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Covid e neolaureati. Peggio al Sud e per le donne

I dati occupazionali sono in calo, secondo Almalaurea. Diminuiscono le offerte di lavoro e scende anche il salario medio, mentre aumentano le differenze territoriali e di genere

L’effetto Covid ha avuto ripercussioni anche sull’occupazione dei neo laureati a un anno dal titolo. Non importa che si tratti di laurea di primo livello o di secondo. I dati occupazionali sono in calo e aumentano quelli della disoccupazione secondo Almalaurea. Diminuiscono le richieste di curricula come le offerte di lavoro e tende a scendere anche il salario medio. La situazione peggiore riguarda il Sud e le donne. Unica eccezione: il campo medico. Opposta invece la tendenza lungo periodo, a cinque anni dalla laurea, il cui “quadro rimane positivo”. Anzi “risulta in tendenziale aumento rispetto al 2019 e sostanzialmente confermato anche nella disaggregazione per gruppo disciplinare, genere e per ripartizione territoriale di residenza”.

Laureati con titolo triennale

Nell’analisi compiuta nei primi mesi del 2020 su un campione di oltre 100 mila neo laureati a un anno dal titolo, e 50 mila a cinque anni, crolla il tasso di occupazione rispetto all’anno precedente. Sono soprattutto i laureati di primo livello “ad aver accusato il colpo legato alle conseguenze dell’epidemia di Covid-19”. Risultano occupati nel 65 per cento dei casi, che significa il nove per cento in meno rispetto al 2019. Se guardiamo al genere, non solo le donne hanno tassi di occupazione inferiori rispetto ai colleghi uomini, in rapporto all’anno precedente la forbice differenziale si è pure allargata. Ecco dunque che Almalaurea specifica che tra gli occupati uomini con triennale si arriva al 69 per cento nei primi mesi del 2020, mentre tra le donne al 62. La differenza è di sette punti mentre lo scorso anno era di cinque (77,2 per gli uomini e 72,2 per le donne).

Occupazione in calo soprattutto al Sud

Peggiorano i numeri di occupati anche in riferimento alla residenza dei neo laureati. Nel primi mesi del 2020 il tasso di occupazione al Nord risulta del 71,4 per cento mentre lo scorso anno era di nove punti in più. Al Sud invece il dato segna un’occupazione attuale del 56,5 per cento contro il 64,8 dello scorso anno. Aumenta per tutti la disoccupazione a un anno dal titolo. Si tratta di +4,5 e +1,6 punti percentuali rispettivamente per i laureati triennali e quinquennali. Una “conferma del generale peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro, in tal caso senza particolari differenze tra uomini e donne e tra residenti al Nord e al Sud”.

Meglio (ma non troppo) per i laureati di secondo livello

Diversa la situazione per i laureati di secondo livello, ovvero quelli che hanno aggiunto i due anni di specialistica al titolo triennale. Per loro l’occupazione scende, ma solo di un punto e mezzo: hanno un lavoro nel 70 per cento dei casi. Un esito legato al fatto “che sono già inseriti nel mercato del lavoro da tempo”. Il dato del tasso di disoccupazione è “in leggera diminuzione rispetto allo scorso anno” attestandosi al 5,5 per cento. “Ciò risulta confermato sia nella distinzione per genere sia in quella per area territoriale di residenza”. Guardando al genere invece tornano le differenze. Gli uomini risultano occupati nel 75 per cento dei casi, le donne nel 66. Le discrepanze con lo scorso anno, rispettivamente 76 e 68, sono minime. La differenza c’è anche a livello territoriale per chi ha il titolo specialistico. A cinque anni dalla laurea lavora il 79 per cento al Nord e il 61 al Sud. Lo scorso anno erano rispettivamente l’81 e il 62 per cento.

Contratti non standard e guadagni differenziati

La maggior parte, a un anno dalla laurea, ha un contratto non standard “in particolare alle dipendenze a tempo determinato”. Diminuisce la tendenza al lavoro autonomo rispetto al 2019, sia per i laureati di primo (-3,3 punti) sia per quelli di secondo livello (-2 punti). Le tendenze legate alle altre tipologie di contratto di lavoro cambiano invece. Se per i laureati di primo livello si registra un aumento dei contratti a tempo indeterminato (+3,5 punti) e una diminuzione del lavoro non standard (-2,9 punti); per quelli di secondo livello, all’opposto, una contrazione dei contratti a tempo indeterminato (-1,2 punti) e un aumento del lavoro non standard (+2,4 punti). Tendono a scendere anche le retribuzioni medie: -2,8 per cento per i laureati di primo livello, quasi meno 2 punti per quelli di secondo livello. Diminuisco sia per uomini che per donne, ma tendenzialmente quest’ultime guadagnano meno: +19 per cento per i laureati uomini di primo livello +18,3 per quelli di secondo. Forbice differenziale che si allarga guardando i dati di Nord e Sud. Chi ha una triennale e vive al Nord guadagna mediamente il 18 per cento in più rispetto a chi ha lo stesso livello d’istruzione ma vive al Sud. Differenza che sale al 23 per cento con una laurea specialistica. Anche a cinque anni dal titolo “si confermano i divari di genere e quelli territoriali”.

Con la fase 2 una lieve ripartenza

Diminuiscono inoltre le richieste di curricula da parte delle aziende, sebbene quelle che si rivolgono ad Almalaurea sono per lo più di grande dimensione e quindi “non possono essere considerate pienamente rappresentative del tessuto economico e produttivo italiano”. Le contrazioni maggiori sono nei mesi di aprile (-56,1) e maggio 2020 (-55,8). Fa eccezione il settore medico dove i curricula acquisiti “sono triplicati, passando da circa nove mila di marzo-aprile 2019 a oltre 27 mila nei corrispondenti mesi del 2020”. Con la fine del lockdown e l’avvio della fase 2, Almalaurea rileva comunque una ripresa delle acquisizioni dei cv da parte delle aziende. “Analoghi segnali, seppure asincroni rispetto alle acquisizioni di cv poiché frequentemente le imprese programmano con largo anticipo l’uscita degli annunci in bacheca” si registrano per la pubblicazione degli annunci. A gennaio sono cresciuti di sei punti e mezzo, a maggio sono scesi del 64 per cento.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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