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Musei, in arrivo ristori per i mancati introiti di primavera

Decisi a giugno dal Mibact potranno adesso essere erogati anche in Sicilia. In arrivo il risarcimento per mancati incassi nella misura corrispondente all'identico periodo del 2019

I concessionari dei “servizi aggiuntivi” di Parchi archeologici e musei avranno diritto di accedere al ristoro riconosciuto ai luoghi della cultura non statali per i minori introiti derivanti dalla vendita di biglietti, registrata nel periodo dall’1 marzo al 31 maggio 2020.

Disposizioni nel decreto del Mibact

Lo prevede una circolare a firma del dirigente generale, Sergio Alessandro, emanata a seguito dell’atto di indirizzo con cui l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – dopo le interlocuzioni avute con i gestori dei servizi aggiuntivi – ha riconosciuto loro la legittimazione ad accedere alla quota parte del “Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali destinato al sostegno dei musei e dei luoghi della cultura non statali”. La Circolare dei Beni culturali, in linea con le disposizioni contenute nel decreto del Mibact del giugno scorso, prevede per i gestori dei servizi aggiuntivi la possibilità di richiedere il risarcimento per mancati incassi nella misura corrispondente all’identico periodo del 2019, limitatamente alla quota contrattuale, ovvero all’aggio, in relazione all’emissione dei biglietti. I siti dotati di autonomia finanziaria e di conto corrente provvederanno, quindi, alla liquidazione delle somme spettanti al concessionario, mentre per quanto riguarda i restanti siti la competenza resterà in capo al dipartimento dei Beni culturali.

Alberto Samonà

“Ho dato precise disposizioni – dichiara Samonà – affinché i gestori dei servizi aggiuntivi dei luoghi della cultura possano avere accesso al ristoro per i mancati introiti determinati dalla chiusura dei musei durante il periodo del “lockdown”. Ho ritenuto, infatti legittima – confortato, peraltro, da un parere richiesto al ministero che non ha escluso questa possibilità – la richiesta delle imprese di gestione dei servizi museali, di ricevere un sostegno economico per il mancato introito determinato dalla contrazione degli accessi ai musei durante la chiusura della scorsa primavera. Se avessimo escluso dai benefici i concessionari dei servizi aggiuntivi come governo Musumeci avremmo determinato un grave e inaccettabile pregiudizio verso una categoria di operatori che è essenziale alla buona gestione dei beni culturali della Sicilia”.

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Redazione
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