fbpx

Imprenditoria femminile: gli incentivi ci sono, serve fiducia

Le aziende guidate da donne aumentano. Gli incentivi per supportarle ci sono ma, sottolinea Patrizia Di Dio, presidente di Terziario Donna e Confcommercio Palermo, "c'è ancora sfiducia nei confronti degli aiuti pubblici"

Capaci, creative, dinamiche, ma ancora poco propense a sfruttare gli incentivi disponibili. Sono le imprenditrici siciliane secondo Patrizia Di Dio, presidente di Terziario Donna e Confcommercio Palermo. Le misure a supporto di giovani e donne che vogliono fare impresa non mancano. Ma permane “un forte senso di sfiducia rispetto ad aiuti ed incentivi che possano provenire da soggetti istituzionali pubblici”.

La voglia di fare impresa prima degli incentivi

Le imprenditrici che operano nell’Isola possono essere il motore della ripresa. Patrizia Di Dio ne è convinta. Che la vita delle donne del Sud non si risolva più fra le mura domestiche è un dato di fatto: dai dati di Confcommercio e Unioncamere emerge che in Italia un’impresa su cinque è gestita da donne. La Sicilia fa meglio della media nazionale: a essere donna è un imprenditore su quattro. Al di là dei numeri, ciò che conta è il fatto che “la spinta a intraprendere un’attività imprenditoriale per le donne – spiega Di Dio – è dettata più da opportunità che da necessità, ovvero più dalla voglia di valorizzare le proprie competenze e le proprie idee innovative puntando al successo personale ed economico e al sostegno del territorio, che dalla necessità di trovare lavoro o insoddisfazione per un precedente lavoro. E ciò pare sia frutto per lo più della loro capacità di intraprendere e poco o nulla della disponibilità di incentivi”. Barcamenarsi nel mondo degli aiuti destinati all’imprenditoria non è facile e le lunghe procedure burocratiche da affrontare non aiutano. Questo vale anche per le donne al comando di un’azienda: per loro non esistono più incentivi specifici, aboliti con il decreto legislativo 83/2012. Sono però disponibili garanzie pubbliche per iniziative di sviluppo delle imprese al femminile e delle lavoratrici autonome. Proprio per aiutarle a districare la matassa degli incentivi alle aziende “in Confcommercio Palermo – segnala Di Dio – abbiamo creato uno sportello che si occupa di orientamento e supporto ai giovani e alle donne che vogliono avvalersi di misure di microcredito e altre misure specifiche quali Resto al Sud”.

Il protocollo d’intesa del 2014

Da giugno 2014 è attivo un protocollo d’intesa per lo sviluppo e la crescita dell’imprenditorialità e dell’autoimpiego femminili firmato tra dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del Consiglio, ministero dello Sviluppo economico, Abi, Confindustria, Confapi, Rete imprese Italia e Alleanza della cooperative italiane. Garantisce un plafond finanziario a cui è possibile attingere in base a tre specifiche linee di intervento: “Investiamo nelle donne” (finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti materiali o immateriali), “Donne in start-up” (sostegno per la costituzione di nuove imprese o l’avvio di una libera professione) e infine “Donne in ripresa” (a supporto delle pmi e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà).

Resto al Sud

Nato nel 2017 per supportare i giovani imprenditori ed imprenditrici ad avviare iniziative imprenditoriali in specifici settori imprenditoriali (industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, nonché fornitura di servizi alle imprese e alle persone e turismo), Resto al Sud rientra “tra le misure certamente di rilievo a favore dei giovani e dunque anche per le giovani donne – spiega Di Dio – e prevede una serie di incentivi fiscali dedicati ai giovani tra il 18 ed i 35 anni residenti, tra le altre regioni, anche in Sicilia. Una misura nata nel 2017 ma che, con la legge di bilancio 2019, sarà potenziata proprio al fine di favorire la nascita di nuove imprese nel Mezzogiorno”. Fino a oggi la misura era rivolta solo agli under 35, ma Di Dio ricorda che, dopo la pubblicazione dei decreti attuativi (prevista entro settembre), “i finanziamenti potranno essere anche chiesti dai liberi professionisti e dagli under 46”. Si tratta di un incentivo che consente di coprire il 100 per cento delle spese ammissibili per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività. E consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35 per cento dell’investimento complessivo e un finanziamento bancario pari al 65 per cento dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di garanzia per le pmi e con interessi interamente coperti da un contributo in conto interessi.

Nuove imprese a tasso zero

Resto al Sud non è la sola opportunità attualmente attiva: “Altra misura di rilievo – aggiunge Di Dio – è ‘Nuove imprese a tasso zero’, l’incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori. Le agevolazioni sono valide in tutta Italia e prevedono il finanziamento a tasso zero di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro, con una copertura fino al 75 per cento delle spese totali ammissibili”. Al restante 25 per cento deve provvedere l’impresa, con risorse proprie o mediante finanziamenti bancari. La misura, introdotta quattro anni fa e resa operativa dal 2016, finanzia iniziative per la produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, il commercio di beni e servizi ed il turismo ma ammette anche progetti riconducibili a settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, nella filiera turistico-culturale e relativi all’innovazione sociale.

Più fiducia, più risorse

Le misure a supporto dello sviluppo e della crescita di un’attività d’impresa non mancano. Quel “forte senso di sfiducia rispetto ad aiuti ed incentivi che possano provenire soggetti istituzionali pubblici” può essere superato. Anche di questo è convinta Patrizia Di Dio, che infatti esprime “la necessità e l’auspicio che vi possa essere un livello crescente di attenzione prestato dalla politica e dalla pubblica amministrazione nazionale e locale verso l’utilizzo di risorse disponibili a favore del potenziamento dell’imprenditoria femminile che può e deve essere una leva di sviluppo strategica per il futuro del nostro Paese”.

- Pubblicità -
Paola Giordano
Paola Giordano
Classe ‘89, sono cresciuta, nel paese che diede i natali a Giovanni Verga, con la passione per il giornalismo.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,110FansMi piace
462FollowerSegui
333FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli