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Neet, una ricerca Unicef conferma la Sicilia ultima in Europa

L'Italia è prima nell'Unione per numero di giovani inattivi: sono più di due milioni, il 23 per cento del totale. E nell'Isola la percentuale sale al 39

In Sicilia i giovani fra i 15 e i 29 inattivi, che non lavorano, non studiano e non cercano nemmeno di cambiare la situazione sono il 39 per cento. Lo afferma uno studio di Unicef denominato “Il silenzio dei Neet. Giovani in bilico tra paura e desiderio“, pubblicato dall’agenzia Onu nell’ambito del progetto Neet Equity, selezionato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e che si è avvalso oltre che dei dati ufficiali di Istat dell’utilizzo di focus group e interviste approfondite a insegnanti, referenti di enti e giovani Neet.

Italia prima in Ue. Sicilia prima regione

Unicef conferma i dati già emersi nel corso dell’anno ed evidenziati dal rapporto di Bankitalia: la Sicilia è la prima regione d’Italia per numero di inattivi. E l’intero Stivale con oltre due milioni di inattivi – pari al 23 per cento del totale -, è a sua volta all’ultimo posto nell’Unione Europea con un ampio margine di 4 punti percentuali. Meglio del Bel Paese fanno Grecia (19,5 per cento), Bulgaria (18), Romania (17) e Croazia (16). Gli Stati con il tasso di Neet più contenuto sono invece Paesi Bassi (6 per cento), Svezia e Malta (7). La media UE si attesta al 13 per cento.

Profilo dei Neet in Italia e in Sicilia

Il 47 per cento dei giovani inattivi nella fascia di età considerata ha un’età compresa tra i 25 e i 29 anni, il 38 per cento ha 20-24 anni e il restante 15 per cento è di età compresa tra 15 e 19 anni. Il 49 per cento ha conseguito un diploma di scuola secondaria superiore, mentre il 40 per cento ha livelli di istruzione più bassi. Mentre il restante 11 per cento è costituito da giovani laureati ma totalmente inattivi laureati. E la Sicilia è prima, insieme alla Sardegna, per il tasso di uscita precoce dei giovani nella fascia tra i 18 e i 24 anni dal sistema scolastico: sono il 21 per cento. A seguire Campania con il 19 per cento la Puglia con il 18, mentre la media nazionale è il 14. Lo svantaggio del Mezzogiorno è evidente anche nel numero di laureati nella fascia d’età 30-34 anni (21,6 nel Sud, Nord e Centro 30 per cento), sia rispetto al numero di diplomati nella fascia d’età 25-64 anni: al Sud sono il 52 per cento, al Nord il 67 e al Centro 64 su cento.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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