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Ponte sullo Stretto, prima Conferenza dei servizi. Le critiche degli ambientalisti

Questa mattina si è tenuta la prima riunione della Conferenza di servizi istruttoria per la costruzione del Ponte sullo Stretto, per il quale ancora manca la delibera del CIPESS. Aspre critiche da parte di ambientalisti e comitati civici, che citano un lungo elenco di integrazioni progettuali ancora mancanti: in totale sarebbero 221

Questa mattina si è tenuta la prima riunione della Conferenza di servizi istruttoria per il collegamento stabile tra la Calabria e la Sicilia. Ma le associazioni ambientaliste hanno già manifestato pesanti critiche alla procedura, calcolando ben 221 richieste di integrazione al progetto per le varie procedure di impatto ambientale e incidenza gestite dal Ministero dell’Ambiente. Alla riunione di insediamento hanno partecipato, tra gli altri, la società Stretto di Messina, i Comuni dell’area, l’Autorità portuale e degli enti interessati. Dopo la presentazione del progetto, è stata avviata la vera e propria fase istruttoria, ai sensi dell’art. 3, comma 4, del Decreto-Legge 35/2023, prodromica all’approvazione del progetto definitivo da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) e volta all’acquisizione delle prime osservazioni da parte degli enti e delle amministrazioni partecipanti.

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“Il progetto non sta in piedi”

Per Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lipu, MAN e WWF) e dai comitati cittadini messinesi (Associazione “Invece del ponte” e “No Ponte Capo Peloro”) però si tratta di “una falsa partenza”. E aggiungono “siamo già alla farsa”. Secondo ambientalisti e comitati “il progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina non sta in piedi, i Sindaci ne traggano le conseguenze”, confortati anche dei pareri espressamente negativi dei Comuni di Villa San Giovanni e Messina e delle Città metropolitane interessate. E aggiungono un dato: “La grande novità di oggi è che, dopo 21 anni di studi e di progettazioni inconcludenti, 221 sono le richieste di integrazione* al cosiddetto PD 2024 pubblicate sul portale on-line VIA-VAS (ben 66 delle quali relative alla Valutazione di Incidenza sui siti della Rete Natura 2000 e su tutte le componenti ambientali più rilevanti) da parte della Commissione Tecnica VIA (CTVIA), del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. attestano l’impossibilità di approvare un Progetto (non) Definitivo e il fatto che passare al Progetto Esecutivo e aprire i cantieri, prima dell’estate o entro fine anno, sia semplicemente una chimera. A questo punto i proponenti si dovranno arrampicare sugli specchi per rispondere alla CTVIA entro 30 giorni e i successivi 30 il pubblico potrà controdedurre”, scrivono in un comunicato congiunto.

“Stretto Messina e Eurolink non hanno credito”

 “Dopo questa ennesima bocciatura non si dovrebbe più dare credito a Stretto di Messina SpA e al General Contractor Eurolink (capeggiato da Webuild) – aggiungono ambientalisti e comitati –ma ora chi STA dilapidando risorse pubbliche, deve provare a integrare per la seconda volta (come fecero tra il 2011 e il 2012) il cosiddetto PD, consentendo al pubblico interessato di fare, come avvenne 12 anni fa, Osservazioni sulla documentazione che verrà prodotta ex novo per consentire il giudizio di Valutazione di Impatto Ambientale e contestuale Valutazione di Incidenza sulle aree tutelate dalla UE”, proseguono gli ambientalisti.

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“Scandaloso parere favorevole del Ministero Cultura”

Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lipu, MAN e WWF) e dai comitati cittadini messinesi parlano di “pesanti richieste di integrazione della CTVIA”, a cui si affianca anche “uno striminzito (5 pagine) e scandaloso parere favorevole del Ministero della Cultura, pubblicato anch’esso on line“. Queste “si aggiungono alla demolizione del progetto contenuta nelle 534 le pagine di contestazioni e controdeduzioni delle  Osservazioni – redatte da un gruppo di lavoro di 38 esperti, tra cui 12 sono i docenti nelle diverse materie ambientali di 9 diversi atenei (Università di Firenze, Napoli, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Roma La Sapienza, Torino, IUAV di Venezia, Politecnico di Milano), inviate l’11 aprile scorso dalle associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lipu, MAN e WWF) e dai comitati cittadini messinesi (Associazione “Invece del ponte” e “No Ponte Capo Peloro”) nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale – VIA”.

La critica al ministro Salvini

“Il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Salvini vada a più miti consigli sul ponte sullo Stretto di Messina. Come Ministro e Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, difenda l’interesse pubblico e eviti l’abbraccio soffocante e inconcludente con SdM SpA e Eurolink. Come capo della Lega, ripieghi la bandiera elettorale del ponte, sventolata invano, in vista del voto per le europee dell’8-9 giugno.”, dicono associazioni e comitati che rilevano come si stiano prendendo cinicamente in giro i cittadini, a cominciare da coloro che dovrebbero essere espropriati delle proprie case e dei propri terreni. Associazioni e comitati concludono: “La battuta d’arresto della Conferenza di Servizi è un passo falso da parte di chi ha voluto imprimere un’accelerazione ingiustificata alle procedure autorizzative. Si interrompa il gioco perverso che ha consentito al General Contractor Eurolink di incassare gran parte di quei 312 milioni di euro, spesi nel solo periodo 1981-2013 dalla Stretto di Messina SpA in studi e progettazioni, e i 26 milioni di euro per la realizzazione dell’inutile bretella ferroviaria di Cannitello. Basta usare lo Stato come un bancomat. Finiamola con questo scandalo che sta già interessando la magistratura”, concludono.

Alcuni dei rilievi della CTVIA sulla VIA

Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lipu, MAN e WWF e i comitati cittadini messinesi elencano anche alcuni punti considerati “salienti” delle richieste di integrazione della CTVIA. Si tratta, per quanto riguarda la Valutazione di Impatto Ambientale – VIA, di Analisi costi benefici, in quanto “manca la descrizione del contesto sociale, economico, poltico e istituzionale e un’analisi approfondita sui costi di investimento, manutenzione e gestione dell’opera”. Del Quadro progettuale dove “si elencano gli interventi previsti ma gli stessi non sono compiutamente descritti”. Delle Cantierizzazioni poiché “anche in questo caso solo un elenco ma non viene descritto il sistema dei cantieri”. Per le Materie “manca un elaborato di Gestione delle materie e quindi delle terre e rocce da scavo”. Per la Vulnerabilità “non ci sono scenari di rischio aggiornati e non sono state approfondite le condizioni di pericolosità da maremoto nello Stretto di Messina“. Per l’Aria invece “i proponenti devono completare il quadro di caratterizzazione della qualità dell’aria e la modellistica adottata è ferma al 2011-2012”. Sul Rumore “le previsioni sull’impatto acustico in superficie non sono aggiornate”. Sul Traffico “i dati di traffico non sono aggiornati. Per le Acque superficiali “non sono individuati i corsi d’acqua superficiali caratterizzati da notevole portata e da considerevole trasporto solido, sul lato Sicilia si chiedono informazioni sulle opere che interessano direttamente e indirettamente i laghi di Ganzirri e Faro e il canale Margi sul lato Calabria non sono valutati gli impatti sulla pericolosità e il rischio sismico”.

L’elenco di quanto manca per la VIncA

L’elenco prosegue con quanto attiene alla Valutazione di Incidenza (VIncA). Secondo le associazioni “la documentazione presentata dai proponenti non ha tenuto conto delle Linee Guida nazionale sulla redazione della VIncA nel rispetto della Direttiva europea Habitat”. I proponenti poi “non hanno tenuto conto della Procedura EU Pilot in corso dal 2014 per il mancato rispetto da parte dell’Italia della Direttiva Habitat in relazione alla corretta applicazione della procedura VIncA”. Mancherebbero poi “i Piani di Gestione della Zona di Protezione Speciale – ZPS ITA030042 “Monti peloritani, Dorsale Curcuraci, Antennamare e area marina dello Stretto di Messina” e della Zona Speciale di Conservazione – ZSC ITA030008 “Capo Peloro – Laghi di Ganzirri, lato Sicilia”. Le associazioni ricordano poi “la VIncA negativa sugli habitat prioritari del SIC ITA03008 Capo Peloro – Laghi di Ganzirri, lato Sicilia”. Infine “non ci sono piani di compensazione e mitigazione credibili per i Laghi L a Vota, le Saline Ioniche e monte Scrisi, lato Calabria”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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