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L’allarme di Cisl sull’economia siciliana: “Assunzioni calate del 38 per cento”

I numeri e le proposte per affrontare il mondo post Covid sono stati illustrati dal presidente uscente Cappuccio durante il congresso regionale del sindacato in corso a Taormina. Per il 2022 non mancano i "segnali di ripresa", ma nell'Isola prevale ancora l'incertezza

“In Sicilia il barometro dell’economia per il 2022 segna incertezza. E se un rischio bisogna evitare, è quello del galleggiamento”. Ecco perché, con le parole di Sebastiano Cappuccio, segretario uscente della Cisl siciliana che ha aperto oggi a Taormina il XIII congresso regionale del sindacato che si chiuderà domani con l’elezione della nuova leadership regionale, la Sicilia ha bisogno di “una governance concertata delle risorse e dei progetti del Pnrr”. Qualche timido segnale di ripresa post-pandemia, si registra. Nell’Isola, ha detto Cappuccio, il Covid ha portato con sé il “crollo del 37,8 per cento di nuove assunzioni e il balzo del 49 per cento delle domande di indennità di disoccupazione”. Così, il 20 per cento delle persone oggi vive in famiglie in cui manca un reddito da lavoro; il 12 per cento versa in condizioni di povertà assoluta. E per il 47 per cento dei nuclei familiari il reddito origina solo da lavoro a tempo determinato mentre ammontano al 19,4 per cento i lavoratori irregolari. Che “in quanto tali, in questi anni non hanno potuto accedere ad alcun sussidio”.

“Esserci per cambiare”

“Serve un tavolo di partneriato Regione-forze sociali sul modello nazionale”, ha sottolineato il segretario. “Una sede che vorremmo replicata territorio per territorio” nel segno di un patto sociale e per il lavoro che fissi tempi, risorse, priorità, obiettivi di sviluppo validi comunque, “A prescindere dai governi in carica”. “Esserci per cambiare” il tema della due giorni congressuale che, presente il leader nazionale Cisl Luigi Sbarra, vertici istituzionali e rappresentanti di forze politiche e sociali – dalla vicepresidente del parlamento Ue Pina Picierno alla ministra per il Sud Mara Carfagna, dal governatore Nello Musumeci al leader dei Giovani imprenditori Riccardo Di Stefano – si svolgerà con la partecipazione di 350 delegati di ogni parte dell’Isola il 30 per cento dei quali donne.

Pnrr occasione “irripetibile”

Un’ora di relazione, quella con cui Cappuccio ha dato il via ai lavori sollecitando il governo regionale a non lasciarsi distrarre da fronti che non siano i problemi concreti che la gente vive. Anzi, “ambizioni e progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, ha affermato il segretario, “dovranno essere connessi con la prossima legge di bilancio e con il prossimo Defr”, il Documento di economia e finanza regionale. Il tema è strategico. E richiede un “ascolto preventivo”: la messa in conto delle istanze e delle attese dell’economia e della società. Il Pnrr, ha insistito Cappuccio, con il suo 40 per cento di risorse destinate al Sud, “è un’occasione irripetibile e imperdibile. È l’ultima chiamata”.

Politiche di rilancio

È per questo che “servono idee chiare, principi forti e progetti condivisi dal mondo del lavoro e dell’impresa, mirati a moltiplicare buona occupazione soprattutto giovanile e femminile“. E servono programmi “in grado di dare una spinta all’innovazione, alla digitalizzazione e a uno sviluppo sostenibile, sia in termini di coesione che di produttività“. Insomma, la Sicilia ha bisogno di una politica di rilancio, non più semplicemente orientata a superare la crisi ma “espansiva, capace di far ripartire produzione, servizi e occupazione”. Di una strategia che non dimentichi famiglie né anziani, disabili e non-autosufficienti. Ma che punti soprattutto, legando piani per il Pnrr e riprogrammazione dei fondi Ue col necessario snellimento delle procedure burocratiche, ad attrarre capitali, completare le reti infrastrutturali materiali e immateriali. A dare corpo alla transizione ecologica e digitale alla quale ha richiamato la Commissione di Bruxelles.

Sicilia poco digitale

Il ritardo accumulato negli anni va recuperato, ha esortato il segretario. Per restare al mercato del lavoro, già tra il 2007 e il 2014 la Sicilia aveva perso 160 mila posti, 120 mila dei quali mai ritrovati. E oggi l’Isola presenta un tasso di attività del 51 per cento a fronte del 65 per cento della media nazionale. Ma c’è di più. La Sicilia è anche la regione con la più bassa incidenza di persone di 16-74 anni con competenze digitali avanzate: appena il 14,4 per cento contro il 22 per cento del dato Italia. Mentre si aggira sul 45 per cento, dato più alto nel Paese, la quota delle famiglie siciliane che ancora adesso non dispone di un computer né di un tablet.

Caccia alle competenze

Cappuccio si è anche soffermato sul ruolo delle amministrazioni pubbliche, a partire dai Comuni che nella partita che deciderà il futuro del Pnrr, saranno dirimenti. Sono infatti “la prima linea per la realizzazione concreta degli investimenti. E questo richiede che abbiano capacità amministrative importanti dal punto di vista della progettazione e della realizzazione”. Competenze che al momento mancano nelle amministrazioni locali, con il “rischio che le risorse disponibili finiscano con l’essere dirottate verso altre amministrazioni e altri luoghi, portando di fatto all’allargamento ulteriore dei divari territoriali. E a un’altra occasione mancata per il Sud”.

I numeri degli enti locali

Oltretutto, il numero di Comuni siciliani in dissesto è salito a 39, le minori entrate per i Comuni a causa della sospensione delle scadenze fiscali e del venir meno di altre risorse, ammontano già a 114 milioni di euro; il disavanzo della pubblica amministrazione si attesta ora sugli otto miliardi di cui 7,3 riconducibili alla Regione. Insomma, sono le parole amare del segretario, “se la prospettiva di ripresa dipende anche dal sistema pubblico, la Sicilia è messa peggio delle altre regioni”. Tanto più che, con un personale che negli ultimi anni si è ridotto del 28 per cento, per realizzare un’opera pubblica nell’Isola ci vogliono almeno quattro anni. E la regione conta il 20 per cento del totale delle incompiute. Su tutti questi temi, ha continuato Cappuccio, la Cisl ha incalzato e continua a incalzare il governo regionale. “Ha sollecitato e continua a sollecitare confronti e iniziative che sciolgano i nodi irrisolti”: dalla pubblica amministrazione alla sanità alle infrastrutture, dal lavoro alla coesione sociale. Dalla scuola all’industria alle questioni della forestazione e della sicurezza.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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