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“Resistere e insistere”, il mood della poliedrica Laura Giordani

Attrice, cantante, autrice di testi teatrali, catanese di nascita, è un fiume in piena di vitalità, passione, entusiasmo ed effervescente simpatia. Convinta che la sicilianità sia "una marcia in più", raccomanda ai giovani: "Non cadete nella mediocrità e datevi delle opportunità"

“Resistere è la parola chiave, per chi vuole fare davvero questo lavoro. Ed insistere, anche
quando ti trovi a “gareggiare” assieme a “raccomandati da”, “figli di” o “amici di”. Laura
Giordani, attrice, cantante, autrice di testi teatrali, catanese di nascita, è un fiume in piena di vitalità, passione, entusiasmo ed effervescente simpatia. Si diploma nel 1996 alla Scuola di avviamento al Teatro “Umberto Spadaro”, del Teatro Stabile di Catania, data in cui avviene il suo primo debutto teatrale nel musical di Tony Cucchiara “La baronessa di Carini”, con la regia di Angelo Tosto. Da quel momento non si ferma più e alterna teatro classico, musical, commedie, televisione, cinema. Fra le esperienze teatrali più importanti c’è “Lisistrata” con la regia di Mario Prosperi, “L’anfitrione”, con Pippo Franco, “Sistema Ribadier” con Manlio Dovì e la regia di Miko Magistro, “Andromaca”, regia di Luca De Fusco al Teatro Greco di Siracusa, “Penelope, l’Odissea è Fimmina” con testo e regia di Luana Rondinelli, al Festival delle Dionisiache 2018 a Segesta. In Tv l’abbiamo vista ne “Il commissario Montalbano” e al cinema nel film “Le sorelle Macaluso” – film vincitore, alla Mostra internazionale d’arte cinematografica BiennaleCinema2020 Venezia77, del Premio Pasinetti per il miglior film e miglior cast al femminile – ha il ruolo di Katia, una delle quattro sorelle. Oggi è in tutte le sale nel film “La stranezza” di Roberto Andò, a fianco di Tony Servillo e di Ficarra e Picone.

Quanto i personaggi che interpreti, ti restano incollati e quanto influenzano la vita
di ogni giorno?

“Pirandelliana e bellissima questa domanda, grazie! Devo dire che, grazie al cielo, qualsiasi personaggio io abbia interpretato non mi si è incollato, non gliel’ho permesso, piuttosto sono io a decidere di “indossarlo” e farlo mio all’occorrenza, ogni volta che entro in scena lo faccio vivere; sono io che mi immedesimo nella sua vita, gli do una voce, un volto, un’anima, ma appena finisce lo spettacolo lo metto da parte, col giusto rispetto e dignità, lo porto con me nel ricordo, questo si, ma non tanto da influenzare la mia vita”.

Spesso racconti, nelle tue performances, le sfaccettature dell’universo femminile.
Secondo te il teatro ha ancora una una funzione catartica?

“Il termine ‘catarsi’ in psicoanalisi significa ‘che purifica interiormente, che aiuta a
liberarsi dalle angosce del subcosciente’. La mia risposta, dunque, è: assolutamente sì! Il
mio mestiere deve avere una funzione sociale, educativa, oltre che di divertimento, nel
senso che mettere in scena delle storie che potrebbero essere simili ai vissuti di tutte le
persone, potrebbe aiutare a far capire concetti di vita giornalieri, a risolvere problematiche, a smuovere pensieri che magari, prima, non ci sfioravano minimamente. Ad aprire la mente, insomma, a sbloccare ciò che è rimasto imprigionato o incastrato nel nostro pensiero intimo, nel nostro agire. È un vero input, un guardarsi allo specchio, un’esortazione alla riflessione, al coraggio di mettersi in gioco, risolvere e andare avanti”.

“Ai giovani dico: non cadete nella mediocrità”

Dai tuoi occhi traspare amore per quello che fai ma quali ostacoli si incontrano nel
tuo lavoro e cosa consiglieresti ad una ragazza che vuole intraprendere la carriera di attrice?

“Questa è una domandona!!! Sì, il mio amore è immenso davvero, il mio è un perenne
donarmi, anima e carne, al pubblico, dico sempre che faccio il mestiere più bello del mondo! Di ostacoli ce ne sono davvero parecchi: mi dicevano che non c’erano i ruoli, che essendo ‘non magra’ i personaggi sempre quelli erano, che mi dovevo accontentare, che non potevo pretendere… e a quel punto ho iniziato a scrivermi gli spettacoli, a darmi da sola quelle opportunità che mi sono sempre state negate! È davvero vergognoso come ancora ad oggi si possa pensare che il fisico possa essere limitante per un’ attrice, (per chiunque in realtà) è una condizione che io aborro e che lotto quotidianamente. E pian pianino ne sto uscendo vincitrice, sono molto fiera di me stessa, stanca, anche, ma orgogliosa! Quindi ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera dico di studiare tanto, di essere persone oneste, non cadere e cedere alla mediocrità, di avere il coraggio di dire la propria e di darsi delle opportunità. Se si ha talento, grande forza di volontà e tanto da dire e dare si riesce. Sennò si fa altro, nella vita”.

“La sicilianità? È una marcia in più”

FocuSicilia, come sai, é una testata sicilianissima. Per te, catanese ‘verace’, la
sicilianità è un ostacolo o una marcia in più?

“Una marcia in più, decisamente! Noi siciliani abbiamo una delle lingue più belle e
complete che fa da guida ad una illimitata serie di espressioni ed espressività, siamo molto
fortunati! Molte volte, innanzi a una frase di un personaggio, all’interno di un copione, capita di trovarsi spiazzati, di non riuscire a dirla/interpretarla per come si vorrebbe, ed è in questi casi che la nostra ‘sicilianità’ accorre in nostro aiuto, e allora si prova a dire quella frase in siciliano, e poi in italiano, e puff, come per magia, arriva la soluzione e la giusta intonazione! Noi siciliani abbiamo il fuoco della lava, i colori di una natura sempre in festa, che in qualunque stagione ha sempre il suo buon motivo per giubilare, abbiamo quel senso straziante della continua lotta per aggiudicarci un posto nel mondo, questa passione sfocia nella sonorità della nostra lingua, nella profondità dei nostri sguardi, nella straordinaria gestualità, ora grottesca-ora maestosa, nella nostra importante storia, che a tratti tentano di affossare, ma i fantasmi i luoghi e le pietre parlano per noi. E sono parole d’Amore”.

Seba
Seba
Produttore, songwriter, ha esordito come cantautore a livello nazionale nel 2006 con Domenica d’estate, conquistando i primi posti delle classifiche di vendita ed airplay, in seguito si dedica alle produzioni per altri artisti, tra gli ultimi artisti di successo prodotti troviamo Mario Venuti, Mario Biondi,Violante Placido. È sempre attento alle nuove tendenze musicali e dedica spesso le sue produzioni in favore dei nuovi talenti.

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