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Pasqua solidale. Donate migliaia di colombe e uova

Un pensiero dolce per la Protezione civile, i sanitari in corsia, i bambini ricoverati ma anche quelli più svantaggiati. Sono tante le aziende che hanno donato colombe e uova pasquali

Solidarietà è la parola chiave della Pasqua 2020. Sono migliaia le uova di cioccolato e le colombe pasquali donate da tante aziende dolciarie. Accade in tutta Italia e la Sicilia non fa eccezione. Donazioni ai bambini svantaggiati e chiusi in casa da un mese, ma anche e soprattutto alla Protezione civile, alla Croce rossa, agli ospedali, Covid e non. Un atto di generosità dettato dalla particolare situazione del momento di quarantena e il fondamentale impegno dei sanitari, ma anche dalla impossibilità di una vendita capillare dei prodotti pasquali. Le aziende dichiarano di perdere milioni di euro, ma in questa particolare situazione hanno deciso di essere solidali.

Bacco e il calciatore Marco Biagianti

C’è chi ha deciso di donare agli ospedali catanesi come Bacco. L’azienda ha aderito all’iziativa del calciatore del Catania Marco Biagianti. Ha contribuito alla raccolta fondi con una donazione e ha regalato più di 150 colombe pasquali al personale sanitario degli ospedali catanesi. “Per strappare un sorriso, regalare un momento di dolcezza, sostenere la nostra comunità. Per esserci, più che mai” dicono. Aggiungono inoltre che grazie alle donazioni è stato acquistata “una postazione letto per la terapia intensiva e a breve anche un macchinario per la respirazione”. Anche Galbusera ha voluto regalere delle colombe. Alla Fondazione Giglio ne sono state recapitate 600 per operatori sanitari e tecnici.

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Colombe e uova per la Protezione civile

Dolfin ha donato 11 mila uova alla Protezione civile. Una donazione che dedica a medici, infermieri e a tutto il personale sanitario, ma anche a nuclei disagiati, case famiglia, ricoveri per anziani e disabili. Un pensiero anche per l’Oasi di Troina, il polo sanitario in provincia di Enna. “Con il dono delle uova di Pasqua, simbolo di vita e di rinascita, diciamo grazie a medici, infermieri e volontari della Protezione Civile a nome dell’Italia intera”, dice il presidente dell’azienda Santi Finocchiaro. Anche Fiasconaro ha deciso di donare le sue colombe e tramite un accordo con la Protezione civile e il ministero della Salute ne ha inviate migliaia in tutti gli ospedali Covid d’Italia. La famiglia Fiasconaro annuncia inoltre donazioni e vendite in Spagna e che sono in attesa del via libera per farlo anche nello Stato di New York e in Australia. Un modo per stare vicino alla gente, “vogliamo fare in modo che in un momento del genere tutti possano avere un attimo di gioia”, ma anche per affermare il prodotto italiano nel mondo. “Si è creata titubanza nei confronti del prodotto alimentare italiano. Alcuni sono convinti che l’Italia abbia portato in giro questo maledetto virus. Bisognerà studiare politiche future per far trionfare nuovamente il made in Italy, l’agroalimentare è oggi più che mai a rischio”.

Colombe agli ospedali Covid da Confartigianato e Bauli

Ai centri Covid siciliani e alla Croce rossa italiana sono arrivate altre colombe pasquali grazie a un’iniziativa di Confartigianato e Bauli. L’azienda Ambrotras si è messa a disposizione per recapitarle agli ospedali Maggiore di Modica e Paolo Borsellino di Marsala, al presidio ospedaliero S. Antonio Abate di Trapani. A Catania sono arrivate all’azienda ospedaliera Cannizzaro e all’ospedale di Acireale. A Enna al presidio ospedaliero Umberto I e all’associazione Oasi Maria SS. di Troina. Sono arrivate anche all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, al Giovanni Paolo II di Sciacca e al presidio ospedaliero S. Elia di Caltanissetta. Tre i presidi nel capoluogo: le aziende ospedaliere Cervello e Civico Arnas e la residenza sanitaria assistita di Villafrati. Uno a Messina, l’ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto e uno a Siracusa, l’ospedale Umberto I.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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