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Progetto Trap: “Altre prospettive” per i minori segnalati all’autorità giudiziaria

Un grande partenariato di 22 soggetti, capitanato da Arci Catania, condurrà fino a mille ragazzi siciliani di sei province su nove in progetti di reinserimento. Tra le attività previste anche quella della barca a vela, condotta dal centro Koros in collaborazione con l'Ussm

Si chiama Trap “come la musica di moda tra i giovani, che parla spesso di raggiungere una condizione economica di lusso con qualsiasi mezzo. Ma noi abbiamo scelto il nome perché è un acronimo: ‘Tutt* rivendichiamo altre prospettive'”. Così oggi al porto della città di Catania la presidente di Arci Catania Mariagiovanna Italia ha presentato il progetto, finanziato con un totale di 770 mila euro da Con i bambini impresa sociale nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, che nei prossimi due anni coinvolgerà in sei province siciliane fino a mille giovani. Obiettivi sono il reinserimento sociale, quello educativo e professionale. Tutti i ragazzi sono segnalati dall’autorità giudiziaria e l’Ufficio per il Servizio sociale dei minorenni (Ussm) di Catania, storicamente tra le prime province in Italia per numero di reati commessi da minori, era oggi non a caso presente alla conferenza stampa di presentazione quale partner, rappresentato dalla direttrice Roberta Montalto e dal funzionario Manuela Currao.

L’esperienza formativa: la Sicilia vista in barca a vela

Nel grande partenariato di 22 enti istituzionali e del terzo settore che si occupa del progetto, di cui Arci Catania è ente capofila, fa parte anche l’associazione Centro Koros, di cui è presidente Francesca Andreozzi. Proprio Andreozzi spiega la scelta di condurre una presentazione a pochi metri dal mare nel porto etneo, allo Yachting club Mediterranea. Andreozzi, psicoterapeuta, sarà infatti responsabile in prima persona di condurre tre giovani in barca a vela in un giro attorno alla Sicilia, perché “oltre a far vedere tutto da un’altra prospettiva, l’esperienza permette di prendere decisioni piuttosto che restare in balia del vento. Non è una nuova attività, collaboriamo da anni con Ussm, e da anni c’è un protocollo nazionale con il Dipartimento giustizia minorile e l’unione Vela solidale che lo riconosce valido, utile e formativo per i ragazzi. La barca è un micromondo che funziona con regole ben precise, e la condivisione di quelle regole può essere trasferita e utilizzata anche sulla terra ferma”. Nello specifico i primi protagonisti dell’esperienza saranno “due ragazzi e una ragazza, provenienti da Catania, Palermo e Siracusa”. La partenza, prevista oggi, è stata rimandata per le avverse condizioni meteo.

Ussm: “Progetto lungo con i giusti tempi per i ragazzi”

Il progetto coinvolgerà i ragazzi delle province di Catania, Agrigento, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani progetto e, assicura Italia di Arci, avrà un seguito anche nella comunicazione. “Verrà anche raccontato dai ragazzi, alcuni dei quali hanno svolto un laboratorio radiofonico negli scorsi mesi”. Secondo Roberta Montalto del Ussm la differenza di fondo tra questo progetto e “altre esperienze simili, è che non si tratta di un intervento spot che fa vedere possibilità ai ragazzi e apre finestre che subito si richiudono, ma è un progetto lungo che in più step permetterà ai ragazzi di rielaborare quanto fatto e mettere delle basi per proseguire il percorso”, spiega Montalto. Nel corso di Trap sono inoltre previsti altri eventi nella natura, come il percorso lunga la cosiddetta “Magna via Francigena”, uno dei cammini siciliani all’interno della grande rete degli storici percorsi presenti in tutta Europa, oltre a dei campi esperienziali. “Una cosa è certa, e l’ho imparata in trent’anni di esperienza: senza il supporto di questi progetti non riusciremmo a raggiungere gli obiettivi per il reinserimento in percorsi di legalità dei ragazzi”, conclude Montalto.

Le attività di progetto

Secondo quanto riporta il sito di Con i bambini, il progetto intende attivare “in ciascuna provincia un centro per il coordinamento delle diverse attività previste in base al piano individualizzato, elaborato da un’équipe multi-disciplinare”. Oltre a laboratori di giustizia riparativa, le esperienze in barca a vela e i cammini, ci saranno “percorsi di accompagnamento al lavoro, campi residenziali, web radio a livello inter-provinciale”. Coinvolte anche “le famiglie dei minori target, per le qual sono proposti interventi di sostegno individualizzato e di gruppo”. Il progetto Trap ha inoltre l’obiettivo di “realizzare percorsi di formazione, su specifiche metodologie di intervento, rivolti a un gruppo selezionato di operatori di ciascun centro che potranno successivamente applicare con il monitoraggio di tutor esperti. Saranno diffuse a livello regionale alcune esperienze pilota, sperimentate localmente, come la scuola della seconda opportunità, la youth bank e i tavoli dei tutori legali e tutori volontari per minori stranieri non accompagnati (Msna)”.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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