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Inflazione, 2023 “meno peggio” delle previsioni. Bce spiega il taglio dei tassi

Le previsioni davano un'inflazione per il 2023 al 7% in Italia, ma è andata un po' meglio: l'anno si è chiuso al +6,9%. Piccole note positive che motivano anche la decisione della Bce di abbassare i tassi di interesse in questi giorni, come spiega la presidente Lagarde in una lettera

Doveva chiudersi con un aumento dei prezzi al 7%. Ma l’inflazione italiana per il 2023 ha chiuso in realtà con un più 6,9%, spiega Istat. Solo un decimo di punto di differenza ma che, come dimostra anche il quasi contemporaneo taglio degli interessi di 25 punti base da parte della Banca centrale europea, significa guardare al futuro con più ottimismo.

Previsioni inflazione entro il 2% dal 2024 al 2027

Le previsioni di Istat per gli anni fino al 2027 dicono infatti che l’inflazione starà al di sotto della soglia “ottimale” del 2% annuo. Per la precisione, il 2024 dovrebbe chiudersi al più 1,9%, mentre gli anni 2025, 2026 e 2027 avranno una inflazione pari al 2%. “La previsione per gli anni 2024-2027 si basa sulle ipotesi tecniche di stabilizzazione del prezzo all’importazione dei beni energetici e del peso dei beni energetici nel paniere IPCA sui livelli attuali”, spiega l’istituto di statistica.

La decisione della Bce di abbassare i tassi

Le previsioni sull’inflazione in Italia di Istat si accompagnano alla decisione della Banca centrale europea di abbassare i tassi di interesse di 25 punti base, ovvero lo 0,25% dal 4% da cui si trovava ormai da 9 mesi. Si tratta, come ha spiegato la presidente della Bce Christine Lagarde in una lunga lettera pubblicata oggi di un decisione presa proprio perché “l’inflazione è molto diminuita e al momento è ben instradata per raggiungere il prossimo anno il 2%, livello che rappresenta il nostro obiettivo nel perseguimento della stabilità dei prezzi”. “A luglio 2022 – spiega Lagarde – abbiamo iniziato ad aumentare i tassi di interesse, nell’ambito di una fase che gli addetti ai lavori chiamano ‘inasprimento della politica monetaria’. Se si pensa a un’automobile, è un po’ come quando il conducente spinge sul pedale del freno. Abbiamo innalzato i tassi a un ritmo senza precedenti, di 4,5 punti percentuali in poco più di un anno.

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Le spiegazioni di Lagarde sulle decisioni dal 2022

In merito ai tassi alti degli ultimi due anni, Lagarde spiega così la scelta. “Siamo intervenuti con forza perché l’inflazione era aumentata decisamente troppo, con un picco del 10,6% a ottobre 2022. Una causa del forte incremento dell’inflazione è stata l’invasione ingiustificata dell’Ucraina da parte della Russia, che ha determinato un’impennata dei prezzi dei beni energetici e alimentari. Inoltre, molte imprese hanno incontrato maggiori difficoltà nel reperire attrezzature, materiali e parti di ricambio di cui avevano necessità, il che ha aggravato i problemi già emersi durante la pandemia“, spiega la presidente della Bce. Che conclude: “Le nostre future decisioni di politica monetaria dipenderanno da tre cose: se continueremo a riscontrare un tempestivo ritorno dell’inflazione all’obiettivo, se assisteremo a un allentamento delle pressioni complessive sui prezzi nell’economia e se riterremo ancora altrettanto efficace la nostra politica monetaria nel contenere l’inflazione. Abbiamo compiuto progressi importanti, ma la lotta all’inflazione non si è ancora conclusa. In quanto custodi dell’euro, ci impegniamo ad assicurare un’inflazione bassa e stabile a beneficio di tutti i cittadini europei”. 

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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