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Le imprese pagano in ritardo i fornitori. In Sicilia solo il 20% nei termini

Nell'isola quattro aziende su cinque superano i limiti stabiliti dalla legge per saldare i fornitori. Ragusa la provincia più virtuosa, Trapani la peggiore. I dati del centro studi Cribis

Meno del 20 per cento delle imprese siciliane paga i fornitori alla scadenza. Dati che pongono l’isola all’ultimo posto della classifica italiana stilata dallo Studio pagamenti di Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information, aggiornata al 30 giugno 2021. L’isola si aggiudica anche il primato negativo per quanto riguarda i pagamenti oltre i 30 giorni (22,3 per cento), nonostante questi siano diminuiti del 3,5 per cento rispetto al trimestre precedente. Dati su cui pesa, probabilmente, anche il ritardo nei pagamenti delle Pubbliche amministrazioni. Come spiegato alcuni giorni fa da FocuSicilia, sulla base dei dati forniti da Confartigianato, oltre il 60 per cento delle Pa siciliane paga oltre i termini di legge. Fa peggio soltanto la Calabria.

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La situazione nelle province

Il rapporto Cribis scende nel dettaglio delle città. In regione, i ritardi gravi calano soprattutto a Siracusa (meno 8,8 per cento), Ragusa (meno 6,6 per cento), Caltanissetta (meno sei per cento) e Enna (meno 4,5 per cento), mentre Siracusa (più 2,1 per cento), Agrigento (più 0,9 per cento), Catania e Enna (più 0,5 per entrambe) sono le province dove aumenta la puntualità, che resta stabile a Messina. Per quanto riguarda la classifica delle province, Trapani, al 107 esimo posto, è la meno virtuosa in assoluto in Italia. In Sicilia, la migliore è Ragusa (88 esimo), seguita da Catania (94 esimo), Caltanissetta (96 esimo), Agrigento (97 esimo), Enna (100 esimo), Siracusa (102 esimo), Messina (103 esimo), Palermo (105 esimo) e appunto Trapani (107 esimo). Rispetto allo scorso marzo, Ragusa guadagna tre posizioni, Caltanissetta e Siracusa una; Agrigento ne perde due, Enna, Messina e Palermo una, mentre restano stabili Trapani e Catania.

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L’impatto del Covid sulla Pa nazionale

A livello nazionale, aggiunge Cribis, prosegue l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla puntualità dei pagamenti delle imprese: a giugno le aziende italiane che pagano i propri fornitori con un ritardo di oltre 30 giorni sono il 12,8 per cento, un dato in lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente (meno 2,3 per cento), ma in crescita del 21,9 per cento rispetto a fine 2019. L’incremento dei ritardi gravi rispetto alla fine del 2019 è particolarmente evidente soprattutto in Valle d’Aosta (più 47,9 per cento), Trentino-Alto Adige (più 41,2 per cento), Friuli-Venezia Giulia (più 40,3per cento), Veneto (più 37,3 per cento) e Liguria (più 36,7 per cento), mentre a livello provinciale le più colpite sono Imperia (più 76,6 per cento), Belluno (più 70,8 per cento), Asti (più 60 per cento), Sondrio (più 58,5 cento) e Trento (più 54,3 cento).

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“Segnali positivi da alcune imprese”

“Nonostante i dati sui pagamenti in grave ritardo indichino un peggioramento rispetto alla situazione pre-pandemia, un segnale positivo viene dalle imprese che pagano puntualmente i fornitori e che al 30 giugno scorso sono il 36,5 per cento, un numero in aumento sia rispetto a fine 2020 (più 2,2 cento) che in confronto con fine 2019 (più 5,2 per cento)”, dichiara Marco Preti, amministratore delegato di Cribis. Il ranking regionale della puntualità è guidato dalla Lombardia (45,7 per cento), seguita da Emilia-Romagna (44,6 per cento), Veneto (44 per cento), Friuli – Venezia Giulia (43 per cento) e Marche (42,6 per cento), mentre in ultima posizione troviamo la Sicilia (19,8 per cento), preceduta da Calabria (20,7 per cento) e Campania (23,3 per cento). Sicilia, Calabria e Campania (nell’ordine) detengono inoltre il primato negativo per quanto riguarda i pagamenti oltre i 30 giorni, rispettivamente con il 22,3, il 22,1 e il 20,1 per cento.

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I settori più puntuali nei pagamenti

Fra le province, la più puntuale ancora una volta è Brescia, seguita da Sondrio, Bergamo, Lecco e Reggio-Emilia; all’ultimo posto troviamo Trapani, preceduta da Reggio Calabria, Palermo, Crotone e Messina. Le province che rispetto allo scorso trimestre hanno guadagnato più posizioni sono Monza Brianza, che avanza dal 16° al 12 esimo posto, e Biella (dal 22 esimo al 18 esimo); quelle che ne hanno perse di più sono Belluno, che scende dal 14 esimo al 20 esimo, Bolzano (dal 23 esimo al 28 esimo) e Pesaro Urbino (dall’11 esimo al 16 esimo). Per quanto riguarda i settori, lo studio di Cribis indica quello dei Servizi finanziari come il più puntuale (47,9 per cento), seguito da Costruzioni (43,4 per cento) e Trasporti e distribuzione (41,9 per cento), mentre Commercio al dettaglio (più 26,3 per cento), Manifattura (22,1 per cento), Servizi (17,2 per cento) e Commercio all’ingrosso (14 per cento) sono quelli dove si registra la variazione percentuale più elevata nei pagamenti oltre 30 giorni rispetto a fine 2019.

Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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