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Migranti, la questione umanitaria viene scordata davanti ai numeri

Sull'aumento degli sbarchi dei migranti a Lampedusa si scontrano una parte la necessità dell'esecutivo di rispettare gli impegni presi con gli elettori dall'altra quella di dialogare con l'Europa

Giorgia Meloni teme di fallire su uno dei “cavalli” di battaglia della sua campagna elettorale: la questione dei migranti. Si avvicina il primo anno di governo e l’esecutivo Meloni è in enorme difficoltà di fronte al tema migranti, dal momento che le promesse fatte in campagna elettorale erano di tenore opposto rispetto alla tendenza degli sbarchi degli ultimi mesi. Inoltre, Giorgia Meloni soffre il pressing e le richieste “massimaliste” della Lega. Ieri, all’ora dei Tg, infatti, la Premier ha pubblicato un videomessaggio: è la mossa del cavallo che Giorgia Meloni mette in atto per non restare schiacciata tra Europa e avversari politici della sua maggioranza.

Meloni tra l’incudine e il martello

Se guardiamo SOTTOSOPRA a quello che ha detto il Primo Ministro ci accorgiamo del ritorno delle stesse parole e degli stessi argomenti, relative al tema dei migranti, usate durante la sua lunga opposizione e durante la campagna elettorale del settembre 2022. La Meloni si trova tra l’incudine e il martello: da una parte ha paura di perdere consensi e di dimostrarsi troppo morbida con i propri elettori; dall’altra parte deve sperare di riuscire a mostrarsi diplomatica a livello europeo e internazionale per evitare scontri frontali con la Commissione europeaLa Lega di Matteo Salvini sta giocando una partita di sponda per metterla in difficoltà: appoggiando la Meloni, ma di fatto facendole opposizione interna. Sui migranti Matteo Salvini sente di avere argomenti migliori per sottrarre il consenso che Fratelli d’Italia gli ha “rubato” negli ultimi due anni, ricordando la sua esperienza al Viminale e i “risultati” conseguiti.

Il silenzio imbarazzante della premier

Lo spettro incombente del fallimento su uno dei punti centrali del suo programma pone Meloni davanti ad un grande problema politico. Ha bisogno di svincolarsi dalle pressioni della Lega che, prima del raduno di Pontida, attacca a testa bassa con i suoi uomini sul tema dell’immigrazione. Ultimamente il silenzio della Premier su questo tema è stato imbarazzante per i suoi sostenitori e i crescenti sbarchi, con l’isola di Lampedusa in stato di grave emergenza, le hanno fatto cambiare rotta. Come ricordiamo, aveva promesso il blocco navale, aveva fatto un provvedimento contro le Ong in uno dei suoi primi atti al governo, per poi inseguire l’accordo con il governo della Tunisia retto da un autocrate antidemocratico e violento. Il risultato è stato un boom di sbarchi, con gli alleati del Carroccio a prendere le distanze, che criticano il suo approccio eccessivamente “soft” al problema.

L’invito alla von der Leyen a Lampedusa

Per questo Meloni, in un clima di sofferenza politica e di irritazione verso Bruxelles e pezzi della sua maggioranza, ritorna a riprendere le vecchie parole d’ordine, scagliandosi contro i migranti e promettendo blocchi e stop alle partenze. Scrive la lettera a Ursula von der Lyen, invitandola a verificare di persona la tragedia di Lampedusa (von der Lyen si recherà domani a Lampedusa), affermando che l’UE deve garantire i 250 milioni promessi alla Tunisia di Saied; scrive anche al Presidente del Consiglio europeo Charles Michel per sottolineare come i risultati degli impegni presi dai Paesi dell’Europa sulla tutela dei confini esterni siano stati “insoddisfacenti”. Ma attacca infine anche i suoi alleati leghisti. Ecco perché in un passaggio del video di ieri sera Meloni scandisce: “La strategia del governo italiano è quella più seria. Anche se ci vorrà tempo e determinazione“.

Questione umanitaria dimenticata

L’enfasi delle sue parole, con l’appello accorato in coda, rivolto direttamente agli elettori: “Lavoriamo ogni giorno per mantenere gli impegni che abbiamo sottoscritto con voi“. Tale messaggio racconta plasticamente dell’incubo della Premier di un flop, anche alla luce degli ultimi sondaggi che raccontano di una flessione del suo consenso per il suo partito. In tutto questo sembra non interessare a nessuno, neanche alla Premier, la questione umanitaria, di donne, uomini e bambini (a volte anche soli e non accompagnati) che nella speranza di una vita migliore scappano da guerre, povertà e cambiamenti climatici, in condizioni drammatiche e disumane.

Un neonato morto alle porte dell’Europa

Ieri, infatti, abbiamo assistito ancore ad un morto alle porte dell’Europa, ancora una vittima nel Mediterraneo: si tratta di un bambino, un neonato. Una giovane donna ha partorito su un barchino partito da Sfax, in Tunisia. Ma quando la Guardia costiera ha soccorso lei e gli altri quaranta naufraghi con cui viaggiava, il neonato non respirava più.
Sul molo Favarolo, la salma è stata posta in una piccola bara bianca, l’ennesima, portata al cimitero di Lampedusa.

Pierangelo Spadaro
Pierangelo Spadaro
Pierangelo Spadaro, Direttore editoriale Demetra Promotion srl. Catanese da generazioni. PhD in Scienze Politiche, Università degli Studi di Catania. Socio di Compubblica, Associazione italiana della comunicazione pubblica e istituzionale.

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