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Lockdown: il 7,6 per cento dei giovani ha usato sostanze psicoattive illecite

Prende il via il progetto di monitoraggio nelle scuole diretto dal prof. Pomara, docente di Medicina legale. "Serve molta attenzione delle famiglie nell'acquisto di queste sostanze"

Tra i giovani studenti delle scuole superiori, quasi uno su dieci fa uso di sostanze psicoattive illecite. Il dato, riferito al 2020, viene dall’ultimo studio dipartimento elle politiche Antidroga della presidenza del Consiglio sul fenomeno delle tossicodipendenze, ed è il preoccupante punto di partenza del progetto dell’azienda Universitaria Policlinico-San Marco di Catania intitolato “Smart drugs e anabolizzanti: profili epidemiologici e azioni correttive”. Il progetto, al via oggi, è coordinato e diretto dal professor Cristoforo Pomara, direttore dell’Istituto di Medicina Legale del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Tecnologie Avanzate dell’Università di Catania.
L’obiettivo, spiega il docente, “è fare luce su un fenomeno di difficile controllo come quello della vendita di anabolizzanti tramite e-commerce”. I dati sono in aumento durante il lockdown, e il progetto, finanziato dalla Regione siciliana nell’ambito dell’attività prevista nella progettualità regionale, è finalizzato oltre a “prevenire le dipendenze da sostanze”, a fare il punto sul comportamento dei giovani nei confronti delle droghe, soprattutto degli anabolizzanti che mettonno in forte rischio la funzionalità cardiaca.

Un progetto per le scuole

Nella parte operativa il progetto prevede il coinvolgimento di diverse figure professionali altamente qualificate quali medici legali, criminologi, tossicologi, genetisti forensi, che partendo da presupposti scientifici e da dati della più aggiornata bibliografia internazionale, promuoveranno una serie di incontri negli istituti superiori di Catania con la somministrazione di questionari anonimi, con il duplice scopo di mappare per la prima volta l’incidenza sulla popolazione giovanile del consumo di droghe e anabolizzanti e nello stesso tempo con l’obiettivo di divulgazione e informazione su queste delicatissime tematiche ai fini di una prevenzione sociale. Il primo appuntamento è in programma questa mattina, 16 maggio, al Liceo Scientifico “Galilei”, incontro realizzato anche grazie alla collaborazione del dirigente scolastico, Gabriella Chisari che ha aderito all’iniziativa. Successivamente, seguendo le modalità descritte, il team di esperti incontrerà tutti gli studenti degli istituti superiori della città di Catania che aderiranno al progetto.

Consumi in ascesa

“Smart drugs e anabolizzanti” parte dall’analisi dei dati pubblicati nella “Relazione annuale al parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia nell’anno 2021 (dati 2020)” a cura della presidenza del Consiglio dei ministri – dipartimento per le Politiche Antidroga, in cui si raffigura una situazione pressoché allarmante. Dall’indagine emerso che nel periodo di restrizioni legate al contenimento della pandemia da Covid-19, il 7,6 per cento degli studenti ha riferito di aver consumato almeno una sostanza psicoattiva illecita (anabolizzanti, cannabis, cocaina, stimolanti, ecc…).
In particolare, esclusa la cannabis, il 2,5 per cento dei soggetti che ha risposto ha utilizzato almeno una delle altre sostanze. Le percentuali maggiori di consumo si riscontrano fra i ragazzi (Maschi 3,3 per cento; Femmine 1,7 per cento) con un rapporto digenere quasi doppio. Oltre un terzo degli studenti consumatori (37 per cento) afferma di non aver utilizzato sostanze più di due volte nel mese. Un quarto le ha utilizzate dalle 3 alle 9 volte e il restante 38 per cento almeno 10 volte. Dai dati emerge che una percentuale consistente di consumatori ha fatto un uso frequente di sostanze psicoattive durante il lockdown. Dato ancora più allarmante è quello che emerge tra gli studenti: coloro che hanno utilizzato almeno una sostanza psicoattiva si differenziano da coloro che non le hanno assunte per alcune caratteristiche relazionali. In particolare, i consumatori risultano meno soddisfatti del rapporto con i familiari.

Serve una massiccia campagna informativa

Il report ministeriale conferma l’intuizione della Cattedra di Medicina Legale relativa alla necessità di una massiccia campagna di informazione e sensibilizzazione della popolazione studentesca ai fini della prevenzione dell’utilizzo delle sostanze d’abuso, ed in particolar modo, concentrando l’attenzione sull’assunzione di sostanze anabolizzanti il cui effetto negativo è troppo spesso sottovalutato dai giovani che guardano, tanto al mondo dell’agonismo quanto al mondo dello sport, in una dimensione troppo spesso anche edonistica per ottenere rapidi miglioramenti dell’efficienza estetica corporale.

Danni letali dal consumo massiccio

“Il progetto che avvieremo oggi – spiega il professor Pomara, coordinatore del progetto – mira principalmente a fare luce su un problema sociale come quello del consumo degli anabolizzanti legato a un fenomeno di difficile controllo come quello dell’e-commerce, che rende queste sostanze alla facile portata dei giovani che li acquistano senza alcuna restrizione. È quindi importante che il messaggio finisca anche alle famiglie affinché possano controllare e monitorare l’eventuale acquisto e consumo di queste sostanze
che, poi alla distanza, producono danni gravissimi al fisico dei govani che le assumono. Nel corso degli incontri – ha concluso il docente – mostrerò anche alcune foto di alcune autopsie su soggetti relativamente giovani che facevano consumo continuo di anabolizzanti, per far capire che il loro organo principale, il cuore, è risultato molto danneggiato alla stregua di quello che si riscontra in pazienti cardiopatici di oltre 70 anni”.

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Giuseppe Bonaccorsi
Giuseppe Bonaccorsi
Giornalista professionista con un passato di redattore esperto per molti decenni al quotidiano "La Siclia". Ha collaborato attivamente con diverse testate regionali e nazionali e per anni con l'agenzia stampa "Quotidiani associati". Attualmente collaboratore di diverse testate giornalistiche nazionali e regionali e in particolare de "Il dubbio", il "Fatto quotidiano" e "Domani".

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