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“Il 5% degli italiani possiede il 46% della ricchezza”. I dati di Banca d’Italia

Quasi la metà del patrimonio degli italiani è in mano al 5 per cento più ricco, con la metà del patrimonio costituito da abitazioni, percentuale che sale al 74 per cento per i più poveri. E c'è anche un 17 per cento che non possiede nemmeno un immobile

In Italia i ricchi hanno sempre di più: “Il cinque per cento delle famiglie italiane più ricche possiede circa il 46 per cento della ricchezza netta totale“. Lo scrive la Banca d’Italia nelle statistiche dei conti distributivi sulla ricchezza diffuse oggi, 8 gennaio. L’analisi, condotta in tutta Europa dalla Banca Centrale europea (BCE) e relativa al 2022, evidenzia come in Italia la concentrazione della ricchezza sia inferiore a quella media dell’area dell’euro. Lo stesso accade in Francia, mentre è maggiore in Germania (il 5 per cento possiede il 48 per cento della ricchezza). Le disuguaglianze tra le varie parti della popolazione sono costanti dal 2017, ma se si allarga il confronto fino al 2010, si evidenziano maggiormente le diseguaglianze all’interno del Bel Paese. L’unico patrimonio per chi è meno ricco è quasi sempre la casa di abitazione, i cui valori medi sono peraltro scesi dal 2010. E il 17 per cento, che non possiede una casa, può contare solo sui risparmi: i depositi “sono l’unica componente rilevante di ricchezza finanziaria”.

Le abitazioni sono l’unico patrimonio per molti italiani

Metà della ricchezza degli italiani è rappresentata dalle abitazioni, e questo vale soprattutto per le famiglie meno ricche, che hanno principalmente abitazioni e depositi. La ricchezza “mediana” è per questa fascia di popolazione di circa 60 mila euro, dovuta in gran parte all’immobile di proprietà. Le abitazioni “raggiungono i tre quarti della ricchezza per le famiglie sotto la mediana”, mentre “si attestano poco sotto il 70 per cento per quelle della classe centrale”, per la quale la ricchezza mediana sale a oltre 300 mila euro. Le abitazioni rappresentano invece poco più di un terzo della ricchezza delle persone appartenenti alla classe più ricca, il cui patrimonio “mediano” in Italia è di circa 2,2 milioni di euro. La composizione del portafoglio delle famiglie per classe di ricchezza ha “subito significative variazioni fra il 2010 e il 2022. In un periodo caratterizzato da una generale flessione dei prezzi degli immobili, il peso delle abitazioni è sceso dal 55,8 al 50,2 per cento a livello aggregato”. Nonostante il minor valore delle case, gli italiani più poveri hanno visto aumentare il peso delle abitazioni nel proprio patrimonio “di quattro punti percentuali”, spiega Banca D’Italia. Segno di un più generale impoverimento.

Le diseguaglianze restano invariate

L’analisi evidenzia che, negli ultimi anni, poco è cambiato nelle distribuzione della ricchezza. “I principali indici di disuguaglianza sono rimasti sostanzialmente stabili tra il 2017 e il 2022, dopo essere aumentati tra il 2010 e il 2016″, scrive la Banca d’Italia. Secondo le statistiche dei conti distributivi, le famiglie più ricche diversificano maggiormente, “detenendo anche quote significative di azioni, partecipazioni e attività reali destinate alla produzione e di altri strumenti finanziari complessi”. In media, per le famiglie abbienti italiane un terzo della ricchezza è rappresentato da capitale di rischio legato alla produzione (azioni, partecipazioni e attività reali destinate alla produzione) e un quinto da fondi comuni di investimento e polizze assicurative. In tutto il periodo analizzato, le azioni e altre partecipazioni detenute della classe più ricca rappresentano oltre il 95 per cento del totale, con un massimo di quasi il 98 per cento attorno al 2016. Sul fronte delle passività, invece, le famiglie sotto la mediana pesavano nel 2022 per quasi un terzo del totale, all’incirca quanto quelle della classe centrale.

Le classi più ricche aumentano il patrimonio

“Nel 2010 – spiega Banca D’Italia – circa la metà del patrimonio abitativo era detenuta dalla classe centrale; nel 2022 tale percentuale era scesa al 45 per cento, soprattutto a vantaggio del decimo più ricco; la quota di abitazioni posseduta dalle famiglie sotto la mediana è rimasta stabile nel tempo attorno al 14 per cento. I depositi sono aumentati di circa il 40 per cento tra il 2010 e il 2022, soprattutto per le famiglie appartenenti al decimo più ricco, la cui quota è salita di sei punti percentuali, raggiungendo la metà del totale; si è invece ridotta in maniera sensibile la quota di depositi detenuta dalle famiglie sotto la mediana”.

Come cambia il “portafoglio” dal 2010 al 2022

La Banca centrale fornisce anche un quadro aggregato della composizione della ricchezza, diviso in tre fasce. Per le famiglie tra 0 e 50esimo percentile, nel 2010 l’abitazione rappresentava il 70 per cento del patrimonio, quota salita al 74,6 nel 2022. Una tendenza opposta per la classe “media”, tra il 50esimo e il 90 esimo percentile, che vede la quota “abitazioni” scendere dal 71,2 al 67,5 per cento del proprio patrimonio, e soprattutto per la classe più ricca (dal 90esimo percentile), per cui le proprietà immobiliari rappresentano a fine 2022 il 50,2 per cento del patrimonio: era oltre il 55 nel 2010.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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