fbpx

Musei, a Catania verso la gestione privata. “Costano un milione l’anno”

I siti culturali costano troppo e incassano poco. Così la giunta Pogliese propone di esternalizzare la gestione: biglietti, caffetterie ed eventi saranno privatizzati per 5 anni. Ma il bando è ancora da creare

Dalla “Carta di Catania“, proposta di affitto dei beni museali della Regione bocciata dall’Ars, al “sistema museale gestito da privati a Catania” il passo sembrerebbe breve. Come annunciato dal sindaco Salvo Pogliese la giunta ha pronta “una esternalizzazione dei servizi”. L’amministrazione ha già inviato la proposta di delibera “urgente” al consiglio comunale. L’oggetto: “affidamento in concessione per cinque anni della gestione dei servizi aggiuntivi e dei servizi di biglietteria nei musei e siti culturali del comune di Catania”. Attualmente, per una spesa di circa 900 mila euro tra stipendi e manutenzione, i musei cittadini incassano appena un terzo dei costi, fa sapere l’amministrazione. Affidare lo sbigliettamento, ma anche i servizi di accoglienza, gestione e affitto delle sale per mostre, convegni e didattica dovrebbe rendere tutto più efficiente. Da affidare a privati anche caffetterie e book shop per la vendita di pubblicazioni, gadget del museo e della città e merchandising vario. Sull’ammontare economico dell’operazione non c’è però ancora una stima: al consiglio comunale si chiede di dare mandato alla direzione Cultura per “porre in essere tutti gli atti gestionali consequenziali (determina a contrarre, bando e disciplinare di gara con la fissazione dei criteri di scelta del contraente)”.

Leggi anche – Zona gialla: a Catania riaprono i musei, a Palermo ville ad accesso libero

L’assessore: “Obiettivo biglietto integrato”

Tra le richieste ai futuri potenziali gestori c’è la creazione di servizi di ticketing online, di postazioni totem per l’acquisto anche con carta di pagamento dei biglietti, oltre alla “implementazione di un sistema amministrativo condiviso fra il Comune e il concessionario per la gestione dei flussi”. Bisognerà anche creare e gestire “il sito internet unico del sistema museale catanese”. Comprese nel bando anche “implementazione e gestione di campagne promozionali del sistema museale catanese calcolate sulla base di percentuali del fatturato da vendita dei biglietti dell’anno precedente”. Tra le tante “implementazioni” richieste al futuro gestore vi è anche “quella di innovativi modelli di pricing (biglietti cumulati) e di card turistiche civiche”. L’obiettivo è quello “di dare un biglietto unico a Catania: oggi c’è bisogno di arrivare a quello che fanno già da anni in tutte le grandi città europee”, come spiega Barbara Mirabella, assessore comunale alla Cultura, commentando l’annuncio del sindaco Salvo Pogliese. Il provvedimento “riguarderà tutta la rete museale, e oltre ai servizi biglietteria riguarderà anche i servizi di controllo, consentendo l’apertura anche nelle ore straordinarie”, spiega l’assessore, che rimanda alle comunicazioni ufficiali del Comune, che verranno effettuate “nei prossimi giorni”, per ulteriori dettagli.

La stima degli introiti per i musei effettuata dalla direzione Cultura del Comune di Catania

Il sistema museale costa 1 milione l’anno

Tra le premesse dell’operazione c’è però quella di arrivare a un notevole risparmio per l’amministrazione. Secondo le stime contenute nella proposta di deliberazione, costa al Comune circa 900 mila euro l’anno, la maggior parte dei quali (679 mila euro), per stipendi e oneri connessi dei 26 dipendenti dedicati alle strutture. Come specificato dalla delibera il personale “gestisce in proprio i musei aperti al pubblico, cura i servizi di biglietteria, le visite guidate e la gestione degli affitti sale per eventi”. Un costo per il quale è previsto aumento a un milione nel 2022 per le aperture del polo museale in via Crociferi, con all’interno il “percorso integrato Mediterraneo Egizio”, e del Monastero di Santa Chiara, già storica sede degli uffici dell’Anagrafe, da dedicare a un’estensione del museo civico, contenente anche un museo dei Pupi.

I biglietti coprono solo il 30 per cento

L’apertura dei nuovi spazi museali creerà secondo l’amministrazione la necessità di “impiegare nuove risorse, riqualificare quelle in servizio e modernizzare la gestione”. Gli attuali dipendenti interni all’amministrazione “saranno insufficienti a causa degli imminenti pensionamenti all’interno dell’ente le specifiche professionalità necessarie non solo per poter svolgere direttamente tali funzioni, ma anche per poter ponderare e valutare compiutamente tutti gli aspetti dell’attività”. Sedi che si andranno ad aggiungere a quelli già presenti, ovvero il museo civico con sede al Castello Ursino, il museo Vincenzo Bellini ed Emilio Greco, la chiesa di San Nicolò l’Arena, l’ex Convento di San Placido (complesso Platamone) sede dell’Assessorato e della direzione Cultura oltre che dei maggiori eventi culturali della città, dalla Cripta di Sant’Euplio e dal Palazzo di Citta. Strutture che, secondo quanto preventivato dalla direzione Cultura, porterebbero al momento introiti per una misura non superiore al 34 per cento dei costi, ovvero circa 302 mila euro l’anno. Con le nuove aperture questi dovrebbero crescere fino a 492 mila euro, ovvero il 46 per cento dei costi totali.

Le critiche di Giovanni Grasso

Il provvedimento, non ancora ufficialmente calendarizzato, potrebbe arrivare all’esame del Consiglio già il 25 febbraio, anticipa Mirabella. Una tempistica che non convince Giovanni Grasso, presidente della commissione Cultura e autore, lo scorso 11 febbraio, di pesanti critiche all’interno dell’aula di Palazzo degli Elefanti. “Il sindaco si uniforma alla tendenza condotta negli ultimi vent’anni di svendita del patrimonio pubblico”, commenta il consigliere d’opposizione. Secondo il quale “la privatizzazione ha assicurato ricchezza a pochi a danno di tutti, oltre ad un aumento dei prezzi, vedi Palermo ed Agrigento”. Grasso nel suo intervento fa anche un riferimento ai dipendenti comunali che verrebbero trasferiti ad altri servizi, “personale altamente specializzato che opera con competenza e onore dentro le sedi”, commenta.

- Pubblicità -
Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

25,010FansMi piace
712FollowerSegui
392FollowerSegui
679IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli