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Pesce, l’85% dei siciliani ama il “fresco” ma la metà non chiede la provenienza

Lo studio di Federconsumatori sulle preferenze ittiche nell'Isola, dove esiste ancora una larga fetta di pesca illegale. "Aumentare i controlli sia in mare che in banchina e al ristorante"

La stagione della pesca illegale del tonno è già iniziata, con diversi grossi esemplari già sequestrati dalla Guardia Costiera, e con il pregiato pesce che è già nei menu di molti ristoranti siciliani. Ma troppi siciliani non sono ancora abbastanza informati su come riconoscere il pesce legale e, purtroppo, non sono disposti a pagare di più per avere la certezza sulla tracciabilità del tonno che stanno mangiando. È ciò che emerge dalla lettura dei dati raccolti tra 2021 e inizio 2022 da Federconsumatori Sicilia e Dipartimento del Mare della Fondazione YMCA Italia, diretto dalla professoressa Daniela Mainenti.

I numeri della ricerca

Dati per certi versi allarmanti, perché se è vero che l’85 per cento dei siciliani afferma di preferire l’acquisto del pesce fresco a quello surgelato (e l’81 per cento acquista tonno fresco), è altrettanto vero che il 59 per cento di loro non pagherebbe di più per avere la garanzia che il pescato sia sostenibile. Il 46 per cento di chi ha risposto al sondaggio di Federconsumatori e YMCA afferma di non chiedere nemmeno da dove provenga il pesce che sta comprando e il 50 per cento afferma che la scelta di un marchio di tonno in scatola dipende soprattutto dal prezzo, mentre ben il 79 per cento non tiene conto dell’eventuale presenza di un marchio di qualità sulla confezione.

“Sensibilizzare la filiera”

“È chiaro che c’è moltissimo lavoro di informazione e sensibilizzazione da fare”, spiega il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa, “ma è altrettanto chiaro che le forze dell’ordine devono aumentare i controlli, sia in mare che in banchina e al ristorante, e che gli organi d’informazione debbano aiutarci a diffondere il messaggio che il pescato illegale non è sicuro e fa malissimo all’ambiente”. “Dal nostro punto di vista di studiosi del fenomeno della illegalità dal mare al piatto”, aggiunge la professoressa Mainenti, “con il Dipartimento del Mare della Fondazione YMCA Italia, stiamo contribuendo a formulare possibili soluzioni di contrasto, sensibilizzazione e formazione degli operatori dell’intera filiera”. Federconsumatori Sicilia ha sempre lavorato, e continuerà a farlo, affinché la cultura del consumo consapevole e responsabile prevalga su quella del prezzo minimo. Ciò vale, ancor di più, per la filiera alimentare che ha un impatto diretto sull’ambiente in cui viviamo e, potenzialmente, anche sulla nostra salute.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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