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Opere incompiute, un terzo è in Sicilia. Negli anni la lista è sempre più lunga

Ben 138 infrastrutture censite nell'ultimo report pubblicato dal ministero delle Infrastrutture e dalla Regione Siciliana, per un valore complessivo di oltre 410 milioni di euro. La maggiore concentrazione nelle province di Messina e Palermo

Dalle tre sezioni di una scuola materna a Camporeale, che potrebbero essere progettate con ‘soli’ 51.645 euro, ai quasi 60 milioni di euro necessari per costruire la diga di Piano del Campo, sul fiume Belice. Ancora: 33 milioni di euro necessari al Corpo forestale siciliano per mettere a punto il proprio sistema di tramissioni radio e 22,7 milioni di euro che servirebbero al Comune di Castiglione di Sicilia per realizzare la strada comunale esterna ‘Costa’. Sono solo alcuni esempi di opere pubbliche rimaste incompiute, disseminate in tutta la Sicilia: ben 138 censite nell’ultimo report pubblicato dal ministero delle Infrastrutture e dalla Regione Siciliana, nel rispetto degli obblighi della legge 214/2011 che istituisce l’Anagrafe delle Opere incompiute. Uno spreco di denaro pubblico che ha numeri precisi: 410.945.299 euro il valore complessivo nominale delle opere, 284.553.614 euro le risorse che oggi sarebbero sufficienti per riprendere e ultimare i lavori. A fine 2020 le incompiute erano 133, quindi a distanza di un anno il trend è chiaro: le opere non si completano, piuttosto la lista si allunga. Con questi numeri, la Sicilia sale sul podio come la regione con più incompiute d’Italia, seguita da Sardegna (47 opere) e Puglia (27 incompiute).

Risorse che non bastano e imprese che falliscono

In tutta Italia sono 379 le opere incompiute, aggiornate al 31 dicembre 2021, per un valore di 1.817.871.623,23 euro. Servirebbero circa 1,2 miliardi di euro per completarle. Il numero di opere è in calo rispetto alle 443 (-14,4 per cento) della fine del 2020, anno in cui si era già registrata una diminuzione rispetto all’anno precedente. La Sicilia è invece in evidente controtendenza. Dal 2021, nel report del ministero delle Infrastrutture, è stata inserita nella rilevazione l’informazione sulle cause che hanno determinato il mancato completamento delle opere. Risulta che, in 153 casi nazionali (che rappresentano il 40 per cento) la mancanza di fondi è la causa dell’interruzione del processo di completamento dell’opera, in 115 casi (30 per cento) si rilevano problemi tecnici, per 69 opere (18 per cento) la causa è stata il fallimento, recesso o risoluzione contrattuale dell’impresa, 21 opere (6 per cento) sono state interrotte per sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge, per 15 opere (4 per cento) si riscontra un mancato interesse al completamento, mentre per 6 opere (2 per cento) concorrono più cause contemporaneamente.

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Le radio della Forestale costano 33 milioni di euro

La maglia nera delle incompiute siciliane va alla provincia di Messina, che ne ha 36, seguita da Palermo con 32 opere e da Agrigento che di infrastrutture rimaste in sospeso ne conta 24. In provincia di Catania se ne contano 18, nove a Trapani, sei per provincia a Ragusa e Siracusa, quattro a Caltanissetta e due a Enna. Completa la lista delle 138 opere la Regione Siciliana con un'infrastruttura tecnologica di propria competenza diretta, che è pure la seconda in classifica per valore: 33.297.538,40 euro per lavori di "ammodernamento del sistema di radiocomunicazione del Corpo forestale, compresa l'installazione di una dorsale digitale pluricanale e la realizzazione di un sistema di videosorveglianza di nuova generazione a tutela del patrimonio boschivo e delle aree naturali protette", si legge nella descrizione dell'opera, che risulta ad una percentuale di avanzamento del 38,48 per cento, con una somma di 16.613.397,46 che sarebbe sufficiente per ultimarla. Purtroppo, tra il 2015 e il 2018 si è generato un contenzioso giudiziario, ancora in corso, che ha di fatto congelato l'appalto e bloccato i lavori. Impossibile riprendere l'opera se non prima si definiranno le vicende legali.

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La diga da 60 milioni di euro è rimasta un sogno

A Palermo la diga di Piano del Campo, sul fiume Belice Destro, vale 59.960.645,98 euro ed è l'opera più costosa nell'Anagrafe delle incompiute siciliane. Il progetto esecutivo risale al 1987 e riguarda l'invaso e una serie di opere correlate, fino all'allacciamento col torrente Corleone. L'appalto da 116 miliardi di lire venne affidato nel 1988 dall'allora Consorzio Alto Belice, per conto della Regione Siciliana, a una grande impresa edile tedesca. Non erano passati neanche due anni quando si scatenò un contenzioso giudiziario tra il Consorzio e l'impresa. Dopo le prime opere, i lavori subirono uno stop e infatti lo stato di avanzamento, secondo il report nazionale, è appena al 14,10 per cento. Ad ereditare la titolarità dell'opera è stato il nuovo Consorzio di Bonifica Palermo 2, che figura come attuale stazione appaltante. Non c'è una stima delle somme effettivamente necessarie per riprendere e ultimare la diga, né appare possibile prendere iniziativa se non prima si concluderà la controversia, che "ad oggi è ancora pendente", fanno sapere dal Consorzio.

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A Castiglione 22 milioni di euro per una strada mai aperta

A Castiglione di Sicilia, versante Nord ell'Etna in provincia di Catania, sono ancora appesi a un filo i lavori per ultimare la strada comunale esterna 'Costa', un'opera che avrebbe dovuto collegare il centro etneo con Linguaglossa, su un vecchio tracciato della Circumetnea, e che attende di vedere la luce da un trentennio. Valore da quadro economico di 22.724.103 euro, è al terzo posto nella classifica siciliana e oggi basterebbero solo due milioni di euro per aprirla al traffico. Il sindaco, Antonio Camarda, da poco rieletto, ha però una buona notizia: "L'amministrazione - spiega - ha ottenuto un finanziamento per il completamento della strada, inserito nel Piano urbano integrato della Città metropolitana. Si tratta di un insieme di opere che riguardano la strada Costa e che dovrebbero consentire almeno il transito e l'utilizzo. Le risorse destinate ammontano a 1,2 milioni di euro, non sono somme importanti ma quantomeno evitiamo che resti un'incompiuta".

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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