultimi posti anche in “Ecosistema urbano”

Intanto, anche secondo “Ecosistema urbano”, il rapporto annuale del Sole24Ore con Legambiente e Ambiente Italia, giunto alla sua 29 esima edizione, le città siciliane non sono messe per niente bene: Palermo e Catania sono all’ultimo e al penultimo posto negli indicatori che comprendono cinque macrosettori (aria, acqua, rifiuti, mobilità e ambiente). I centri urbani maggiormente virtuosi sono Bolzano, Trento e Belluno. La prima città verde siciliana è Agrigento (47 esimo posto), seguita da Enna (52 esimo posto). Tutte le altre si trovano in coda, dal 75 esimo posto di Trapani al capoluogo che chiude la classifica. Dal solare pubblico all’efficienza della depurazione, dall’inquinamento atmosferico alle vittime della strada, dal trasporto pubblico alla differenziata c’è un gap interminabile con il resto d’Italia, occasionamente colmano nel caso dei consumi idrici o dispersioni della rete che risultano minori in alcune città siciliane, come Palermo.

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Mannino (Cgil): “Accelerare sulle rinnovabili”

La Sicilia resta tuttavia impantanata nelle continue emergenze, non ultima quella globale legata all’aumento del costo dell’energia e delle materie prime. Una priorità sulla quale intervenire immediatamente, secondo i sindacati, che hanno chiesto un incontro con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. “Riteniamo che si debbano mettere in campo misure per un rilancio dell’economia – ha ricordato a FocuSicilia Alfio Mannino, segretario generale Cgil Sicilia – e nello specifico bisogna partire da un’accelerazione sulle energie rinnovabili”. Il segretario pone l’accento sull’emergenza dei rincari e ricorda che “l’intero mondo del lavoro è stato in campo per reclamare misure urgenti da parte dei governi, un fatto estremamente importante”. Rilancio del mondo del lavoro e misure per l’economia, insieme alle infrastrutture, diventano così gli elementi imprescindibili per puntare a un miglioramento delle condizioni sociali del territorio e conseguentemente della qualità della vita.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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