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Primo maggio senza piazza. Cgil: “Priorità crisi turismo”

Una festa dei lavoratori atipica, con la pandemia ancora in corso e gli ammortizzatori sociali in ritardo. Ma per il segretario Cgil Mannino cosa fare è chiaro: "Partire da chi sta peggio"

Un primo maggio senza manifestazioni di piazza, per la prima volta. Ma a segnare la vita dei lavoratori nella crisi da Covid-19 è innanzitutto il ritardo negli ammortizzatori sociali. Proprio da oggi, giorno della festa dei lavoratori, in molti si ritroveranno senza aver ancora ricevuto un euro, oltre che senza copertura: sono infatti scadute le nove settimane previste dai Dpcm, partite per la maggioranza lo scorso primo marzo. “Il governo ha annunciato che farà la proroga nel prossimo decreto per altre nove settimane, questo dovrebbe essere un dato acquisito”, afferma Alfio Mannino, segretario regionale della Cgil. A spaventare il sindacato non sono i ritardi del nuovo decreto ma l’incertezza per il futuro, soprattutto turismo e ristorazione “le emergenze, i settori più esposti alla fase post Covid-19”.

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I dubbi sulla finanziaria regionale

Secondo le disposizioni per la fase 2 di riapertura, i ristoratori “avranno la necessità di fare investimenti nei dispositivi di protezione e di riconvertirsi, perché nei prossimi mesi dovranno puntare molto sull’asporto, con acquisto anche di macchinari appositi. Bisogna consentire alle aziende di avere risorse liquide, senza burocratizzare”, afferma Mannino. E in questo scenario si inserisce anche il dibattito sulla legge di Stabilità siciliana, la “manovra espansiva” voluta dall’assessore all’Economia regionale Gaetano Armao che dovrebbe finanziare la ripresa. “Al momento c’è un problema di fondo nella manovra: non è stato fatta accordo con lo Stato per l’uso dei fondi Poc”. Un problema che riguarda anche la nuova destinazione dei fondi europei Po-Fesr, per i quali le spese consentite sono per il rafforzamento del sistema socio sanitario, dell’impresa e per allargare gli ammortizzatori sociali. “Nel provvedimento di finanziaria – prosegue Mannino – non sembra ci siano queste risposte. C’è qualcosa sugli ammortizzatori ma niente di incisivo. Così come non ci sono misure per le imprese, per investimenti, per i luoghi di lavoro, per la sicurezza”.

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Cassa in deroga, attesi miglioramenti organizzativi

Il problema urgente resta però quello della cassa integrazione in deroga: la Regione ha decretato ancora poco più di 2 mila provvedimenti sulle 40 mila domande presentate da altrettante piccole aziende. “Negli incontri sindacali con la Regione ci è stato detto che hanno problemi col programma interno, che dovrebbero sostituire, perché hanno difficoltà nel trasmettere la pratica all’Inps. Inoltre la Regione dovrebbe aumentare il personale dedicato, al momento sono solo 132 dipendenti”, spiega Mannino. Eppure al momento resta l’incognita delle nuove richieste di ammortizzatori dal primo maggio, scadute le prime nove settimane di ammortizzatori previsti. Richieste che dovrebbero avvenire senza contrattazione sindacale. “Noi siamo per accelerare le procedure: la priorità è che i soldi arrivino ai lavoratori. I bonus – spiega – dovrebbero andare in automatico. La cassa integrazione però non potrà essere rinnovata in automatico, la condizione soggettiva delle aziende potrà modificarsi dal 4 e dal 18, e noi speriamo che riprenderanno tutti”. Mannino infine dedica anche un pensiero ai lavoratori agricoli stranieri di Cassibile, trecento dei quali bloccati dall’inizio della pandemia in tendopoli. “Cassibile non è solo un simbolo, l’agricoltura ha 120 mila lavoratori in Sicilia. Ma bisogna partire dagli ultimi, da chi sta peggio, per cambiare il sistema che attualmente vede lavoratori in nero a 25 euro per 12 ore di lavoro. Questo evita il riconoscimento dei diritti anche per gli italiani”, conclude il segretario Cgil.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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