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Alla mensa dei poveri anche con laurea e lavoro: la Sicilia nel rapporto Caritas

La fotografia della Sicilia nel report annuale della Caritas, organismo pastorale della Conferenza episcopale italiane che si occupa di aiutare chi è in difficoltà. A chiedere assistenza sono anche persone che lavorano e sono laureate. Le richieste dell'ente

In Sicilia, nel 2023, oltre 12 mila persone hanno avuto bisogno di rivolgersi alla Caritas: di questi poveri, il 3% è in possesso della laurea e il 6,5% ha addirittura un lavoro. Il rischio povertà non risparmia nessuno, insomma. Sono i dati del report annuale della Caritas, organismo pastorale della Conferenza episcopale italiana che si occupa di aiutare le persone in difficoltà. Le richieste di assistenza in Sicilia sono il 4,7% del totale nazionale, che sfiora le 270 mila unità. I numeri forniti dall’ente disegnano un quadro sociale drammatico nel nostro Paese. “La povertà attraversa il tessuto della nostra società, è un’ombra che continua a crescere e ad avvolgere un numero sempre maggiore di persone“, scrive il direttore nazionale della Caritas don Marco Pagniello nella presentazione del rapporto. “Un fenomeno che esclude, divide e pone un drammatico problema di giustizia, particolarmente evidente nella diseguale accessibilità, da parte di tutti, alle stesse opportunità e diritti“. Soprattutto in alcune zone del Paese, Sicilia compresa.

Persone ascoltate dalla rete Caritas per regione ecclesiastica – Anno 2023. Grafica: Caritas

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Caritas, in Sicilia poveri anche con laurea e lavoro

Il rapporto fornisce i dettagli dell’utente medio della Caritas nell’Isola. La Sicilia è l’undicesima regione in Italia per numero di persone assistite, in una classifica guidata da Lombardia (34 mila), Lazio (31 mila) ed Emilia-Romagna (29 mila). A chiedere aiuto sono soprattutto gli uomini (55%, contro il 45% delle donne), e la maggioranza dei quali ha uno o più figli (77%, contro il 23% dei senza prole). Le persone con cittadinanza italiana (73%) sono nettamente superiori agli stranieri (26%), ma c’è anche una minoranza di persone con doppia cittadinanza o apolidi (un per cento). Quanto al titolo di studio, la maggior parte può contare su una licenza media inferiore (46%) o sulla licenza elementare (22%). Ci sono anche persone con diploma di scuola superiore (8%) o di istituto professionale (6,5%), e come detto persino di laurea o diploma universitario (3%). Non manca una quota di utenti del tutto privi di titolo di studio (9%) o totalmente analfabeti (3%). Questi ultimi, come si vede, sono la stessa quota dei laureati. Segno il rischio di povertà è trasversale.

Persone ascoltate dalla rete Caritas per regione ecclesiastica e titolo di studio – Anno 2023. Grafica: Caritas

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Fenomeno dei lavoratori poveri sempre più diffuso

A dimostrarlo, del resto, sono anche i dati dell’occupazione. Prevedibilmente la quota maggiore di chi si rivolge a Caritas è fatta di disoccupati in cerca di nuova o prima occupazione (50%). Tuttavia non è trascurabile il numero di persone “casalinghe” (21%), pensionate (10%) o che addirittura hanno un impiego (6,5%). Da segnalare anche le quote di irregolari (3%), inabili al lavoro (3%) e studenti (1%). Numeri che secondo Caritas confermano “le fragilità del mercato del lavoro, e che possono dirsi alla base della in work poverty e del fenomeno dei working poor“. Una fragilità che dipende da molti fattori, osserva l’ente diocesano, a partire dalla “ampia diffusione di occupazioni a bassa remunerazione e bassa qualifica, soprattutto nel terziario”. Ma pesa anche “il mancato rinnovo contrattuale e la proliferazione dei Ccnl“, senza dimenticare “la diffusa precarietà e la forte incidenza di lavori irregolari e contratti non standard, soprattutto tra i giovani“. Tutti elementi che per gli autori del rapporto contribuiscono ad aggravare la situazione.

Persone ascoltate dalla rete Caritas per regione ecclesiastica e condizione professionale – Anno 2023. Grafica: Caritas

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I numeri della Caritas di Catania

Una delle più Caritas attive in Sicilia è quella di Catania, che ha festeggiato da pochi giorni i 50 anni di attività. “L’ultima rilevazione dei servizi Caritas, diffusa lo scorso maggio, ha evidenziato in maniera strutturata le difficoltà economiche e sociali della città: più 119 mila interventi effettuati tra il 2019 e il 2023, passati da 237 mila a 356 mila, facendo segnare un più 34%”. Una delle annate più gravi dall’inizio delle attività di Caritas Catania, nel lontano 1974. “In cinquant’anni, la povertà è aumentata nelle connotazioni di povertà più subdole, invisibili, ‘digitali’”, ha detto in conferenza stampa il direttore della sede etnea, don Nuccio Puglisi. Tra i servizi che la Caritas di Catania offre ci sono “ascolto, colazione, cena, vestiario, prodotti per l’infanzia, servizi igienici e cambio vestiario”. Senza dimenticare “le accoglienze per donne vittime di violenza con minori, le consulenze dedicate al disbrigo delle pratiche burocratiche, il sostegno economico per il pagamento delle utenze, l’attività di consulenza legale e psicologica e la mediazione bancaria tramite il microcredito“.

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 Persone ascoltate dalla rete Caritas per regione ecclesiastica e cittadinanza – Anno 2023. Grafica: Caritas

Effetto di onda lunga della pandemia e della guerra

Per quanto drammatici, per Caritas i numeri dei poveri restano parziali, in Sicilia come in Italia. I 270 mila utenti “possono essere assimilati ad altrettanti nuclei“, visto che chi sceglie di chiedere aiuto “risponde sempre ad esigenze di tipo familiare“. Un primo fattore moltiplicatore che tuttavia, secondo gli esperti, non basta a chiarire l’entità della povertà nel tessuto sociale italiano. “Si tratta comunque di una sottostima delle richieste di aiuto, perché riferite ai soli servizi in rete con la raccolta dati“. C’è anche chi non viene “fotografato” dal rapporto, insomma. Una situazione che risente “dell’effetto di onda lunga della crisi pandemica“, a cui negli ultimi anni si sono aggiunte “le ripercussioni delle guerre in Europa e Medio-Oriente e dall’aumento dei prezzi al consumo”. Da qui la necessità di interventi legislativi, che Caritas sta sollecitando al governo centrale. Per l’ente occorre “fare in modo che le istanze difese si traducano in norme, leggi e servizi“, che oltre a limitare la povertà puntino “alla costruzione di società realmente inclusive“.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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