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Regione, 7 miliardi di debiti. Musumeci: “Non è un buco”

Per il presidente della regione siciliana "la colpa del disavanzo è degli ultimi governi". E a rischio, nella prossima finanziaria, sarà la spesa corrente. A iniziare da sanità e servizi

Cresce di circa un miliardo di euro il disavanzo a cui la Regione siciliana dovrà far fronte entro la fine della legislatura. Cifra che potrebbe essere destinata ad aumentare dopo che la Corte dei conti avrà concluso l’esame del rendiconto dell’anno scorso. Numeri allarmanti che potrebbero spingere l’esecutivo a valutare anche l’ipotesi di un blocco della spesa fino alla fine dell’anno. Una notizia che il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha comunicato stamane a Palazzo d’Orleans incontrando la stampa per fare il punto sui conti della Regione. “Non c’è un buco, ma un disavanzo di 7,3 miliardi di euro che si è accumulato per una serie di errori compiuti negli ultimi trent’anni anni”, ha detto il governatore rivelando che la Corte dei conti ha chiesto un’analisi sugli ultimi trenta esercizi finanziari dall’inizio degli anni Novanta. “ Con la delibera dell’8 agosto abbiamo risposto ai rilievi della Corte dei conti e abbiamo accertato un maggiore disavanzo di 400 milioni di euro. Principalmente sono debiti del settore sanitario”, chiarisce. 

Una “anomalia finanziaria”

Un’anomalia finanziaria che per il governatore poteva essere corretta nel 2015, ma “noi non eravamo al governo quell’anno. Lo Stato consentiva di potere in parte pianificare, e quindi spalmare in trent’anni anni, quella triste situazione che si era evidenziata ma chi doveva fare non l’ha fatto”. La vicenda ruota attorno al decreto legislativo 118 del 2011, spiega Musumeci, riferendosi alla riforma contabile che prevedeva una armonizzazione dei sistemi finanziaria degli enti pubblici. L’articolo 3, nel dettaglio, stabiliva che tutti gli enti interessati dalla riforma dovessero fare una verifica, adeguando i residui attivi e passivi al primo gennaio 2015. Da qui prende le mosse l’accusa del governatore: “È tutto qui il nodo della questione: se nel 2015 si fosse fatto quanto era dovuto, oggi non saremmo in questa situazione. E questa omissione ha determinato che tutti i residui oggi cancellati non potranno più esser spalmati nei prossimi tre decenni. Questo il danno infernale provocato, salvo un nuovo accordo da raggiungere con lo Stato”. Per correre ai ripari, intanto, il governo ha anche annunciato la nomina di “un esperto di caratura nazionale” per fare emergere tutti i residui di spesa non emersi e avviare il definitivo risanamento del bilancio della Regione.

Musumeci difende il suo operato. E attacca il Pd

Nel corso della conferenza, Musumeci rivendica la bontà del lavoro svolto fin qui con “una gestione finanziaria sana e un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi esercizi”, certificata anche da agenzie di rating come Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. “Non presenteremo più collegati”, ha poi annunciato aggiungendo che “un bilancio snello potesse essere una soluzione ma i collegati sono frutto del parlamento e il governo, per stile, non interviene mai sulla sua attività. Dopo aver consultato gli uffici, ho ritenuto per prudenza di dover scrivere al presidente Miccichè che aspettiamo che si esprima prima la magistratura contabile. Si tratta di 3-4 settimane, verso la metà di ottobre. Ma nel frattempo si possono portare all’approdo le norme che non richiedono impegno di spesa”. Infine, la bordata all’opposizione a Sala d’Ercole, rea di ostacolare i lavori d’Aula. “Cosa si aspetta ad approvare la legge sui rifiuti: perché si vuole tenere la Sicilia sotto questa spada di Damocle? A chi serve non fare approvare legge, forse per garantire qualche posizione di rendita? L’opposizione invece di fare terrorismo faccia l’interesse della Sicilia, accelerando l’approvazione di questi disegni di legge. Ci vuole faccia tosta a venirci a parlare della stagione delle riforme. Da questo momento non farò più sconti a nessuno e richiamo tutti alle responsabilità – avverte – Il Pd ha governato per sette anni, fino a ieri, e mi aspetto un atteggiamento di collaborazione”. Poi tornado ancora sui conti della Regione, aggiunge: “Ci aspettiamo che tutte le forze politiche facciano un appello per una corale responsabilità per tirare la Sicilia fuori dal baratro in cui l’hanno costretta. Invece – conclude – qualcuno vuole tentare di fare il gioco maldestro di farsi una verginità politica”.

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