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L’agonia dell’ospedale di Lipari: niente medici e reparti dimezzati

Dalle ambulanze all'assistenza cardiologica, dall'ortopedia con due soli medici al caso della camera iperbarica rimasta inutilizzata: nella struttura sanitaria si sovrappongono numerosi problemi

Ospedale Lipari senza medici e reparti dimezzati: continua l’agonia della struttura sanitaria e si va avanti piano, molto piano, verso una possibile revisione. Il sindaco dell’arcipelago, Riccardo Gullo, ha avuto pochi giorni fa alcuni incontri sia in videoconferenza col ministero, che di presenza a Palermo col presidente della Regione, Nello Musumeci, per esaminare le diverse problematiche che affliggono l’arcipelago e in particolare la delicata e annosa vicenda dell’ospedale isolano, che negli ultimi anni ha visto diminuire pericolosamente l’organico dei medici, col serio rischio di mettere in dubbio l’assistenza sanitaria indispensabile per un ospedale. Gullo, col presidente della Regione, come riporta su un post su Facebook lo stesso primo cittadino, ha concordato “la necessità di rivedere le modalità di collaborazione e comunicazioni nella gestione delle emergenze sanitarie e dei servizi a queste dedicate, in particolare delle ambulanze, che devono rimanere rigorosamente sotto il controllo dei servizi sanitari”.

Le ambulanze nelle isole minori

Non si sa se questo specifico argomento dei mezzi di soccorso sia stato sollevato dal sindaco dopo l’episodio capitato a Panarea, dove il parente di una donna che doveva essere soccorsa con l’elisoccorso ha dovuto, con alcuni concittadini, spingere a mani nude l’ambulanza dell’isola per via della batteria del mezzo che si era scaricata. Davvero un episodio paradossale. Il sindaco ha aggiunto che “gli stessi accordi sono stati presi col direttore generale dell’Asp, Bernardo Alagna e col capo distretto, Sergio Quaranta, anche riguardo future collaborazioni per la realizzazione di lavori di ampliamento dei servizi sanitari territoriali. È stata inoltre ribadita la necessità di ripristinare i servizi del centro di riabilitazione d Canneto (grossa frazione di Lipari) individuando una collocazione più idonea per l’Usca e l’hub vaccinale”.

Colloqui positivi col ministero della Salute

In merito invece alle carenze dell’ospedale, Gullo ha aggiunto che “nella videoconferenza organizzata col ministero della Sanità abbiamo concordato sulla necessità, nel medio termine, di rivedere il decreto ministeriale Balduzzi e la relativa riorganizzazione delle strutture ospedaliere e nel breve termine di discutere anche il piano di investimenti sulla sanità ale Eolie definito dalla Regione all’interno del Pnrr”. Bisognerà capire che tempi ci vorranno per una revisione del decreto Balduzzi sulle spese sanitarie che tanto male ha causato agli ospedali soprattutto di periferia come Lipari, centro penalizzato maggiormente perché si trova a oltre 24 miglia dalla terraferma.

Un medico per l’assistenza cardiologica

Intanto in ospedale le cose – secondo i comitati dei cittadini – non vanno affatto bene. Uno dei problemi maggiori riguarda l’assistenza cardiologica, ancora oggi garantita da un solo cardiologo che fa servizio ambulatoriale 8-14. Nel pomeriggio, a giorni alterni, ci sono altri due professionisti in ambulatorio grazie a una convenzione con l’ospedale Papardo di Messina, ma quello che è più grave è che l’assistenza in un settore salvavita come la cardiologia non viene garantita di notte quando chi accusa un malore cardiologico può affidarsi al pronto soccorso o, nei casi più gravi, l’elisoccorso che più raggiungere l’isola soltanto se il meteo lo permette, con un costo che oscillerebbe tra gli 8 e i 10 mila euro a viaggio.

Solo due professionisti in Ortopedia

Non va meglio per l’Ortopedia. Al momento il servizio è garantito da due professionisti. Uno dei due medici fa servizio ambulatoriale soltanto una volta a settimana, il lunedi mattina. L’altro ortopedico è ospedaliero e fa servizio soltanto di mercoledì ed esclusivamente per il pronto soccorso. Sta di fatto che il martedi, il giovedi , il venerdi e per tutto il weekend chi si provoca traumi che necessitano di ingessature o riduzioni di fratture scomposte deve prendere l’aliscafo oppure attendere l’elisoccorso se si tratta di degenti non trasportabili. Una vicenda a dir poco grottesca per non dire ai confini del diritto ala salute sancito dalla Costituzione.

Il caso della camera iperbarica

Per tutta l’estate ha tenuto banco anche la vicenda di Gianni Iacolino, ex primario di rianimazione di Lipari. Nel luglio di quest’anno accettò di gestire la camera iperbarica dell’ospedale liparoto per evitare che questo macchinario, indispensabile per le embolie, rimanesse inutilizzato per di più nella stagione estiva, quando molti sub hanno scompensi di ossigeno. Il professionista, per superare le restrizioni della legge Madia per medici in pensione, accettò di lavorare a titolo gratuito per il bene della sua cittadinanza. L’Asp gli chiese un’assicurazione che il medico stipulò sotto garanzia che in seguito questa somma gli sarebbe stata restituita. A distanza di mesi, Iacolino non è stato mai chiamato in servizio e la camera iperbarica è rimasta inutilizzata, anche se sarebbe stata indispensabile in alcuni casi.

Iacolino: “Nessuno mi ha chiamato”

Adesso con l’autunno alle porte c’è una indiscrezione che sostiene che l’Asp avrebbe riconosciuto legittime le richieste del professionista e si farà carico dell’assicurazione. Quanto al servizio forse a questo punto se ne riparlerà l’anno prossimo, ma non con Iacolino che, raggiunto al telefono, è caduto dalle nuvole: “Sino a questo momento – ha detto – nessuno mi ha chiamato, nessuno mi ha detto nulla. Sono stato trattato in maniera scorretta e finora non ho ricevuto una sola telefonata dal’Asp, quantomeno per ringraziarmi per la mia disponibilità gratuita. È chiaro che, se dovessi essere chiamato, a questo punto non accetterei affatto l’incarico”.

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Giuseppe Bonaccorsi
Giuseppe Bonaccorsi
Giornalista professionista, per molti decenni al quotidiano "La Sicilia" di Catania, con la qualifica di cronista. In passato collaboratore di testate nazionali e corrispondente per anni dell'Agenzia di stampa nazionale "Quotidiani associati".

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