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Formatori da formare e tanto traffico. Navigator, si parte

Il primo ottobre inizia la "fase 2" del reddito di cittadinanza. A Palermo attese 250 persone, a Catania 300. Ma le nuove figure professionali vanno guidate dal personale dei centri per l'impiego

Da Palermo e Catania, i Centri per l’impiego nell’Isola scaldano i motori. Dal primo ottobre cominceranno le prime chiamate a scaglioni dei percettori del reddito di cittadinanza occupabili. È il primo test della macchina che dovrà gestire migliaia di persone, e non si escludono disagi e code nei Centri per l’impiego (Cpi). La prossima settimana sarà anche il primo banco di prova per i navigator, l’esercito di professionisti reclutati dal ministero per guidare i destinatari della misura nella ricerca di un impiego. Nemmeno il tempo di insediarsi, che già è pronta una nuova polemica. Il personale regionale, che da tempo svolge i compiti ora assegnati ai navigator, teme di essere scavalcato. E con la minaccia di nuove assunzioni all’orizzonte sono pronti anche ad azioni di protesta.

Una fila di 162 mila persone

Partiamo dai numeri. In Sicilia, sono oltre 162 mila i soggetti indirizzati al patto per il lavoro. Mentre i navigator, che ufficialmente hanno messo piede per la prima volte nei Centri per l’impiego martedì scorso, sono circa 400, tutti giovani laureati, impiegati con un contratto biennale di collaborazione coordinata e continuativa. Con il loro ingresso negli uffici regionali, entra nel vivo la cosiddetta “fase 2” del reddito di cittadinanza, scattata ai primi di settembre. Ovvero quella legata alla politica attiva. Conclusa così la fase delle convocazioni, da martedì prossimo si darà il via ai primi colloqui. A Palermo, ad esempio, il primo ottobre sono attese negli uffici di via Praga 250 persone (su un bacino di circa 60 mila) mentre a Catania, il 4 ottobre ne dovrebbero arrivare 300, su 25 mila. Un grande afflusso, quindi, che sarà spalmato nelle prossime settimane ma non oltre il 2019.

Cpi, i navigator dei navigator

I timori più grandi provengono proprio dagli uffici. I dipendenti che, anche con mansioni inferiori, hanno svolto per anni gli incarichi che ora spetteranno ai navigator temono di essere scavalcati. Preoccupazioni amplificate dai bandi annunciati dalla Regione per potenziare i centri per l’impiego, al momento solo sulla carta, che potrebbero garantire l’ingresso di altro personale (249 unità nel 2019, 429 per il 2020 e altri 429 per il 2021). Solo ipotesi allo studio ma, nel giorno del debutto dei navigator, è scattata una levata di scudi da parte delle organizzazioni sindacali. Poiché “i collaboratori di Anpal servizi dovranno svolgere attività di supporto e assistenza tecnica affiancando i dipendenti dei Centri per l’impiego, nell’ambito delle attività relative al reddito di cittadinanza – si legge nella nota indirizzata da Cobas/Codir e Sadirs alla Regione – al fine di evitare un errato impiego del personale regionale in mansioni che non siano previste dal vigente contratto di lavoro, e al fine di evitare conflitti di competenze e tensioni fra i lavoratori, ed alimentare lo stato di confusione che regna negli uffici, si chiede di emettere un apposito atto di indirizzo. E che chiarisca in maniera dettagliata cosa si intenda per ‘attività di affiancamento dei navigator con il personale dipendente dei Cpi’ cui far seguire specifici ordini di servizio per il personale regionale onde evitare disguidi e incomprensioni”.

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I timori dei centri per l’impiego

Al di là della richiesta formale, ciò che impensierisce i dipendenti, che da anni ricoprono incarichi senza aver mai percepito un compenso superiore rispetto al loro inquadramento, è di essere insidiati dalle nuove leve. “Abbiamo chiesto degli ordini di servizio con una distinzione chiara dei ruoli del personale regionale e dei navigator perché, seppure non in maniera ufficiale, è stato detto loro di affiancare il personale e di assimilare le procedure” spiega il sindacalista Franco Madonia. Ciò crea un disagio perché i collaboratori Anpal “sono laureati e potrebbero essere professionalmente più preparati, anche se ancora non lo sono perché al primo impatto con la pubblica amministrazione. Ma appena autonomi, temiamo non sarà più necessaria una ricognizione del bacino regionale che da tempo auspichiamo – mette in guardia Madonia – e in una ipotetica stabilizzazione è naturale che possano diventare funzionari, scavalcandoci. Per questo motivo, chiediamo di riclassificare il personale prima dei concorsi e, nel frattempo, di delimitare l’azione dei navigator. Siamo molto preoccupati, qualcuno vorrebbe scioperare – avverte – per ora vogliamo fare conoscere i motivi del nostro malessere ma non escludiamo altre forme di protesta”.

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