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Cigd, i consulenti: “Annunci della Regione solo buffonate”

I lavoratori siciliani attendono ancora la cassa integrazione in deroga per marzo. E i Consulenti del lavoro mettono in guardia sul vuoto di fondi estivo: sarà a carico delle aziende

La cassa integrazione in deroga continua ad essere al centro delle preoccupazioni di lavoratori e aziende. L’associazione dei Consulenti del lavoro siciliani (Ancl) punta il dito sia contro il governo regionale che quello nazionale accusandoli di ritardi e mancanza di coperture. Da una parte ci sono i lavoratori che non hanno ricevuto neanche il sostegno relativo a marzo, nonostante gli annunci della Regione di avere completato l’iter procedurale, dall’altra le mancanze sono legate alle scelte del governo nazionale per cui si creerebbe un vuoto estivo. In pratica mancano le coperture da giugno ad agosto. A questo si aggiungono i tempi dell’Inps per l’erogazione della cassa, dopo che con il decreto Rilancio la responsabilità è passata tutta nelle mani dell’istituto di previdenza.

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“Gli annunci dell’assessore Scavone sono una buffonata”

“Manca ancora circa il 30 per cento delle pratiche da istruire che vuol dire tra 20 e 30 mila cittadini siciliani ancora in attesa. Gli annunci dell’assessore Scavone sono una buffonata. Illudono le persone che non capiscono perché non hanno ancora i soldi”. Non usa mezzi termini Gaspare Patinella, presidente regionale dell’associazione nazionale dei Consulenti del lavoro per manifestare la sua contrarietà all’annuncio della Regione per cui si sarebbe concluso l’iter delle pratiche per la cassa integrazione in deroga. In effetti ne mancano all’appello circa 13 mila come pure ha sottolineato l’Inps siciliana. Secondo Patinella gli annunci vanno sì fatti, “ma solo dopo avere lavorato in silenzio e l’ultimo ha preso l’assegno”. Farlo prima “non ha nessuno scopo se non quello di fare apparire l’assessore come uno che lavora e invece è tutto il contrario”. E le difficoltà che ne derivano sono per tutti sottolinea il presidente regionale di Ancl. “Per noi che non sappiamo nulla e dunque non possiamo rispondere alle aziende che giustamente ci chiedono spiegazioni, e per i lavoratori che si sentono presi in giro”.

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Ad agosto la cassa di maggio

Con il decreto Rilancio il Governo nazionale ha puntato a superare il doppio passaggio di pratiche dalle Regioni all’Inps. Le richieste di proroga dovranno essere gestite interamente dall’istituto di previdenza. “Ma piuttosto che aiutare ha appesantito ancora una volta la burocrazia”. Due gli aspetti all’attenzione dei Consulenti. I tempi di erogazione delle prime cinque settimane che il Decreto prevede per il mese di maggio, nonché quelli relativi alle ulteriori quattro previste tra settembre e ottobre e il vuoto che si viene a creare in mezzo. Patinella spiega che per adeguarsi alla richiesta di proroga, l’Inps ha chiesto del tempo, 30 giorni. “Il decreto è del 18 maggio e se tutto va bene prima del 18 giugno non si potrà neanche presentare la domanda”. Le proroghe per le cinque settimane di maggio potrebbero quindi essere riscosse a luglio o agosto.

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Vuoto estivo a carico delle aziende

Le altre settimane per cui si può richiedere la cassa integrazione in deroga sono invece previste alla fine dell’estate e questo creerebbe un vuoto a carico delle aziende. “Se fino al 17 agosto non si può licenziare e nel frattempo le aziende non aprono o lo fanno parzialemnete come possono garantire i propri dipendenti?”, chiede Patinella. “Un’altra scelta infelice”. Al presidente regionale dell’associazione dei Consulenti del lavoro inoltre, non va giù l’obbligo di trattazione con i sindacati “che il Parlamento aveva tolto e che il governo ha voluto reinserire”. Secondo Patinella c’è differenza tra una situazione specifica di una azienda e un lockdown totale. Nel primo caso “i sindacati possono sicuramente dare il loro contributo per la risoluzione tra le parti”, nel secondo ovvero quello attuale “non c’è nulla su cui discutere”.

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Una soluzione possibile

Una soluzione per uscire da questa empasse da cassa integrazione è stata individuata nell’articolo 60 del decreto Rilancio che al comma cinque prevede la possibilità, da parte delle regioni, di una sovvenzione mensile per il pagamento dei salari fino all’80 per cento della retribuzione mensile lorda. Ma anche qui c’è una grossa incognita sulla sua reale applicazione. Da una parte perché “non ci sono notizie su come sovvenzionare la misura”, dall’altra per i trascorsi siciliani a proposito della gestione della cassa in deroga. “Può sicuramente essere un aiuto per evitare i licenziamenti che prevedo in massa dopo il 17 agosto. I dipendenti sono il costo maggiore per una azienda e in assenza di aiuti e con la ripresa di tutti i pagamenti le difficoltà sono notevoli”, conclude Patinella.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Palermitana di nascita ma catanese d’adozione e di fatto. Laurea in Scienze per la comunicazione internazionale (UniCt). Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho scelto di fare la giornalista. In quasi 15 anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio occupandomi per lo più di economia e lavoro. Dal 2020 sono alla guida di FocuSicilia continuando a fare il mestiere più bello del mondo

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