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Limoni cullati dalla musica classica. L’esperimento a Giarre, nel catanese

Bach, Mozart e Beethoven per fare crescere meglio i frutti. Produzione green grazie a un impianto fotovoltaico e senza pesticidi. L'esperimento a 432 Hz

Coltivare limoni, mandaranci e avocado a suon di musica, classica, per aumentarne profumi e sapori. Non solo. La produzione diventa green grazie a un piccolo investimento in un impianto fotovoltaico ed evitando gli anticrittogamici, dato che la musica influisce anche sugli attacchi dei parassiti. È l’esperimento, novità assoluta in Sicilia, del catanese Andrea Balsamo da cui è nato anche il brand “Balsam Music Tree”. Troppo presto per tirare le somme, soprattutto per via della concomitante pandemia. L’inizio sembra essere promettente. Si spera in un ritorno fra il trenta e il cinquanta per cento. I clienti sono quasi tutti fuori dalla Sicilia “in cerca di profumi mediterranei”. Le spedizioni sono settimanali per circa tre mila chili all’anno.

Video di Andrea Balsamo

Bach, Mozart e Beethoven

L’avvio del progetto nel 2018, in collaborazione con l’università di Firenze dove ha approfondito questo tipo di produzione. Balsamo decide di dare nuova vita ai terreni di famiglia, a Giarre, mettendo insieme l’amore per la terra “ereditato dai miei bisnonni” e i suoi studi da musicista. “Più che di musica bisogna parlare di vibrazioni” spiega. Da tenere in considerazione, inoltre, l’intensità del suono, ossia il numero di decibel per metro quadro. Non tutto ciò che consideriamo musica va bene, insomma. “Alcune composizioni di Bach, Mozart e Beethoven rientrano nel range che stavo cercando”. L’accordatura di questi brani è a 432 Hz (di solito è a 440 Hz) che essendo un multiplo della vibrazione della rotazione terrestre, sembrano avere un influsso benefico ulteriore sull’armonia della pianta.

L’investimento

Balsamo aveva già terra e circa un migliaio di alberi su cui poter contare. Il suo investimento è stato quindi dedicato a “delle buone casse acustiche, alla pubblicità e alla creazione del sito internet”. Costo sostenuto: circa cinque mila euro. “Se avessi dovuto comprare la terra e/o gli alberi ovviamente la spesa sarebbe stata nettamente superiore”. A questo va aggiunto un impianto fotovoltaico per la produzione di energia. “Un’esigenza” la definisce Balsamo, “dovendo diffondere h24 una buona qualità musicale e affinché il consumo di elettricità non costituisse un deterrente al progetto”. Ulteriore risparmio, e al contempo un risvolto salutare per l’uomo, arriva dal mancato utilizzo di pesticidi. Le onde sonore rafforzano l’immunità delle piante ai parassiti poiché interferiscono con il ciclo vitale dei parassiti stessi, con un conseguente risparmio sull’uso di pesticidi, vaccini e anticrittogamici. Anche l’acqua beneficia delle vibrazioni sonore. “Utilizziamo solo concimi biologici, abbiamo bandito il glifosato e stiamo sperimentando metodi di lotta biologica, permaculturali e biodinamici”.

Le prime analisi del 2019

Nella sua terra, crescono a suon di musica limoni, mandaranci e avocado, ma le analisi per la verifica degli influssi delle vibrazioni sul prodotto finale, al momento, sono solo per i limoni. “Tra cinque anni, al termine della prima sperimentazione, inizieremo ad analizzare anche mandaranci e avocado”. Le prime analisi del 2019, effettuate dai laboratori dell’università di Firenze del LINV (International Laboratory of Plant Neurobiology), hanno evidenziato una minore acidità dei frutti. Una successiva analisi organolettica ha rivelato un maggior grado zuccherino e quindi un sapore più dolce. La produzione in musica di Balsamo rappresenta una novità per la Sicilia, ma la tecnica è già nota per altre colture, come quella dell’uva, e nasce tra gli anni Sessanta e Settanta.

Adotta un albero

Per la sostenibilità del progetto, Andrea Balsamo coinvolge direttamente il consumatore. Attraverso il sito www.adottareunalbero.it, l’azienda Balsam Music Tree è l’unica in Sicilia e fra le poche in Italia ad offrire la possibilità di adottare un albero. Gli si può dare un nome, prefinanziare la coltivazione e partecipare alla sperimentazione. Il consumatore viene aggiornato sullo stato di salute della pianta, ha la possibilità di vederla di presenza, coglierne i frutti o riceverli a domicilio. Nell’anno di una pandemia mondiale le spedizioni di prodotti freschi e le adozioni sono decisamente aumentate.

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