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‘Salva Isab’, Corte Costituzionale boccia una norma. Plaude Legambiente Sicilia

La Corte Costituzionale ha bocciato una delle norme del decreto “Salva Ilva-salva Isab" risalente al 2023. Soddisfazione di Legambiente Sicilia che chiede alla politica regionale e nazionale "una profonda trasformazione dell’industria all’insegna della sostenibilità"

Legambiente commenta positivamente la sentenza 105 della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma introdotta dall’articolo 6 del Decreto legge n. 2 del 2023 con cui sono state introdotte Misure urgenti per impianti di interesse strategico nazionale. Si tratta delle norme cosiddette “Salva Isab”, introdotte all’indomani del provvedimento di sequestro per disastro ambientale da parte della magistratura del depuratore consortile Ias di Priolo Gargallo per garantire la continuità produttiva delle raffinerie e degli altri impianti dell’area industriale di Siracusa.

Isab, cosa dice la Corte Costituzionale (e Legambiente)

La Corte, riconoscendo la fondatezza dell’istanza presentata dal G.I.P. sulla legittimità costituzionale di una delle norme del decreto “Salva Ilva-salva Isab, ha censurato la norma in questione e ha ristabilito il principio costituzionale che la salute umana e l’ambiente vanno salvaguardati al pari delle attività produttive, nonostante siano definite strategiche, e che va posto un limite temporale (massimo 36 mesi) per rimuovere le cause di inquinamento e disastro ambientale. Per l’associazione ambientalista ora sarà fondamentale lavorare sui troppi nodi politici ed economici irrisolti legati al futuro del depuratore e dell’intero polo industriale. La continuità produttiva non deve più, in nessun caso, mettere in pericolo la salute dei cittadini né provocare danni ambientali. I territori e le comunità locali che hanno pagato un così alto prezzo alla industrializzazione del nostro paese meritano la massima attenzione. E una coerente politica industriale che punti al risanamento e all’innovazione produttiva.

“Evitare scenario ex Ilva di Taranto”

“Siamo stati facili profeti”, dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente commentando la sentenza dela Corte Costituzionale, “quando abbiamo denunciato profili di incostituzionalità di alcuni articoli dell’ennesimo decreto “Salva Isab/Ias” che ha avuto ripercussioni negative anche sull’annosa vicenda del depuratore di Priolo Gargallo. Troppo spesso in Italia si costringe la magistratura ad intervenire su problemi lasciati insoluti per anni dalle altre istituzioni e dalla politica nazionale e locale. Se non vogliamo che la vicenda del depuratore dell’Ias e dei grandi impianti industriali ad esso collegati si avvii fatalmente verso una situazione di stallo che ricorda il caso delle acciaierie dell’ex Ilva di Taranto, occorre intervenire subito definendo una seria azione di risanamento tecnico e gestionale dell’impianto di depurazione e più in generale una lungimirante politica industriale sino ad oggi mancate”.

“Trasformare l’industria all’insegna della sostenibilità”

“È l’ultima chiamata per la politica nazionale e regionale”, aggiunge Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia. “Chiediamo di lasciare perdere le frasi di circostanza e gli slogan di facile presa nei momenti di maggiore crisi, ma di approfondire criticamente i provvedimenti assunti dal governo e di pensare a come risolvere, attraverso la conversione del polo petrolchimico, i gravi problemi occupazionali, di rigenerazione industriale e di compatibilità ambientale. Occorre promuovere una profonda trasformazione dell’industria all’insegna della sostenibilità. Trasformazione che non può che partire dalle bonifiche di questi territori di cui da decenni si promette il risanamento, senza mai realizzarlo. Sarebbe necessario dichiarare “strategiche” le bonifiche dei SIN siciliani se servisse ad accelerarle. Non è ammissibile infatti che dopo 25 anni dall’individuazione di Priolo come Sito di Interesse Nazionale (L.426/1998) lo stato delle bonifiche a giugno 2023 risulti fermo al palo con il 2,2 % di aree bonificate certificate”.

“Operazione di adeguamento tutt’altro che facile”

“Ricordiamo, infine, che il decreto del Ministero delle imprese ha attribuito al Presidente della Regione Siciliana, proprietaria dell’impianto e socia di maggioranza attraverso il Consorzio Asi di Ias, la fondamentale funzione di coordinamento per realizzare le opere necessarie ad ottemperare alle prescrizioni dell’AIA e a dare soluzione efficace e definitiva alle questioni ambientali emerse in sede di sequestro. Lo scorso 14 febbraio il Presidente della Regione ha nominato l’ing. Giovanna Picone sub commissaria per gli interventi per l’adeguamento del depuratore consortile e dare attuazione alle prescrizioni Aia. A distanza di quattro mesi”, conclude Castronovo, “rimangono oscuri gli interventi da realizzare. Nonché i tempi e soprattutto le risorse che verranno impiegate per un’operazione di adeguamento tutt’altro che facile”.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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