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Mezzogiorno di fuoco: battaglia sugli orari al mercato di Vittoria

Tarda l’avvio dei nuovi orari primaverili, con l’apertura pomeridiana. Categorie spaccate: spingono i commercianti, divisi i produttori, contrari gli autotrasportatori

Al mercato ortofrutticolo di Vittoria si discute di orari di apertura e chiusura. Vexata quaestio che, da qualche tempo, contrappone le diverse categorie. Negli ultimi anni, il mercato, solitamente aperto fino a mezzogiorno, ha effettuato una seconda apertura pomeridiana, dal primo marzo al 31 maggio. Anche quest’anno si va in questa direzione, ma marzo è iniziato da un pezzo i tempi si sono allungati. In un contesto reso ancora più incerto dalle misure contro il coronavirus. Anche se nessun settore è un compartimento stagno, stando all’ultimo decreto la filiera agricola non è soggetta a blocchi.

Autotrasportatori contro

Gli autotrasportatori della Cna hanno fatto sentire per primi la loro voce. Sono contrari all’apertura pomeridiana, che metterebbe in difficoltà chi carica la merce sui tir per trasportarla nei mercati del Nord o al sud, in Campania, Puglia o Calabria. I tir, infatti, dovrebbero viaggiare la notte per poter arrivare in tempo o, per poter rispettare le ore di guida dell’autista, salire sulle navi lungo le rotte Catania-Napoli o Messina-Salerno. La loro voce si è levata all’indomani della riunione, convocata dal comune per trovare un accordo con le categorie. Un accordo che, però, non sarà facile.

Gli agricoltori: pareri diversi

Premono per un orario spalmato su tutta la giornata i commissionari ortofrutticoli e i commercianti. Gli agricoltori, invece, sono spaccati. “Il doppio orario porta con sé un allungamento inutile della commercializzazione”, spiega Antonio Pirrè, presidente provinciale di Confragricoltura Ragusa. “Questo può penalizzare i produttori. L’ipotesi dell’orario unico l’avevamo avanzata lo scorso anno e pensavamo potesse essere attuata quest’anno. Gli associati di Confagricoltura operano quasi esclusivamente fuori dal mercato, ma facciamo una valutazione complessiva. Sarò presente alla prossima riunione indetta dal comune perché voglio sentire le istanze e le problematiche di ciascuna categoria”. Gianfranco Cunsolo, esponente di Coldiretti, ha un parere diverso: “Con l’arrivo della primavera, le temperature si alzano e nelle serre c’è il picco di maggiore produzione, anche perché gli ortaggi maturano più velocemente. Gli agricoltori hanno la necessità di dedicare le ore mattutine alla raccolta dei prodotti. Per l’agricoltore le esigenze mutano. Nel pomeriggio, la merce fresca può essere caricata sui tir e può partire per i vari mercati di destinazione”.

“Il mercato non sia prigioniero”

Come gran parte dei mediatori, anche Ascomed, un’associazione di mediatori e commercianti che si è costituita due anni fa a Vittoria, è favorevole all’apertura pomeridiana. Il presidente è Giovanni Morreale. Gli associati sono trenta e provengono da varie città del comprensorio: Vittoria, Acate, Comiso, Santa Croce Camerina e Niscemi. Per Morreale, il mercato deve restare aperto sia al mattino che nel pomeriggio. La commercializzazione deve essere più snella. “Se il pomeriggio il mercato restasse chiuso – spiega – sarebbe come prigioniero’. Nel pomeriggio il mercato sarebbe bloccato. Di conseguenza, gli agricoltori dovrebbero scegliere vie alternative: gran parte della merce verrebbe destinata ai magazzini e ai centri di commercializzazione privati che ci sono nell’hinterland del mercato e operano fino a tarda sera. Se il mercato chiudesse nel pomeriggio, rischierebbe di veder ridotta la propria attività, diventerebbe marginale e non sarebbe più al centro del sistema commerciale della zona”.

Perché i prezzi si abbassano?

Dietro la disputa sull’orario ci sarebbe anche altro. Più d’uno sottolinea che, con la vendita dei prodotti spalmata, le contrattazioni si allungano e, a fine giornata, molti commercianti riescono a spuntare il prezzo minore e più vantaggioso, a danno dei produttori. La commercializzazione concentrata in poche ore faciliterebbe, invece, una tenuta dei prezzi. È vero: i prezzi sono più bassi. Ma, spiega Morreale, chi sostiene che il calo sia legato all’orario di apertura “dimentica l’impatto di altri fattori, come l’aumento delle temperature e la maggiore produzione”.

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Cosa cambia con decreto #iorestoacasa?

Cosa succederà ora con i decreti, che via via si susseguono, con le misure contro il coronavirus? Merci e autotrasportatori (cui potrà essere chiesta l’autocertificazione per dimostrare le esigenze lavorative) hanno il permesso di viaggiare. Stazioni di servizio e autogrill lungo le autostrade restano aperti. Ma alcuni servizi potrebbero procedere a scartamento ridotto. Il quadro, quindi, non contribuisce certo a far calare incertezza e tensione. Anche per il mercato di Vittoria qualcosa potrebbe cambiare. Il decreto del 9 marzo imponeva la chiusura dei mercati e dei centri commerciali il sabato. Molti si chiedevano se il blocco si applicasse anche al mercato ortofrutticolo. Che però non può essere paragonato ad un centro commerciale perché gli ingressi sono controllati: solo gli addetti ai lavori e le persone autorizzate possono varcare i cancelli. E si stanno già attuando delle modalità stringenti, con ingressi contingentati nei box. Il nuovo decreto dell’11 marzo sembra aver fatto chiarezza: le attività per l’approvvigionamento alimentare dovranno essere garantite. E, secondo quanto affermato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, non dovrebbero esserci ulteriori restrizioni a breve.

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