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Landini: “Chi ha diritti si batta per chi non ne ha”

Se "i lavoratori restano poveri”, la Cgil deve concentrarsi su questi, senza tutele. E da Catania il segretario guarda in positivo al nuovo governo Conte

Contratti a termine, spesso parasubordinati, poche ore di lavoro, bassi stipendi e partite iva che svolgono normali lavori da operaio o da impiegato. E naturalmente, nessuna tutela e rappresentanza sindacale per centinaia di lavoratori, spesso giovani, che svolgono mansioni analoghe a quelle di colleghi con contratti migliori. Per Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, la situazione di Fontanarossa è paradigmatica di un mondo del lavoro italiano che da anni “vede i lavoratori restare poveri”. Scardinare questo sistema è la nuova sfida del sindacato, un tema che si può sintetizzare con quella che Landini chiama “la contrattazione inclusiva”.

“Un nuovo sindacato”

Il tema è stato al centro dell’assemblea Cgil sullo stato dell’aeroporto etneo, ed è stato ribadito più volte anche da Alfio Mannino, segretario di Cgil Sicilia, e da Giacomo Rota segretario generale di Catania. Per Landini la questione è in realtà semplice: “Io che ho più diritti devo battermi per chi ha meno diritti di me. Non si tratta di altruismo – ha sottolineato il segretario Cgil -, ma è un modo per dire che io non voglio che a me capiti quello che capita a quel lavoratore che non ha diritti. Il lavoro – ha proseguito Landini -, deve essere con diritti, i giovani devono uscire dalla precarietà”. E per farlo, il sindacato ha bisogno di una nuova impostazione “che accanto agli investimenti per creare lavoro affermi il concetto di qualità del lavoro e di qualità di funzionamento dell’impresa. Ma bisogna passare dalle parole ai fatti”.

Interviste a Maurizio Landini, Giacomo Rota (Cgil Catania) e Alfio Mannino (Cgil Sicilia)

Contrattazione inclusiva e verifiche semestrali

Landini nel corso dell’assemblea ha apertamente parlato del suo desiderio di “maggiore collaborazione” all’interno delle Camere del Lavoro per raggiungere gli obiettivi di “garantire a chi lavora nello stesso sito, nello stesso aeroporto, nello stesso ospedale, il diritto magari di avere il pasto in mensa pagato, scardinando la logica del subappalto che spesso vede il lavoratore costretto a dover accettare certe condizioni perché altrimenti la stessa azienda non può lavorare”. Per farlo Landini propone, alle realtà territoriali “una verifica degli obiettivi semestrali sulla contrattazione inclusiva”, ma soprattutto rimanda al concetto che “il sindacato parte dal concetto che le persone da sole sono più deboli nei confronti delle imprese. Sindacato significa insieme con giustizia, ed è un elemento di valore molto importante”.

“Conte unico a chiamarci prima della legge Finanziaria”

Nella visita catanese di Landini, al termine del suo lunghissimo intervento – poco meno di un’ora – c’è anche spazio per i temi nazionali. Con parole di fiducia verso il nuovo governo Conte, nel giorno dell’uscita di Matteo Renzi dal Pd e alla vigilia di un incontro a palazzo Chigi per discutere della legge di Bilancio. “Per la prima volta dopo anni un governo ci ha convocati per discutere della legge Finanziaria” ha affermato il segretario generale Cgil.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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