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Rinnovo province, ‘incognita’ indennità: i tecnici Ars chiedono di precisare i dati

In un dossier pubblicato a fine settembre, i tecnici di palazzo dei Normanni chiedono alla Regione di fornire i dettagli sulle indennità degli organi eletti con il rinnovo delle province. Nel DDL in corso di approvazione, infatti, si parla del metodo di calcolo ma non di cifre

Sulle indennità degli organi eletti con il rinnovo delle province siciliane i tecnici dell’Ars chiedono alla Regione di “fornire, anche in termini numerici, i dati relativi alla quantificazione degli oneri”. Ciò al fine di consentire “un’adeguata analisi sulla sostenibilità dei bilanci delle province del ritorno al sistema oneroso degli incarichi, stante il quadro attuale di funzioni e risorse”. È quanto si legge in un dossier del Servizio bilancio dell’Assemblea regionale siciliana sul DDL 319-97, che reintroduce l’elezione diretta, ma non stanzierebbe risorse sufficienti. Secondo le stime effettuate da FocuSicilia servono circa 11 milioni, ma i tecnici chiedono maggiore chiarezza. Nel documento si ricorda che “il tema dei costi degli organi provinciali è oggetto di dibattito”. Inoltre è citata la Corte dei conti, secondo cui le spese “rappresentano una componente di non particolare significatività nell’ambito della finanza pubblica”. Una goccia nel mare, ma pur sempre a sei zeri. A cui vanno aggiunti altri cinque milioni previsti nel DDL per “oneri relativi allo svolgimento delle elezioni”.

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Conti delle province, la coperta è corta

Come raccontato da questo giornale nelle scorse settimane, le ex province non navigano nell’oro. Nel 2021, per esempio, Roma ha chiesto alle Città metropolitane e ai Liberi consorzi siciliani circa 197 milioni di euro per il concorso alla finanza pubblica. Con la Legge di bilancio 2021 alle ex province dell’Isola erano stati assegnati 90 milioni, quindi la cifra finale dovuta allo Stato è di 107 milioni. La situazione cambia a seconda dei singoli enti, ma sicuramente nessuno di essi ha risorse in esubero. Anche per questo i tecnici del Servizio bilancio dell’Ars insistono sulla necessità di mettere nero su bianco i maggiori oneri, ricordando la situazione pregressa. Nel 2011, prima della riforma che ha “eliminato” le province siciliane, gli organi istituzionali degli enti intermedi costavano, tra indennità e rimborsi, oltre 18 milioni di euro. Con la Legge regionale 15/2015 le spese si sono drasticamente ridotte, scendendo sotto quota 900 mila euro nel 2016. Con il ripristino dell’elezione diretta, però, sono destinate a lievitare nuovamente.

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Indennità calcolate con tabelle in lire

Per quanto riguarda le nuove indennità, proseguono i tecnici, il meccanismo di calcolo non è del tutto chiaro. La nuova legge infatti “differisce al momento dell’insediamento dei nuovi organi elettivi l’abolizione del principio di gratuità delle cariche in atto disposto dalla legge regionale 15 del 2015″. Secondo la relazione tecnica che accompagna il DDL 319-93 “non può che farsi riferimento al Decreto del ministero dell’Interno 119/2000” e successive modificazioni. Il conto, come detto, dovrebbe aggirarsi sugli 11 milioni, che dovrebbero trovare copertura “nell’ambito delle risorse di cui al capitolo 191302 del bilancio regionale (contributo in favore dei liberi consorzi comunali). Nonché nelle ulteriori fonti di finanziamento in favore dei medesimi enti previsti dalla presente legislazione”. In mancanza di nuovi stanziamenti, insomma, le spese per le indennità dovranno avvenire nell’ambito delle risorse già disponibili, con il rischio che la coperta risulti corta.

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Province, tanti dubbi, poche certezze

Dopo il passaggio ad agosto in Commissione Bilancio, nei giorni scorsi il DDL 319-97 è stato approvato dalla Commissione Affari istituzionali. A pronunciarsi, ora, dovrà essere l’Assemblea regionale, in una data ancora da stabilire. Come quella delle elezioni vere e proprie, inizialmente previste per l’ultimo scorcio del 2023 ma rimandate al 2024. Quando gli enti saranno ripristinati anche a livello nazionale, superando la legge Delrio entrata in vigore nel 2015. Da qui la necessità di “allineare” le elezioni, considerando anche l’appuntamento di giugno con le Europee. Poche certezze, insomma, oltre a quella che con il ripristino dell’elezione diretta ci saranno circa 300 nuove poltrone. Come spiegato da un alto dirigente di una ex provincia siciliana, “il ripristino dell’organo politico costerà circa un milione in più per ente”. Costi che lieviterebbero ancora “se volessimo completare la pianta organica, oggi fortemente sottodimensionata”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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