fbpx

Lotta all’evasione, meno di 13 mila euro ai Comuni siciliani. Il 97% non aderisce

I contributi agli Enti locali per la lotta al sommerso sono in calo da anni. Nell'Isola non si riesce a riscuotere neanche i tributi locali ecco perché, secondo l'Anci, è difficile pensare all'evasione fiscale. A Calatanissetta e Trapani il dato è zero

Poco più di 3.500 euro. È quanto è spettato nel 2020 alla Città metropolitana di Messina come contributo per la partecipazione all’attività di accertamento fiscale. Benché modesta, la cifra raccolta dal capoluogo messinese è la più alta in Sicilia. A livello nazionale, i Comuni hanno ricevuto 6,5 milioni di euro. In Sicilia si è passati dagli oltre 49 mila euro del 2018 a 24,7 mila nel 2019, fino a 12,7 mila nel 2020. Una perdita del 74 per cento in tre anni. Il dato emerge da uno studio condotto a livello nazionale dalla Uil. Eppure, data le difficoltà finanziarie dei Comuni questi soldi potrebbero essere molto comodi per fare quadrare i conti. Non è così perché sui 390 Comuni dell’Isola, soltanto 12 hanno attivato la procedura, il tre per cento. Perché è “complessa”, secondo il segretario generale dell’Associazione siciliana dei Comuni, Mario Alvano, e perché non si hanno le forze per fronteggiare la lotta ai tributi locali figuriamoci quelli nazionali. “Com’è noto i problemi sono enormi per la riscossione delle imposte accertate e che sono al centro della nostra manifestazione di giorno tre”, dice a FocuSicilia il presidente Anci e sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Come funziona la collaborazione

La legge, ideata negli anni Settanta, è stata aggiornata nel 2005 e ritoccata più volte negli anni successivi. Prevede che i Comuni trasmettano all’Agenzia delle entrate oppure alla Guardia di Finanza delle “segnalazioni qualificate” su persone sospettate di evasione o elusione fiscale. In cambio, il ministero delle Finanze riconosce ai Comuni un contributo pari al 100 per cento del riscosso. Una prassi in apparenza semplice ma che per il segretario generale Anci non lo è affatto, tanto che nonostante “per anni abbiamo fatto iniziative per promuovere questo tipo di attività”, i numeri parlano di un flop. Il vulnus del problema sarebbe proprio la segnalazione qualificata che senza il giusto personale non è possibile avere. “Un’attività interessante ma complessa che presuppone che ci sia già un’efficiente lotta all’evasione dei tributi locali”.

Leggi anche – Comuni in difficoltà anche a causa di Riscossione Sicilia. La lettera di 100 sindaci

Criticità patologica

L’organizzazione alla base di tutto, dunque, cosa che non è presente nella maggior parte dei Comuni dell’Isola, anzi “c’è una criticità strutturale negli uffici”, dice Alvano. Basti pensare che la Tari, la tassa sui rifiuti, viene spesso riscossa solo dal 50 per cento dei cittadini. Ecco che quindi “si produce una siuazione di criticità finanziaria diffusa, un fatto patologico per i Comuni siciliani”. Per questo il prossimo tre novembre i sindaci dell’Isola saranno a Roma a chiedere risorse certe sul fronte del personale. “Sarebbe poi utopistico andare a parlare di Pnrr in queste condizioni. Non si può partecipare a nessun avviso se non si ha il bilancio approvato e il grosso dei Comuni siciliani non ha ancora approvato quello 2021. C’è una difficoltà di personale, sono 15 mila le unità che mancano nelle piante organiche, quindi c’è qualche elemento strutturale che impedisce di fare quel qualcosa in più”.

Leggi anche – Sicilia, un quinto dell’economia è “sommersa”. Timori sui fondi del Pnrr

L’andamento dei contributi per la partecipazione all’attività di accertamento fiscale nei capoluoghi siciliani dal 2018 al 2020

I numeri dei capoluoghi siciliani

Tutti i Comuni siciliani registrano un saldo negativo tra il 2018 e il 2020 tranne Messina. Dati negativi anche guardando il confronto tra il 2019 e il 2020 salvo che per la città dello Stretto e Palermo. La prima nel 2019 si era fermata a 830 euro e nel 2020 è salita a 3679, la seconda segna un aumento di appena 61 euro negli ultimi due anni. Nella classifica 2020 Catania è terza, ma non raggiunge i 1.500 euro. Il ribasso maggiore si registra ad Agrigento, con oltre quattromila euro in meno, subito seguita da Siracusa e da Enna che nel 2020 segna zero. A Ragusa, con circa 700 euro di contributi dal 2018 al 2020, c’è un certo equilibrio. Situazioni non brillanti ma almeno ci sono dei numeri da commentare. A Caltanissetta e Trapani non si è mai riscosso nulla.

Partecipazione in calo

Nella Città metropolitana di Messina, nel 2017, il contribuito superava i 16 mila euro. La cifra è scesa drasticamente nel 2018, con meno di duemila euro raccolti, per precipitare nel 2019 a meno di mille euro. I 3.500 euro del 2020 segnano dunque una risalita, pur nel quadro di un diminuzione complessiva. A Palermo nel 2017 il contributo superava i 6.500 euro, scesi a 4.600 nel 2018 e a duemila nel 2019 e nel 2020. A Catania si è passati dai 3.400 euro del 2017 ai 3.100 del 2018, fino ai 2.500 del 2019. Nell’anno della pandemia da Covid, infine, si è scesi sotto i 1.500 euro. Numeri inferiori alle aspettative, secondo Uil. Attraverso la lotta all’evasione “si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse a livello locale”. I Comuni “sono i primi presidi sul territorio”, e potrebbero ottenere risultati migliori “uniformando il processo di partecipazione su tutto il territorio nazionale”.

Il numero di Comuni siciliani che partecipano all’attività di accertamento fiscale nel 2020, divisi per provincia

La ricetta di Anci

Riuscire a fare crescere questi numeri non sembra un’impresa né facile né immediata. “Non c’è una bacchetta magica”, come dice il segretario regionale Anci, Mario Alvano, e come sempre la strada da percorrere non ha una sola direzione. Non bastano gli incontri informativi come fatto fino adesso, ma “c’è bisogno di un reale supporto per gli enti da parte dell’Agenzia dell’entrate”. Per quanto riguarda l’attività dei Comuni, Anci propone di “incentivare questo tipo di attività da un punto di vista della gestione degli uffici, ma prima ancora c’è da potenziare gli uffici anche attraverso una modalità associata nella gestione. In alcuni non hanno neanche il ragioniere o il responsabile dell’ufficio tributi”. La modalità associata è definita “spenta in Sicilia” e invece andrebbe incentivata “anche con un’attività culturale che parta dalla Regione. Basterebbe prevedere un criterio premiante per i Comuni che agiscono così”. A questo, soprattutto in questo momento storico, secondo Alvano, va aggiunta una fase transitoria per cui i tributi più difficili da gestire vengano affidati a determinati soggetti che si occupino di riscossione dei tributi a condizioni migliori e con più garanzie per gli Enti”.

L’andamento dei contributi per la partecipazione all’attività di accertamento fiscale nelle Città metropolitane italiane dal 2017 al 2020

Leggi anche – Cartelle fiscali, niente rinvio. Confedercontribuenti: “Scelta grave”

Contributi in calo da sette anni

In generale il calo siciliano si riscontra anche altrove. L’apporto dei Comuni e quindi i loro ricavi è in riduzione rispetto agli anni passati. Su oltre 7.600 Enti nel Paese, nel 2020 hanno partecipato agli accertamenti fiscali in 279, il 3,6 per cento. I 6,5 milioni erogati lo scorso anno rappresentano un calo del 16 per cento rispetto al 2019, quando la cifra distribuita aveva sfiorato gli otto milioni. Il record di contributi è stato nel 2014 con oltre 21 milioni di euro. Da allora il contributo ha registrato un trend negativo, spiega Ivana Veronese, segretaria confederale Uil. Un “risultato deludente”, secondo la sindacalista, soprattutto se paragonato all’evasione fiscale e alle irregolarità lavorative, “che secondo gli ultimi dati ammontano ad oltre 108 miliardi di euro”. Tra le città italiane le peggiori sono Bari e Cagliari, che non ricevono contributi. Le Città metropolitane più attive nel contrasto all’evasione sono Genova (470 mila euro), Torino (400 mila euro) e Milano (350 mila euro).

- Pubblicità -

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

18,249FansMi piace
313FollowerSegui
300FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli