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Pnrr, per Catania 110 milioni di euro. Ugl: “Occasione di rinascita ma serve regia”

Per il sindacato etneo le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza permetterebbero di realizzare "più di 70 sogni nel cassetto", a patto di non cadere "nelle varie pastoie"

Con la disponibilità dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza i Comuni di Catania e provincia che hanno presentato la richiesta di finanziamento si sono visti riconoscere finanziamenti per una somma totale di oltre 110 milioni di euro. Una cifra considerevole (che arriva a 185 milioni grazie ad altre misure) che per la Ugl etnea, soddisfatta per la grande opportunità offerta al territorio, contribuisce a far nascere il timore per il complesso di criticità che potrebbero sorgere davanti ad una operazione di rinascita così rilevante.

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Le scadenze del Piano

“Stiamo parlando di 18 centri del catanese più il Comune capoluogo che potranno realizzare più di 70 ‘sogni nel cassetto’, poiché ci sono elaborati fermi da anni nei cassetti dei palazzi municipali oggi pronti ad essere rispolverati per prendere forma”, spiega il segretario territoriale Giovanni Musumeci. “Una situazione affascinante ed allo stesso tempo inedita, visto che quasi in contemporanea tutti questi cantieri dovranno essere allestiti, avendo l’obbligo di attestarsi al 30 per cento entro il 2024 Che non è poi una data così lontana, essendo già nel 2022 ed in questi casi due anni, per noi, scorrono velocemente tra le varie pastoie. È proprio questa la nostra più forte preoccupazione, ovvero quella che quest’occasione si possa perdere strada facendo con il rischio di avere o lavori interminabili oppure nuove inutili incompiute”.

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Il caso del “collettore”

“A Catania, ancora adesso è visibile l’emblema di come il sistema delle opere pubbliche non funziona”, prosegue Musumeci, “ovvero quel collettore di salvaguardia il cui progetto approvato nel 2011 è andato in gara d’appalto nel 2015, aggiudicata nel 2016, mentre i primi scavi sono iniziati nel 2017 e stanno proseguendo ancora oggi. Se consideriamo che l’iter è iniziato nel 2004 con il protocollo d’intesa, siamo già a 17 anni dall’idea e la condotta non è stata ancora messa in funzione. Praticamente abbiamo un’opera concettualmente e tecnologicamente superata. Di esempi ne possiamo fare tanti altri e per questo temiamo che si possano ripetere situazioni simili, dato che con l’arrivo dei soldi del Pnrr preventivamente non si è fatto nulla in termini di semplificazione di tutte le procedure (dalla fase progettuale a quella operativa), mentre l’azione di potenziamento del personale è in corso in alcuni Comuni anche se appare insufficiente”.

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L’organizzazione dei Comuni

“L’organico della quasi totalità di enti nella nostra ex provincia, soprattutto nel settore tecnico, allo stato attuale è infatti ridotto al lumicino”, scrive ancora il segretario territoriale del sindacato, “e le realtà che ad oggi stanno riuscendo ad assumere (con i tempi che ci vogliono per fare un concorso) lo fanno per gestire l’ordinaria amministrazione. Altri neanche se lo possono permettere per lo stato finanziario in cui versano. Come faranno quei Comuni che dovranno occuparsi di tre o cinque finanziamenti contemporaneamente? Come si stanno organizzando gli uffici sovracomunali che dovranno fornire i necessari pareri? E le società cui competono i servizi ed i sotto servizi, laddove incidono, come si stanno approcciando”.

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Chiesta cabina di regia

“Davanti ad uno scenario del genere, quindi, come Ugl pensiamo non si debba perdere un solo minuto per prevenire quante più problematiche è possibile. Per questo”, conclude Musumeci, “auspichiamo la rapida istituzione di una cabina di regia (sulla scorta di quanto fatto per il Patto per Catania, tenuto conto che l’organismo quando ha funzionato ha dato i suoi buoni frutti) a livello di area vasta per vigilare sul compimento delle procedure di quella che per noi rappresenta un’imperdibile chiamata per il lavoro e la ripartenza delle comunità”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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