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L’ambizione di Unict: diventare Ateneo d’eccellenza. La Via: “siamo in crescita”

Bilancio in utile, nuove risorse in arrivo, nuovi servizi e nuove sfide per l'ateneo di Catania. Vuole essere riferimento per il Sud per spingere l'economia e dare un futuro migliore e stabile ai giovani. Tutto puntando su trasparenza e qualità

Giovanni La Via è direttore generale dell’università di Catania per il periodo 2020-2022 e già canta vittoria su un bilancio chiuso in utile di ben 12 milioni di euro. Una novità che porta Unict tra gli atenei virtuosi. “L’Università di Catania ha già imboccato una strada di crescita”, dice la Via a FocuSicilia e vuole molto scommettere nel futuro. Una bella vetrina è, proprio in questi giorni, il G20 sull’istruzione che si svolge al Monastero dei Benedettini, sede del dipartimento Umanistico. Sono già aumentati gli immatricolati e per il prossimo futuro sono in preparazione nuovi corsi di laurea, nuove assunzioni ma anche nuovi servizi per gli studenti. Per La Via una scommessa già vinta nonostante ci sia ancora tanto da fare, ma soprattutto un gradito ritorno a casa dopo una parentesi politica sia regionale che europea. Dal 2001 è docente ordinario di Economia ed Estimo rurale al dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente di Catania. “Un grande piacere tornare a lavorare per la mia comunità accademica”.

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Più bravi e organizzati

Il primo grande successo dell’era La Via è di certo la chiusura del bilancio 2020 in utile. Un cambio che è legato a tante variabili tra cui un maggiore appeal in didattica e ricerca, ma anche maggiori trasferimenti di vari enti pubblici. “Siamo diventati più bravi e ci siamo organizzati meglio per accedere alle risorse competitive” dice il direttore generale. Spiega che ci si è dedicati a spendersi meglio come ricercatori, strada che ha premiato Unict con circa quattro milioni di euro, ma è anche stata razionalizzata la spesa. Ad esempio per l’abbonamento ai mezzi pubblici. “Negli anni passati per lo stesso servizio abbiamo speso anche il doppio. Compravamo 40 mila abbonamenti per tutti gli studenti ma molti non lo utilizzavano”. È stata fatta inoltre “un’attenta programmazione, accorpando gli acquisti e razionalizzando i servizi che compriamo all’esterno”.

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Punto di formazione d’eccellenza

Migliorando le proprie performances, soprattutto abbassando dall’80 per cento, soglia critica, la spesa dedicata al personale, Unict potrà presto contare su nuovi trasferimenti, più sostanziosi, da parte del Ministero. Tra pochi giorni inoltre “aspettiamo la pagellina dell’Anvur, l’agenzia di valutazione del sistema universitario e siamo certi che anche su questo avremo un ottimo risultato”. L’auspicio è che questo risultato possa valorizzare Unict come “punto di formazione d’eccellenza per potere fare ripartire l’economia del Mezzogiorno, ma soprattutto per poter dare un futuro occupazionale ai nostri ragazzi”. Anche in quest’ottica si vuole migliorare e ampliare la proposta didattica. Si lavora oggi per partire dall’anno accademico 22/23. Percorsi nuovi, ma anche aggiustamenti dei corsi in essere “per renderli più attrattivi e fare in modo che sempre più studenti in uscita possano con facilità trovare occupazione. Vogliamo quindi formare rispetto a temi di interesse dell’economia e rispetto a una crescente richiesta. Ad esempio sulla transizione ecologica”.

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Nuovi docenti, maggiore trasparenza

Nel prossimo futuro il numero dei docenti è destinato a crescere, anche per coprire i nuovi corsi. L’ateneo comunque sta facendo i conti con il recente passato che l’ha posta al centro di vicende giudiziarie per assunzioni non proprio trasparenti. Sia La Via che il rettore Priolo parlano di un nuovo corso, fatto anche di nuove regole. “Procedure trasparenti e all’avanguardia” le definisce La Via. Il riferimento è soprattutto al sorteggio delle commissioni di valutazione nei concorsi con riferimento a tutta la comunità accademica nazionale. “Attraverso questo strumento alcune procedure del passato, che erano sicuramente poco trasparenti, vengono superate e ci auguriamo che nel nostro ateneo si possa guardare con serenità al futuro senza ripetere errori del passato, ma soprattutto dando la massima garanzia agli studenti che i docenti che verranno selezionati saranno il meglio che c’è sulla piazza”.

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Una casa dello studente in via Androne

Per cercare di migliorare i servizi agli studenti, in particolare per quelli dei dipartimenti che insistono in centro città, Scienze umanistiche, Giuridiche o anche Politiche e Sociali, l’ateneo sta anche procedendo alla “conversione di una serie di strutture che abbiamo in via Androne in una casa dello studente”. Un’esigenza per gli studenti del centro che non godono i servizi Ersu, ma anche un’esigenza in generale. Troppi pochi, al momento, i posti letto a disposizione a Catania, soprattutto se paragonati a quelli di Palermo a fronte dello stesso numero di studenti. Si tratta di un rapporto di circa 600 a duemila. La prima pietra dovrebbe essere posta nel 2022. C’è poi un progetto di ristrutturazione dell’aule d’ateneo che saranno “più performanti, con prese Usb, ma anche più ergonomiche e comode” come di ristrutturazione di “tutti i servizi di accompagnamento alle aule, da quelle informatiche ai servizi igienici”.

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Città della Scienza

Progetti di rilancio riguarda, in fine, la Città della scienza, nella zona delle ciminiere. Un progetto di grande valenza che però è da tempo chiuso e abbandonato. La Via promette nuova vita per la struttura “non appena sarà passata la pandemia. Stiamo programmando un intenso calendario di attività per il prossimo anno scolastico in modo da fare fruire quella struttura, in misura crescente, ai giovani del nostro territorio per avvicinarli al mondo della ricerca e della scienza”. Un luogo condizionato dalle difficoltà di movimento e di fruizione dei luoghi pubblici ma che, come altri, ad esempio il Museo della lava che sarà inaugurato la settimana prossima a palazzo Centrale, vuole essere un fiore all’occhiello per l’Università.

Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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