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Rifiuti, Musumeci rilancia l’inceneritore. “Unica soluzione contro le discariche”

Un "termoutilizzatore" da far realizzare a privati a proprie spese "perché possono farlo entro tre anni invece che in sei". Questa l'idea del governo regionale per "non essere più prigionieri delle discariche"

Il problema rifiuti per la Regione siciliana ha una sola soluzione: gli inceneritori. La proposta, che ciclicamente torna nell’agenda politica regionale almeno da 15 anni, secondo il presidente della regione Nello Musumeci potrebbe diventare realtà per superare “la schiavitù dalle discariche”. Un impianto unico per l’intera isola, per il quale nei prossimi giorni la Regione lancerà il bando per manifestazione di interesse rivolto a privati. Si tratta “dell’unica soluzione per porre argine a 30 anni di disastri”, afferma Musumeci in conferenza stampa dal palazzo Esa di Catania. Troppi, anche secondo il governatore gli sprechi e le inefficienze, ai quali la costruzione di quelli che vengono definiti “termoutilizzatori” potrebbe dare una soluzione definitiva per raggiungere gli obiettivi “del 65 per cento della differenziata. In Italia ci sono 37 termoutilizzatori, e un privato può realizzarlo in tre anni, la Regione in sei. Nel frattempo conferiremo dove ancora possibile”. Dove realizzare l’impianto “lo decideranno loro, la competenza su dove realizzare gli impianti è delle province e città metropolitiane. La soluzione è creare altre dieci o quindici discariche, o allinearci alle altre grandi regioni che con le macchine mangia rifiuti producono denaro e ricchezza, ovvero energia elettrica e calore”.

“La differenziata non basta”

In una regione che arriva a stento al 40 per cento di raccolta differenziata, con continui scandali che riguardano le gestioni sia private che pubbliche delle discariche, il problema sembra avere una chiara spiegazione: la cattiva organizzazione delle tre grandi città, come afferma lo stesso presidente Musumeci. Mentre l’amministrazione comunale di Messina, dopo aver rinunciato definitivamente ai cassonetti, annuncia l’obiettivo del 50 per cento di differenziata entro fine anno, a Palermo e Catania la situazione sempre ben più difficile da gestire. “Risultati raggiunti grazie all’impegno di molti sindaci. Siamo a questo punto per le tre città metropolitane. Sacrificano e vanificano lo sforzo dei 162 comuni con oltre il 65 per cento di raccolta, quello previsto per legge. Erano 32 quando siamo arrivati noi”, afferma Musumeci. Risultati raggiuti anche ai 10 milioni di premialità concessi ai comuni. Con l’obiettivo costante “di mandare meno rifiuti in discarica. Abbiamo avuto una riduzione del 30 per cento in tre anni dei rifiuti in discarica”, dice Musumeci. “Ma non basta: in discarica dovrà andare solo il 10 per cento. Abbiamo destinato 250 milioni per realizzare nuovi impianti di smaltimenti e compostaggio. Ma una parte dei rifiuti rimane indifferenziabile e non possiamo restare prigionieri delle discariche, la Sicilia in dieci anni deve cancellarle”. Un obiettivo da raggiungere, prosegue Musumeci “nel 2035 secondo quanto stabilisca la legge nazionale che recepisce una norma europea. Il governo nazionale ci chiedeva di realizzarne almeno due, noi riteniamo di doverne realizzare intanto uno. Vedremo chi risponderà”, conclude Musumeci

Leggi anche – Differenziata, la Sicilia poco sopra il 40 per cento. La zavorra delle grandi città

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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