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Lavori edili: novità, benefici e sanzioni introdotte dal decreto Coesione

A poche settimane dalla conversione in legge del decreto Pnrr, il decreto Legge 7 maggio 2024, numero 60, meglio noto come decreto Coesione, è intervenuto sulla congruità della manodopera per gli appalti pubblici e privati. Gli effetti sui lavori edili

Con il Decreto-Legge 7 maggio 2024, n. 60 recante “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione”, sono state apportate alcune importanti modifiche al c.d. “Decreto Pnrr 2024” (convertito con la legge n. 56/2024 ed entrato in vigore lo scorso 30 aprile), anche in materia di lavori edili. Il Decreto Coesione conferma la disposizione che prevede l’obbligo di procedere con il saldo finale dei lavori edili pubblici e privati solo dopo che il responsabile del progetto (per gli appalti pubblici) e il committente (per i privati), abbiano verificato la congruità dell’incidenza della manodopera sull’opera complessiva; con il nuovo comma 12 si abbassa la soglia per la verifica di congruità nei cantieri privati, che scende da 500 mila euro a 70 mila euro adeguando il provvedimento a quanto previsto DM n. 143 del 25 giugno 2021 e accogliendo pienamente le richieste avanzate da ANAEPA Confartigianato Edilizia e dal settore dell’edilizia.

Lavori edili, le novità del decreto Coesione

Tra le altre novità, viene inserito il direttore dei lavori tra le figure incaricate della verifica di congruità dell’incidenza della manodopera e in sua assenza il committente sarà responsabile di acquisire l’attestazione di congruità. Per il direttore dei lavori (o il committente in sua assenza) inadempiente è prevista la sanzione amministrativa da mille a cinquemila euro, già prevista nel testo originario. Nel caso degli appalti pubblici, con il Decreto Coesione viene eliminata la soglia dei 150 mila euro, mentre rimane inalterata la disposizione che prevede che il versamento del saldo finale da parte del responsabile del progetto in assenza di esito positivo della verifica o di previa regolarizzazione della posizione da parte dell’impresa affidataria dei lavori, è considerato dalla stazione appaltante ai fini della valutazione della performance dello stesso, fermi restando i profili di responsabilità amministrativo-contabile.

Il ruolo dell’Autorità nazionale anticorruzione

L’esito dell’accertamento della violazione è comunicato all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione), anche ai fini dell’esercizio dei poteri ad essa attribuiti ai sensi della lett. b), dell’art. 222, comma 3, del D. Lgs. 36/2023. In tema di lavori edili e di coordinamento delle relative disposizioni applicabili, appare utile chiarire quanto segue.

Sistema di verifica della congruità dell’incidenza della manodopera

Il D. Min. Lavoro e Pol. Soc. 25/06/2021, n. 143 definisce un sistema di verifica della congruità dell’incidenza della manodopera impiegata nella realizzazione di lavori edili, relativamente allo specifico intervento realizzato nel settore edile, sia nell’ambito dei lavori pubblici che di quelli privati.
In mancanza di regolarizzazione, l’esito negativo della verifica di congruità riferita alla singola opera, pubblica o privata, incide, dalla data di emissione, sulle successive verifiche di regolarità contributiva finalizzate al rilascio per l’impresa affidataria del DURC on-line.
Con riferimento ai lavori privati, le disposizioni del D.M. si applicano esclusivamente alle opere il cui valore risulti complessivamente di importo pari o superiore a 70 mila euro.

Sanzioni in caso di esito negativo della verifica

L’art. 29, commi 10-14, del D.L. 19/2024 si riferisce alle sanzioni da applicare in caso di esito negativo definitivo della verifica di congruità dell’incidenza della manodopera, da effettuarsi prima di procedere al saldo finale dei lavori. Tali sanzioni si applicano agli appalti privati di valore complessivo pari o superiore ai 500 mila euro e agli appalti pubblici di valore complessivo pari o superiore ai 150 mila euro.

Applicazione Ccnl per lavori edili e agevolazioni fiscali

L’art. 1, comma 43-bis della L. 234/2021 prevede che per i lavori edili di cui all’allegato X al D. Leg.vo 81/2008, i benefìci previsti dagli artt. 119, 119-ter, 120 e 121 del DL 34/2020, nonché quelli previsti dall’art. 16, comma 2, del DL 63/2013, dall’art. 1, comma 12, della L 205/2017, n. 205, e dall’art, 1, comma 219, della L 160/2019, n. 160, possono essere riconosciuti solo se nell’atto di affidamento dei lavori è indicato che i lavori edili sono eseguiti da datori di lavoro che applicano i contratti collettivi del settore edile. Tale previsione si applica con riferimento alle opere il cui importo risulti complessivamente superiore a 70 mila euro. Dunque, l’art. 1, comma 43-bis, della L. 234/2021 si riferisce all’applicazione del Ccnl da indicare nell’atto di affidamento per determinati lavori edili, di importo superiore a 70 mila euro ai fini dell’erogazione dei benefici previsti dalle agevolazioni.

Giancarlo Ricci e Fiorella Manciagli
Giancarlo Ricci e Fiorella Manciagli
Giancarlo Ricci Professore Ordinario di Diritto del lavoro nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Catania e docente della Scuola di specializzazione per le professioni legali “Antonino Galati”. Esperto in Diritto del Lavoro privato e pubblico, in Diritto Sindacale e previdenziale, e in questioni lavoristiche connesse alla disciplina degli appalti pubblici. È autore di due volumi monografici oltre che di numerosi saggi, articoli e note a sentenza su volumi collettanei e riviste specializzate. Fiorella Manciagli Laureata presso l’Università degli Studi di Catania nel 2016, è Avvocato dal 2019. Da settembre del 2016 collabora con lo Studio legale Avvocati Associati con sedi a Catania, Roma e Siracusa. Si occupa prevalentemente di: Diritto del Lavoro, della previdenza ed assistenza sociale; Salute e Sicurezza sul lavoro; Diritto Civile.

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