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Sicilia, 8 mila pratiche digitali in più. Ma a Ragusa sono 40

Nel 2019 l'utilizzo dello sportello digitale per le imprese cresce in doppia cifra: più 49 per cento. Ma se a Caltanissetta l'incremento è di oltre mille pratiche, a Ragusa sono solo poche decine

Un incremento di dieci punti rispetto al dato nazionale: nell’ultimo anno in Sicilia l’aumento delle pratiche digitali inserite dalle imprese all’interno dello Sportello unico per le attività produttive (Suap), gestito in collaborazione tra comuni e Camere di commercio, ha toccato quota 49 per cento. Nel resto d’Italia l’incremento si è fermato al 31 per cento e il conteggio, effettuato da Unioncamere, tiene nota di tutte le pratiche concluse da gennaio ad agosto 2019, che toccano nell’Isola quota 19.318, contro le 11.216 nello stesso periodo del 2018. Una differenza in positivo di 8.102 pratiche, 1.286 solo nel mese di agosto,. A guidare la classifica la provincia di Caltanissetta, dove su un totale di 15mila imprese le pratiche sono in aumento di una volta e mezzo, arrivando a un totale di 1500. Benissimo anche Trapani, dove le imprese attive superano le 29 mila e il totale delle pratiche fino ad agosto è già di 4 mila e 500. A stupire, in negativo, è invece il dato di Ragusa: la provincia, in testa in quasi tutte le classifiche siciliane, è ultimissima con appena 40 pratiche, su un totale di oltre 21 mila imprese.

A Catania e Ragusa meno pratiche

Nella provincia di Ragusa nel 2018 le pratiche caricate sul portale Suap (denominato Impresainungiorno), sono state appena 41, mentre nei primi 9 mesi del 2019 sono già 40: appena 12 in più rispetto al periodo gennaio-agosto del 2018. A livello percentuale l’incremento è notevole, toccando quota 43 per cento, ma si riferisce a numeri assoluti molto inferiori rispetto alle altre province. Unica che si avvicina alla performance negativa è Catania, dove le imprese attive superano le 59 mila (dati Infocamere – Movimprese). Nel 2018 sotto l’Etna sono state 525 le pratiche caricate sul Suap, mentre nei primi nove mesi del 2019 sono state 444, con un incremento di 79 unità rispetto al 2018, il 22 per cento. Il dato stupisce maggiormente se rapportato al “peso” che le imprese dell’area del sud-est siciliano hanno sul totale del prodotto interno lordo dell’isola – stimato in due terzi del totale dal presidente della Camera di commercio di Catania Siracusa e Ragusa, Pietro Agen -, e per quanto riguarda Ragusa dalla migliore performance nell’Isola in termini di occupazione, di (scarso) utilizzo delle misure di sostegno al reddito e in generale nell’innovazione tecnologica (prima in Sicilia per la presenza di stazioni di ricarica per auto elettriche in rapporto alla popolazione), e nella crescita del settore turistico. La spiegazione proviene, in parte, dalla mancanza di dati completi: “Non tutti i Suap attivi nelle due province sono gestiti in collaborazione con le Camere di commercio”, precisa l’ufficio stampa di Unioncamere.

Caltanissetta e Trapani guidano la classifica in Sicilia

Lo sportello unico digitale gestito in collaborazione tra 3.830 comuni italiani e le Camere di commercio, in otto anni di attività ha raccolto a livello nazionale oltre 2 milioni di pratiche. Queste consentono alle pubbliche amministrazioni di accedere direttamente a documenti ed atti relativi alle imprese, senza doverne richiedere ulteriore copia agli operatori economici. In Sicilia sono le province di Caltanissetta con 1.517 pratiche e Trapani con 4.516 a guidare la classifica dei primi nove mesi del 2019, con una variazione rispetto al periodo gennaio-agosto 2018 in positivo di 1.074 pratiche e di 2.934, che in percentuale significa rispettivamente un incremento del 242 e del 185 per cento. In tutto il 2018 le pratiche in entrambe le province erano ferme a un totale di 648 (Caltanissetta) e 2.451 (Trapani). Terza a livello percentuale, ma seconda a livello assoluto nella crescita, la provincia di Palermo che con 4.601 pratiche si attesta su un più 111 per cento (+ 2.425 pratiche nei 9 mesi, erano in totale 3.384 in tutto il 2018). A seguire Agrigento con 1.539 (una variazione di 446 pratiche, + 41 per cento), Siracusa con 1.877 (variazione di 496, + 36 per cento), Messina con 3.530 (555 pratiche in più, il 19 per cento) ed Enna 1.254 (un incremento di 81 pratiche, il 7 per cento).

La Lombardia, e Milano, guidano la classifica nazionale

In tutta Italia le domande inviate nello stesso periodo sono state in totale 411.600, una crescita del 31 per cento rispetto ai primi nove mesi del 2018. Attualmente sono oltre un milione i fascicoli d’impresa consultabili dalla Pa, 107mila in più di dicembre 2018. E a guidare la classifica nazionale delle imprese che più utilizzano il servizio è la Lombardia, con quasi 4 mila pratiche in più nell’ultimo mese rispetto a un anno fa, seguita dalle imprese pugliesi (+2.988 pratiche), venete (+2.782) e dalla Sicilia che in un solo mese ha visto un incremento di 1.286 rispetto all’anno precedente. Tra le città a livello nazionale è Milano, in particolare, ad evidenziare il maggiore utilizzo in termini assoluti, dove sono state inviate e ricevute 2.770 procedure a luglio, seguita da Venezia con 1.800. Tra i comuni più attivi ci sono anche Taranto (701), Vicenza (583) e Treviso (531).

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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