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Palermo, ancora 897 salme in attesa ai Rotoli. “5 anni per il nuovo cimitero”

Il caso delle bare prive di sepoltura non è ancora risolto. L'amministrazione cerca nuove soluzioni, come il bando per la creazione di 424 nuovi loculi, in scadenza a metà febbraio. "Cercheremo anche di riavviare il forno crematorio", spiega a FocuSicilia l'assessore Sala

“Entro febbraio avremo una ditta che realizzerà 424 loculi per dare riposo ad altrettanti defunti. L’emergenza non sarà risolta, ma si tratta di un passo avanti”. Toni Sala, da aprile 2021 assessore ai Servizi cimiteriali del Comune di Palermo, fa il punto con FocuSicilia sull'”emergenza salme” nel capoluogo siciliano. I fatti sono semplici: i cimiteri cittadini, e in particolare quello dei Rotoli, non hanno spazio sufficiente per accogliere i defunti palermitani. Un nuovo camposanto, in zona Ciaculli, è previsto nel Piano delle opere pubbliche, “ma se i lavori partissero domani, ci vorrebbero circa cinque anni per completarlo”. Le foto delle bare ammucchiate sotto un precario tendone in attesa di una collocazione hanno fatto il giro d’Italia. A settembre 2021 si trattava di 920 salme, 500 in attesa di inumazione e 420 di tumulazione. Oggi i numeri sono leggermente scesi, ma la sostanza non cambia. “L’ultimo report parla di 897 bare, di cui 605 in attesa di inumazione e 292 di tumulazione”, dice l’assessore. Un calo che non basta a placare le famiglie. “Oggi al cimitero dei Rotoli, che va davvero a rotoli. Ma quanto ancora dobbiamo sopportare?”, si chiede una cittadina in uno dei gruppi social dedicati alla città. Un post commentato e condiviso da tanti.

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I dettagli del nuovo bando

Per Sala, la creazione di centinaia di nuovi loculi al cimitero dei Rotoli rappresenta “una tappa importante del nostro cronoprogramma”. Il bando pubblicato dall’amministrazione ha un importo base di circa 543 mila euro, e le offerte dovranno essere consegnate entro mezzogiorno del 14 febbraio. “Questo ci consentirà di dimezzare all’incirca le bare in coda”, spiega l’assessore. Non si tratta dell’unica azione per affrontare la situazione. “È in corso un progetto di riconversione di una piccola area del cimitero, che ci consentirà di recuperare circa 200 posti di inumazione”. Il fatto che la maggior parte delle famiglie scelgano questa soluzione – che consiste nel deporre la salma in una bara in legno posta nella terra, anziché in un loculo di calcestruzzo con una bara rivestita in zinco – non è casuale. “L’inumazione a Palermo costa 165 euro, contro gli 800 necessari per l’acquisto di un loculo”. A optare per questa modalità di sepoltura sono dunque “le famiglie meno facoltose”, non per scelta “ma per una condizione di necessità”, con cui l’amministrazione deve fare i conti.

Procedure accelerate

“Questa situazione si trascina da tempo, indipendentemente dal colore politico dell’amministrazione”, ricorda l’assessore ai Servizi cimiteriali. Vero è che per molti anni la macchina è stata guidata “anche sindaco Leoluca Orlando”, ma allo stesso tempo “questa giunta ha fatto di tutto per accelerare i tempi”. Un esempio è proprio il bando sui nuovi loculi. “Come si sa, era legato all’approvazione del Piano triennale delle opere pubbliche, ma avendo la disponibilità delle risorse e i pareri necessari, abbiamo deciso di procedere con un’ordinanza urgente”, spiega l’assessore. Con l’approvazione del Piano, a fine 2021, è avvenuto il “ricongiungimento”. Solo un esempio del lavoro che la Giunta sta portando avanti, con una pressione pubblica e anche mediatica non indifferente. “Io mi metto spesso nei panni delle famiglie, che aspettano una sistemazione per i propri cari”, confessa Sala. Come loro chiedono ascolto e soluzioni all’amministrazione comunale, “io cerco di sbloccare la burocrazia, cosa che è abbastanza difficile persino nel mio ruolo”.

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I numeri giornalieri dei “Rotoli”

Alla base ci sono i numeri. L’afflusso giornaliero di salme al cimitero dei Rotoli, spiega Sala, è intorno alle 15 unità. “Di queste, circa sei hanno già una sepoltura familiare, mentre il resto è ‘senza destinazione’, e va ad aumentare il numero delle salme in coda”. Naturalmente ci sono anche delle salme ‘in uscita’, “in numero all’incirca equivalente, cosa che spiega perché il numero resta stabile”. Nei mesi scorso l’amministrazione ha messo in campo diverse azioni per ridurre la “coda”, ad esempio “il trasferimento di 250 salme al cimitero Sant’Orsola [un altro dei camposanti cittadini, ndr] grazie a un apposito protocollo”. Ciononostante le bare in attesa “sono ancora molte”, e dargli una sistemazione “è un nostro dovere, perché potrebbe trattarsi di parenti nostri”. La quarta ondata della pandemia da Covid-19, sottolinea Sala, non ha certo migliorato la situazione. “Ha inciso sia sul numero delle bare in entrata, sia sul funzionamento dei nostri uffici”. Anche l’assessorato retto da Sala, infatti, ha fatto i conti con l’emergenza sanitaria. “Abbiamo dovuto riorganizzare gli spazi, redistribuire il personale, sostituire i dipendenti che erano in quarantena”.

La questione della cremazione

Tra le soluzioni indicate dal Comune di Palermo per affrontare l’emergenza, anche la “rifunzionalizzazione” del forno crematorio dei “Rotoli”, attualmente fermo, per un costo di circa 220 mila euro. “Io vorrei anzitutto sostituire il motore, in modo da accelerare i tempi”, dice Sala. Nei mesi scorsi, 120 famiglie che hanno deciso di ricorrere alla cremazione per trovare una sistemazione ai propri defunti sono state “dirottate” sugli impianti di Misterbianco, nel catanese, e di Carpanzano, in provincia di Cosenza. “Un servizio che abbiamo offerto gratuitamente, come gesto di rispetto”, dice l’assessore. Conti alla mano, la cremazione ha costi piuttosto alti. “Si parla di circa 500 euro a salma, che ovviamente crescono se dev’essere effettuata in trasferta”, spiega l’assessore. Ragioni economiche che incidono sulla rarità di questa scelta, “insieme a fattori religiosi e culturali che certamente esistono”. A scegliere questa soluzione “è circa una famiglia su dieci”, motivo per cui la riattivazione del forno è un fatto “più che altro simbolico: il problema si risolve trovando nuovi campi di inumazione, non certo con il forno crematorio che comunque è bene avere”.

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Il sogno del cimitero di Ciaculli

Un grande passo avanti, ribadisce l’assessore Sala, sarebbe l’apertura del nuovo camposanto di Ciaculli. Come comunicato dall’amministrazione, il cimitero conterebbe “cinquemila posti di inumazioni e quasi duemila posti per tumulazione, una cappella, un forno crematorio e un deposito”. Un vero e proprio “sogno” per la città, non ancora realizzato a causa di difficoltà burocratiche, non ultima l’esclusione dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza che avrebbero garantito finanziamenti aggiuntivi. “Le difficoltà più che alle risorse, che il Comune potrebbe garantire, sono legate alle caratteristiche dell’area”, spiega l’assessore. Alcuni lotti infatti “sono stati sottratti alla mafia”, mente per altri “è necessaria una procedura di esproprio, che richiede dei tempi”. E cercare altre aree dove realizzare dei cimiteri? “Ho dato mandato agli uffici di effettuare una ricognizione, per dei siti di sola inumazione avremmo un tempistica forse più breve di Ciaculli”. Per il nuovo cimitero, come detto, l’attesa prevista “è di circa cinque anni. Un tempo molto lungo per le famiglie che aspettano una soluzione”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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