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Reddito di cittadinanza 2022, in Sicilia già 625 mila beneficiari. I dati Inps

Più di 260 mila famiglie dell'Isola vivono grazie al contributo statale, che si conferma la seconda regione d'Italia per percettori. E Palermo e Catania insieme valgono quasi il 10 per cento del totale nazionale dei nuovi richiedenti. lo scrive Inps nel suo ultimo report aggiornato con i dati di febbraio

Oltre un milione e quattrocentomila le famiglie italiane percettrici di Reddito o Pensione di cittadinanza in Italia. E 262 mila di queste si trovano in Sicilia, il 18,5 per cento del totale, con un assegno medio di 613 euro contro i 565 della media nazionale. Lo scrive Inps nel suo ultimo osservatorio sul bonus statale, e conteggia chi a gennaio e febbraio 2022 ha ricevuto almeno una mensilità. La Sicilia si conferma la seconda regione italiana per numero di percettori, dietro alla sola Campania che pesa sul totale nazionale per il 21,4 per cento con 302 mila nuclei familiari. Convertendo il dato in numero di persone, si tratta di oltre tre milioni e 145 mila mila in tutto lo Stivale, e di queste quasi un quinto, 625 mila, sono siciliani, per la precisione il 19,7 per cento, per un assegno medio di 613 euro a. Numeri enormi, corrispondenti a oltre il 13 per cento della popolazione siciliana.

I nuclei richiedenti: in Sicilia il 17,4 per cento

Inps fornisce inoltre dati più dettagliati rispetto ai nuclei richiedenti il reddito: nel primo bimestre 2022 sono stati 261 mila. Di questi oltre 45 mila sono in Sicilia, ovvero il 17,4 per cento. L'Isola, anche in questo caso, è seconda solo alla Campania che copre con 57 mila nuove richieste il 21,4 per cento del totale nazionale. Nel dettaglio delle province è quindi prevedibilmente il capoluogo campano Napoli con oltre 36 mila richieste e il 13,9 per cento del totale nazionale. A seguire Palermo e Catania, rispettivamente terza e quarta a livello nazionale a quota 12.734 richieste (il 4,9 per cento nazionale), e 11.564 (4,4 per cento). Tra le grandi province Roma è seconda (22.866, 8,7 per cento del totale), mentre Milano è quinta con il 3,7 per cento delle richieste (9.798). Tra le province siciliane terza è Messina, a quota 4,871 richieste (1,9 per cento del totale nazionale), quarta Siracusa (4.009 richieste, l'1,5 per cento). Segue Trapani (3.672 richieste, 1,4 per cento), Agrigento (3.323, 1,3 per cento), Ragusa (2.161, 0,8 per cento), Caltanissetta (2.019, 0,8 per cento) ed Enna (1.082 richieste, lo 0,4 per cento del totale nazionale).

Percettori in calo rispetto al periodo pandemico

Eppure, come sottolineato dall'istituto di previdenza, i percettori sono in calo. Da gennaio a dicembre 2021 i percettori totali siciliani di Reddito e pensione di cittadinanza sono stati infatti oltre 307 mila, pari a oltre 732 mila persone, per un importo medio di 595 euro. Una tendenza che ricalca quella di tutta l'Italia, che nello stesso periodo 1,77 milioni di famiglie e circa 3 milioni e 950 mila persone riscuotere un assegno medio di 546 euro. Il calo è evidente anche con un confronto sul 2020, quando i nuclei percettori siciliani sono stati quasi 274 mila a fronte di un milione e 576 mila in tutta Italia, corrispondenti nell'Isola a 685 mila persone (3,7 in Italia), per un assegno medio di 583 euro, superiore di 53 euro a quello medio.
Un dato che, secondo la lettura data da Svimez nel suo ultimo rapporto sull'Economia del Mezzogiorno dello scorso dicembre, è certamente influenzato dalla pandemia da Covid e dalla conseguente crisi economica, periodo nel quale il Reddito di cittadinanza è intervenuto "come politica nazionale di contrasto alla povertà". A parziale conferma di questa interpretazione i dati di tre anni fa, molto simili a quelli del primo bimestre 2022: i nuclei percettori di almeno una mensilità da aprile 2019, mese di introduzione della misura, fino alla fine dell'anno sono stati 191 mila in Sicilia, per un totale di poco meno di mezzo milione di persone, mentre nello stesso periodo in Italia i nuclei beneficiari erano un milione e 107 mila.

A febbraio 2022 un milione 100 mila percettori

Andando nello specifico del mese di febbraio 2022, Inps evidenzia inoltre come i percettori nei ventotto giorni siano stati solo un milione e centomila nuclei, come nel 2019. Tradotto in persone, si tratta di 2,44 milioni di beneficiari, e tra questi 2,16 milioni sono cittadini italiani, quasi 231 mila cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno e quasi 87 mila cittadini europei. Numeri ben più bassi di quelli aggregati per il primo bimestre 2022 (oltre 1,4 milioni), mentre il solo mese di gennaio ha visto 1,35 milioni di nuclei. La variazione è però da attribuire "all’aggiornamento della dichiarazione sostitutiva unica (DSU), indispensabile per poter proseguire con l’erogazione del beneficio - che può essere stata presentata in ritardo o aver provocato la decadenza del beneficio. Una analoga flessione era stata registrata anche lo scorso anno, nello stesso periodo, influenzata appunto dai termini di presentazione delle nuove dichiarazioni", spiega Inps.
L'osservatorio fornisce per febbraio anche il numero di nuclei con presenza di minori, ovvero circa 366mila, con 1,36 milioni di persone coinvolte, per i quali l’importo medio mensile sale da 703 euro, con un minimo di 596 euro per i nuclei composti da due persone a 765 euro per quelli composti da cinque persone. I nuclei con presenza di disabili sono invece 200 mila, con oltre 459 mila persone coinvolte. L’importo medio è di 576 euro, con un minimo di 455 euro per i nuclei composti da una sola persona a 780 euro per quelli composti da cinque persone. La distribuzione per aree geografiche rispecchia invece quella di dettaglio del bimestre: 417 mila beneficiari al Nord, 322 mila al Centro e quasi 1,75 milioni nell’area Sud e Isole. Le revoche nel periodo gennaio-febbraio 2022, infine, hanno riguardato circa 11 mila nuclei e le decadenze sono state quasi 116 mila. Tra questi, come ribadito da Inps, ci sono molti nuclei che torneranno tra i percettori nel corso del 2022.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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