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Il manager Volkswagen: nessuna nuova fabbrica in Sicilia, ma l’Isola farà i chip

Il direttore di Wolkswagen Italia Andrea Alessi, ospite del dipartimento di Economia e impresa dell'Università di Catania, traccia un quadro del tessuto economico-produttivo. E delle prospettive per l'automotive, che punta sull'elettronica, ma anche sulle competenze

Nel futuro della Sicilia non c’è l’apertura di un nuovo stabilimento automobilistico in stile Termini Imerese, “perché il comparto ha un problema di sovra-capacità produttiva, non solo in Italia ma in tutta Europa, piuttosto che la necessità di aumentare la produzione”. L’Isola potrebbe dare comunque un contributo importante al settore automotive, “come centro di aziende innovative, sui chip, sull’elettronica, sulla tecnologia, come dimostra il grande investimento effettuato da Enel sul fotovoltaico, proprio a Catania”. Parola di Andrea Alessi, direttore generale di Volkswagen Italia, che ieri ha inaugurato con il suo intervento il corso di laurea in “Principi di management” del dipartimento di Economia e finanza dell’Università di Catania. Un’occasione per incontrare gli aspiranti manager di domani – a cui Alessi ha dedicato ampia parte della sua intervista con FocuSicilia – ma anche per tracciare un quadro del tessuto economico dell’Isola. “Le imprese innovative potrebbero essere di supporto per il settore automobilistico. Le menti e le energie ci sono, e sarebbe giusto svilupparle in aree tecnologicamente avanzate”, aggiunge Alessi.

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Emissioni, le incertezze sul futuro

Il manager non si sottrae a una domanda sul dibattito europeo sulle emissioni di CO2, con il congelamento dello stop alle auto a diesel a partire dal 2035 inizialmente votato Bruxelles. Per Alessi la questione è decisiva, ma va inquadrata nel modo corretto. “Siamo al centro di una mutazione che non è richiesta dal mercato, ma è imposta dai regolatori che stanno cercando di modificare l’impronta di emissioni che l’industria in generale – e quella automobilistica in particolare – diffondono nell’ambiente in cui viviamo”. Un cambiamento così radicale, spiega il direttore, ha bisogno di tempi piuttosto lunghi. “Servono energia, risorse, investimenti, ma soprattutto regole certe. Pianificare gli interventi per una riconversione industriale del mondo dell’auto richiede delle certezze. Fino a ieri pensavamo che ci fossero, ma oggi sembra che alcuni regolatori stiano avendo dei ripensamenti”. Un cambiamento “decisamente non positivo”, alle soglie di una rivoluzione in un’industria pluri-centenaria. “Stiamo discutendo di una riconversione radicale. La situazione non è semplice, staremo molto attenti alle evoluzioni”, assicura Alessi.

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Il ruolo dei giovani manager

In un quadro di grande complessità, prosegue il manager di Volkswagen Italia, è particolarmente importante il ruolo della formazione. Un altro punto di forza del tessuto siciliano, e catanese in particolare, potrebbe essere proprio la creazione di nuove professionalità. Per questo la divisione guidata da Alessi è entrata nel comitato strategico del corso di principi di Management dell’Università di Catania. “Chi si prepara a diventare un manager deve fare i conti con un mondo in continua evoluzione, nel quale diventa sempre più difficile pianificare sulla base di certezze”. Malgrado ciò, chi guida un’azienda “dev’essere in grado di programmare e ottimizzare le risorse” a disposizione. In questo, come sottolineato dal direttore nel suo intervento di fronte agli studenti di management, le nuove generazioni potrebbero avere una marcia in più rispetto alle vecchie. “I giovani devono essere sempre capaci di compiere delle scelte quando non tutti gli elementi sono noti. Qualcuno deve prendere le decisioni, auspicabilmente nel modo migliore, in modo da ottimizzare le risorse e raggiungere gli obiettivi”, conclude il manager.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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