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Parchi eolici, Legambiente scrive all’Ars. “Basta strappi, ora dibattito pubblico”

Il presidente regionale Zanna chiede al parlamento siciliano di non approvare la risoluzione contro l'offshore galleggiante. L'appello alla politica condiviso con Greenpeace Italia e Wwf

“La Regione non può andare sempre a strappi come ha fatto finora approvando moratorie sull’eolico o altri atti parlamentari contro le fonti rinnovabili. Invieremo una lettera ai componenti delle Commissioni Attività produttive e Beni culturali dell’Ars per chiedergli di non approvare la risoluzione che impegnerebbe il governo Musumeci a esprimere pareri contrari a due parchi eolici previsti nelle isole Egadi”. Lo scrive in una nota il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna. “Chiediamo di organizzare al più presto un dibattito pubblico sulla decarbonizzazione e su come avviare l’isola alla non più rinviabile transizione energetica. Occorre partire dall’immediata revisione del Pears, che è superato e non adatto a far uscire la Sicilia dall’uso, entro il 2050, delle fonti fossili”.

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La nota delle associazioni

Il presidente Zanna annuncia l’invio ai tutti i deputati regionali della nota congiunta di Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia sull’eolico offshore galleggiante. Tale sistema può dare un importante contributo per la decarbonizzazione del Paese e della Sicilia, scrivono le associazioni, “con una ricaduta occupazionale non indifferente. Le nuove piattaforme galleggianti ampliano notevolmente le potenzialità di utilizzo dell’energia eolica nei mari italiani, allontanandone tra l’altro di molte miglia dalle coste l’istallazione. L’ultimo esempio di impianto proposto su cui si stanno sollevando pregiudizi e preconcetti prima che ci compiano i necessari approfondimenti e studi ambientali è quello di eolico offshore proposto da Renexia, al largo delle coste tunisine e a ben 60 km da quelle siciliane”.

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Mitigare il costo dell’energia

“Il progetto presentato”, scrivono ancora Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia, “si caratterizza come il più imponente impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili ad oggi proposto, generando anche perplessità che richiedono valutazioni attente e approfondite. Per la caratura degli investimenti stanziati, per la dimensione e per il respiro complessivo del progetto e per l’importante obiettivo di risultato che potrà contribuire alla mitigazione dell’LCOE (il costo livellato dell’energia) a beneficio delle economie di scala denota rigore e coerenza scientifica, è quindi una proposta che accogliamo favorevolmente”.

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Le garanzie per l’ambiente

“Nella piena consapevolezza che il progetto insiste in un’area di estrema delicatezza ambientale e di importanza internazionale per la presenza di importanti rotte migratorie”, si legge ancora nella nota, “va riconosciuto che questo presenta degli accorgimenti, a partire dal distanziamento tra pala e pala di ben 3,5 km, che contribuiscono a migliorare notevolmente il suo impatto visivo e naturalistico. Noi chiediamo che questo debba anche includere la minimizzazione delle modifiche dell’habitat bentonico in fase di cantiere e di esercizio; il ripristino degli ambienti alterati nel corso dei futuri lavori di costruzione e la restituzione alla destinazione originaria delle aree di cantiere, nonché la possibilità di individuare nell’ampia zona marina coinvolta aree di ripopolamento di flora e fauna.

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Informazione chiara e trasparente

Ci aspettiamo inoltre, che gli studi previsti sulle rotte degli uccelli migratori siano rigorosi, utilizzando sia le esperienze maturate in altri Paesi (sulla minimizzazione degli impatti) sia competenze scientifiche di valore indiscusso. Chiediamo che anche la destinazione dell’intera area ad un parco marino innovativa possa conciliare esigenze di tutela e monitoraggio costante, con quelle di una produzione energetica pulita. Infine”, concludono le associazioni, “chiediamo che sia garantito, su questo e su altri futuri impianti eolici offshore proposti, un percorso chiaro e trasparente d’informazione e confronto con le istituzioni nazionali e locali, con gli stakeholder territoriali tra cui operatori turistici e pescatori, in modo da approfondire e affrontare criticità e potenzialità di questi impianti per le economie e i territori coinvolti, e valorizzare il loro contributo come previsto dal PNIEC, perché, siamo convinti, che i temi ambientali posti si possono affrontare e risolvere”.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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