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Torna il Reddito di libertà in Sicilia. Ma a fondi dimezzati: da 50 a sole 24 donne

Le donne vittime di violenza possono richiedere un contributo da 10 mila euro per avviare un progetto personalizzato che le porti all'indipendenza economica. A gestirlo saranno i Comuni, che faranno richiesta a valere sull'apposito fondo della Regione, che però è di soli 236 mila euro. Nel 2021 era da mezzo milione

Nei giorni dell’emergenza per la fine del Reddito di cittadinanza, in Sicilia torna il Reddito di libertà. Si tratta di un fondo speciale, istituito da Inps, per dare un aiuto concreto alle donne vittima di violenza. Non è la prima volta che questo viene attuato in Sicilia: nel 2021 al primo “lancio” del contributo, la Regione siciliana lo aveva disposto con un finanziamento da 500 mila euro, ovvero per un massimo di 50 donne considerando un contributo massimo da 10 mila euro per ogni donna. Oggi lo stesso contributo, che si può richiedere a sportello, riparte ma con fondi pari a solo 236 mila euro. I nuovi fondi basteranno quindi per finanziare la ricerca dell’indipendenza economica di 23 o 24 donne siciliane, considerando il contributo massimo erogabile. Tutta la procedura passa attraverso i Comuni, e il contributo potrà essere usato anche come contributo per il pagamento del canone di affitto di una abitazione o di una sede lavorativa.

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Importo e modalità di erogazione tramite i Comuni

L’avviso per il finanziamento del reddito di libertà, erogato “a sportello”, rivolto alle donne vittime di violenza e ai loro figli, al fine di favorire l’affrancamento dalla situazione di violenza e favorirne l’indipendenza economica, l’occupabilità o la creazione di un’attività di impresa, è stato pubblicato dall’assessorato regionale della Famiglia e politiche sociali ha pubblicato. I 236.063 euro del fondo sono disponibili fino a esaurimento, e sono destinati ai Comuni che, in sinergia con i centri antiviolenza o con le strutture di accoglienza a indirizzo segreto iscritte all’albo regionale, vogliono avviare un progetto personalizzato in favore delle donne vittime di abusi e maltrattamenti, anche con figli minori o disabili. Tra le spese ammissibili il contributo al pagamento del canone di affitto per abitazione o attività lavorativa, l’acquisto di attrezzature, arredi, materie prime, le spese di attivazione delle utenze, le polizze assicurative, le licenze, i permessi, le autorizzazioni, apertura e tenuta di un conto corrente dedicato bancario/postale. Potrà essere richiesto un contributo annuo non superiore a 10 mila euro per ciascuna donna. L’istanza, firmata dal legale rappresentante del Comune richiedente, dovrà essere trasmessa in formato file pdf, esclusivamente tramite invio con posta certificata allindirizzo pec del dipartimento regionale alla Famiglia dal prossimo 15 settembre e non oltre il 31 ottobre 2023.

L’assessora Albano: “Solo una parte di un progetto”

“Abbiamo rifinanziato una misura che aiuterà, come è successo in passato, alcune donne colpite da minacce o violenze a cambiare vita e intraprendere la strada del riscatto. Il reddito di libertà va inteso come un sostegno destinato alla donna che intenda, con un atteggiamento resiliente, riprendere in mano la propria vita e quella dei propri figli, per ricominciare in una condizione diversa, affrancata dalla violenza subita – dichiara l’assessora regionale alle Politiche sociali, Nuccia Albano – Si tratta soltanto di una parte di un progetto che mira a sostenere le donne vittime di violenza, in condizione di povertà, in un percorso di indipendenza economica, di autonomia e di emancipazione, ciò attraverso la destinazione, per un determinato periodo, di una fonte di reddito stabile”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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