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Balneari, verso un’altra infrazione Ue: sono già 69 e costano 100 milioni l’anno

Al 20 dicembre 2023 sono 69 le procedure d'infrazione aperte contro l'Italia, sei delle quali giunte a sentenza "definitiva" con conseguente sanzione economica. Ma il numero potrebbe crescere presto, se il Governo non riuscirà a convincere Bruxelles sulle concessioni balneari

La mancata messa a gara delle concessioni balneari potrebbe costare all’Italia l’ennesima procedura di infrazione da parte della Commissione europea. Anche se il Governo dovesse scongiurare la crisi – nella replica a Bruxelles ha chiesto quattro mesi di tempo per completare la mappatura delle concessioni balneari, per valutare la scarsità della risorsa naturale – la situazione del Paese resta complessa. Balneari a parte, infatti, sono 69 le procedure d’infrazione aperte contro l’Italia, sei delle quali giunte a sentenza “definitiva”. Solo per queste ultime, come prevede l’articolo 260 del Tfue, Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, scattano le sanzioni economiche. Secondo l’ultimo rapporto annuale della Corte dei Conti, tra il 2012 e il 2020 la spesa dell’Italia per le infrazioni europee ha sfiorato gli 830 milioni di euro. Conti alla mano, oltre 100 milioni l’anno, che avrebbero potuto essere impiegati per investimenti su scuola, sanità e infrastrutture.

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Infrazioni, ecco quanto paga l’Italia all’Ue

L’infrazione più antica risale al 2011, e riguarda inadempienze dell’Italia in materia di formazione e lavoro. Costo complessivo: 79 milioni di euro. Nel 2013 scattano ben due sanzioni, per le ecoballe in Campania e per la gestione delle discariche abusive. Il costo è rispettivamente di 246 e di 261 milioni. Nel 2014 è il turno del mancato recupero di aiuti di Stato erogati a beneficio di alcune imprese del territorio di Venezia e Chioggia. L’infrazione è costata 114 milioni, ma il ministro degli Affari Europei Raffaele Fitto ha comunicato che “in seguito a verifiche della Commissione a partire dal XV° semestre di penalità (settembre 2022 – marzo 2023) – l’Italia non deve più versare”. Nel 2017 il Belpaese è stato sanzionato per la gestione delle acque reflue, costata fino ad adesso 120 milioni. Nel 2018, infine, l’Italia è stata sanzionata per il mancato recupero di aiuti di Stato concessi illegalmente a vari alberghi in Sardegna. Fino a oggi, la sentenza è costata 7,5 milioni.

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Ambiente, affari e lavoro sotto osservazione

Si arriva così agli 830 milioni di cui sopra. Il dato è provvisorio, precisa la Corte dei Conti, poiché “sono previste sanzioni periodiche fino a quando non è data piena esecuzione al giudicato“. Finché non ci si mette in regola, insomma, si è costretti a pagare. Inoltre potrebbero arrivare a sentenza definitiva altri procedimenti di infrazione attualmente in corso. Secondo il Dipartimento per gli Affari Europei della presidenza del Consiglio, il settore su cui l’Italia sconta più procedure è l'”Ambiente” (15), seguito da “Affari economici e finanziari” (otto), “Trasporti” (sette), “Lavoro e politiche sociali” (sette), “Affari interni” (cinque), “Concorrenza e aiuti di Stato” (cinque), “Energia” (cinque), “Fiscalità e dogane” (tre), “Giustizia” (tre), “Affari esteri” (due), “Agricoltura” (due), “Appalti” (due) e “Salute” (due). Infine i settori “Libera circolazione delle merci“, “Libera prestazione dei servizi” e “Tutela dei consumatori” registrano ciascuno una procedura.

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Balneari, l’Italia cerca di evitare l’infrazione

A breve si saprà se la mancata messa a gara delle concessioni balneari andrà a ingrossare le fila delle infrazioni italiane. Al momento si è ancora nella prima fase, cioè alla “lettera di messa in mora” alla quale il Governo deve replicare entro due mesi. Come detto la risposta del Governo italiano ha sostanzialmente chiesto una proroga alla Commissione, per completare la mappatura delle concessioni e stabilire nuove regole. Ora tocca a Bruxelles decidere se accontentare Roma. In caso di ritardo o risposta insufficiente, infatti, è possibile avviare la procedura di infrazione vera e propria, che potrebbe sfociare nella sanzione ex articolo 260 Tfue. In ogni caso dall’infrazione si può anche uscire. A dicembre 2023, per esempio, sono state archiviate ben cinque procedure aperte contro l’Italia. Tra le altre, quella per la gestione del virus Xylella fastidiosa, che specialmente nel Mezzogiorno minaccia le colture di ulivo.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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