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M5S: “Regione non sa cosa possiede”

Non solo la Regione non avrebbe contezza dei suoi immobili, non starebbe facendo nulla per scoprirlo dopo il censimento "flop" del 2009. La denuncia M5S

“Incredibile ma vero, la Regione non sa cosa possiede e, soprattutto, non sta facendo nulla per poterlo scoprire dopo il censimento flop del 2009. Ce lo hanno detto gli uffici dell’assessorato al Bilancio, che candidamente hanno ammesso, in seguito ad una richiesta di accesso agli atti, che la cosa non è di loro competenza e che non hanno il personale per poterlo fare”. Lo afferma il deputato M5S all’Ars, Nuccio Di Paola, che sulla questione immobili della Regione da tempo ha acceso i riflettori, mettendo a nudo numerose falle del disastroso censimento del 2009.

“Vorremmo capire – afferma il deputato – come fa la Regione a predisporre manovre di bilancio o a pensare a pianificare operazioni immobiliari se prima non fa nulla per accertarsi di cosa sia di sua proprietà. Sino al 2006, ci hanno scritto gli uffici del Bilancio, l’attività era svolta a titolo oneroso dall’Agenzia del Demanio, attualmente si avvalgono degli uffici del Genio civile competenti sul territorio, ma solo in maniera sporadica. Tutto ciò è assurdo”.
“Anche la Corte dei conti – continua il deputato – in sede di parifica, nei giorni scorsi, ha sottolineato come resti gravemente irrisolto il problema della ricognizione straordinaria del patrimonio regionale e della conseguente rideterminazione del suo corretto valore”.
“La magistratura contabile – continua Di Paola – ha anche evidenziato il clamoroso fallimento dell’ultimo censimento, sottolineando che questo ‘non ha recato alcun beneficio alla Regione e ha comportato il dispendio di ingenti risorse pubbliche senza alcuna concreta utilità per la collettività’”.

“In occasione di quel censimento – prosegue Di Paola – sono stati letteralmente buttati dalla finestra 110 milioni di euro di soldi pubblici, senza alcuna utilità per i siciliani. I dati di quella ricognizione sono stati per lungo tempo sottochiave, blindati da una password misteriosamente smarrita e poi riapparsa quando il materiale raccolto era diventato obsoleto e pertanto inservibile. Tutto ciò è inconcepibile. Speriamo che su questa vicenda la magistratura contabile avvii un’indagine per danno erariale. Intanto chiediamo al presidente della Regione di avviare un’ indagine interna che appuri chi ha permesso questo scempio. Chi ha sbagliato ora paghi”.

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Redazione
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