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Olocausto, Roma paga i crimini della Germania in Italia. Meloni conferma la spesa

Nel 2022 il governo Draghi ha creato un fondo per risarcire le vittime dei crimini della Germania nazista in Italia. Il governo Meloni lo ha confermato. Oltre 55 milioni di euro, che secondo la Corte internazionale di giustizia dell'Aia toccherebbe a Berlino pagare

I crimini commessi dalla Germania nazista in Italia durante la Seconda guerra mondiale, parte integrante dell’Olocausto, li paga proprio l’Italia. Sembra un paradosso, ma è quanto ha deciso nel 2022 il governo Draghi, istituendo il “Fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra compiuti dal Terzo Reich nel periodo tra il primo settembre 1939 e l’otto maggio 1945“. Sul tavolo ci sono parecchi soldi. La norma prevede infatti “una dotazione di 20 milioni di euro per l’anno 2023, e di 11.808.000 per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026”. Conti alla mano, oltre 55 milioni di euro in totale. Risorse che serviranno a pagare “coloro che hanno ottenuto una sentenza passata in giudicato avente ad oggetto l’accertamento e la liquidazione dei danni“. A poter accedere al fondo, inoltre, saranno anche i vincitori delle cause introdotte entro il 31 dicembre 2023. Questa scadenza, inizialmente fissata al 30 maggio 2022, è stata prolungata varie volte, anche dal governo Meloni. Le azioni legali, essendo passati quasi ottant’anni da quando sono stati commessi i crimini, sono promosse soprattutto da eredi e discendenti delle vittime.

Crimini di guerra, la Germania non paga

La vicenda è giuridicamente molto complessa, spiega a FocuSicilia l’avvocato Aaron Jorgos Lau, specializzato nell’assistenza legale ai deportati italiani nella Germania nazista. “Nel Decreto legge 36 del 30 aprile 2022, il governo Draghi fa riferimento all’Accordo di Bonn del 1961 tra la Repubblica italiana e la Repubblica Federale di Germania, reso esecutivo nel 1962. Con quell’accordo, il Governo tedesco trasferiva all’Italia 40 milioni di marchi tedeschi (circa 90 milioni di euro al cambio attuale, ndr) ‘a definizione delle questioni economiche pendenti’. Fondi che furono distribuiti alle vittime del nazifascismo già con la legge 607 del 1964“. Il riferimento all’accordo di Bonn da parte del governo Draghi, secondo il legale, sarebbe dunque improprio. Quanto versato dalla Germania, infatti, è già stato distribuito tra chi ne aveva diritto. La norma del 2022 riapre di fatto i termini della questione, ma non dovrebbe fare riferimento agli accordi del 1961. “La realtà è che esattamente il giorno prima della promulgazione del decreto, il 29 aprile 2022, la Germania aveva promosso un ricorso contro l’Italia davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia. Il fatto contestato è che le corti italiane continuassero ad accogliere richieste di risarcimento dei danni nei confronti di Berlino da parte delle vittime del Terzo Reich“.

Crolla il Muro, crollano le promesse

La Germania si trincera dietro l’accordo di Bonn del 1961, ma ha davvero saldato il suo debito? “Come confermato anche dalla Corte Internazionale nel 2012, l’accordo del 1961 non aveva ad oggetto i risarcimenti alle vittime dei crimini di guerra e contro l’umanità del Terzo Reich”, spiega Lau. Una conclusione dettata anche dalle circostanze storiche, osserva l’avvocato. “La Germania Ovest, nel 1961, non voleva certo assumersi tutti i debiti del Terzo Reich. La questione dei risarcimenti per i danni di guerra era stata rimandata alla riunificazione della Germania con l’Accordo di Londra del 1953″. Peccato che, dopo il Crollo del Muro, la vicenda sia caduta nel dimenticatoio. “Alla riunificazione nel 1991 nessun Governo ha voluto affrontare la questione dei danni mai risarciti. E questo è il motivo per cui oggi dobbiamo ancora discuterne”. Il tema è tornato sotto i riflettori due anni fa con la mossa del governo Draghi, che il giorno dopo il ricorso alla Corte dell’Aia ha istituito il Fondo, inserendolo in un Decreto dedicato a tutt’altra materia, “misure urgenti per l’attuazione del Pnrr”. Una coincidenza di date che, secondo l’avvocato Lau, non è affatto casuale.

Il mistero degli immobili della Germania

“Sul tavolo c’era anche la possibile vendita forzata di alcuni immobili tedeschi in Italia, per risarcire gli aventi diritto. Casualmente, a poche ore dal ricorso della Germania alla Corte dell’Aia, arriva l’intervento di Draghi, che ha dichiarato estinte tutte le procedure esecutive pendenti contro la Germania e stanziato i soldi dei contribuenti italiani per pagarne i crimini di guerra“. A complicare la questione, come detto, il fatto che la maggior parte delle vittime è deceduta. A promuovere i ricorsi sono eredi e discendenti, con tutte le difficoltà del caso. Non ultimo l’intervento dell’Avvocatura dello Stato, che si costituisce nei giudizi per chiedere il rigetto delle domande risarcitorie. Per questo, secondo l’avvocato Lau, la polemica sull’Avvocatura e l’attuale Governo non coglie nel segno. “Noi promuoviamo le cause per le vittime dagli anni Novanta, e l’Avvocatura si è sempre costituita a favore della Germania, sotto i Governi di ogni colore. Chi ha deciso questo posizionamento, che nessun Governo ha mai cambiato? Come intende difendersi l’Italia dall’ennesimo tentativo della Germania di esimersi dalle sue responsabilità?”.

La premier Meloni sulla posizione dell’Italia

Il tema è stato affrontato nel corso delle Interrogazioni parlamentari alla presidente del Consiglio di mercoledì 24 gennaio. Nello specifico, il deputato Riccardo Magi di Più Europa ha chiesto a Meloni “di impegnarsi affinché il suo Governo dia un’indicazione chiara all’Avvocatura dello Stato perché si proceda con i risarcimenti e non vi siano più eccezioni capziose e ostruzionistiche”. Nella risposta, la premier ha assicurato che “non può esserci, da parte del Governo, un intento dilatorio od ostruzionistico, perché non avrebbe senso decidere di stanziare delle risorse e poi impedire che vengano spese”. Quanto al ruolo dell’Avvocatura, “il suo lavoro consiste nel verificare che sussistano i presupposti per ottenere questo risarcimento, che significa la ricostruzione del fatto storico all’origine del danno, fino al rapporto di parentela che lega il richiedente alla vittima“. Fatta questa verifica, ha concluso Meloni, i risarcimenti verranno regolarmente erogati. Un proposito che finora non si è concretizzato, chiosa l’avvocato Lau. “Al momento non mi risulta che anche coloro che hanno ottenuto una sentenza passata in giudicato abbiano ottenuto alcunché”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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