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Ritorno in Sicilia, tra vino e prodotti tipici. La storia di Sonia Gambino

Brontese di nascita, una vita trascorsa a Milano e all'estero per lavoro, è tornata a Maletto poco dopo il lockdown. Tra uva ed e-commerce

“Per molti il lockdown della scorsa primavera ha rappresentato un problema. Per me si è trasformato in un’opportunità”. Sonia Gambino, brontese di nascita, inizia così il racconto dell’esperienza che l’ha fatta tornare in Sicilia. Precisamente a Maletto, città di origine della sua famiglia, dove non aveva mai vissuto. Oggi, in questa cittadina di tremila anime abbarbicata sulle pendici dell’Etna, ha avviato un e-commerce di prodotti tipici. E tra poco arriverà anche il vino, “il tempo di farlo affinare come si deve”. Sonia sa di cosa parla, perché la professione che ha svolto per anni, in Italia e all’estero, è quella di enologa. E sulle falde del vulcano ha scoperto “un vero e proprio tesoro”.

Un ritorno non semplice

Quello di Sonia Gambino è un curriculum di taglio internazionale. Una laurea in enologia in Piemonte, esperienze lavorative in Francia, Nuova Zelanda, Sud America. Poi, all’inizio dell’anno scorso, il ritorno in Sicilia. Quasi per caso, con una vacanza a Marsala, dall’altra parte dell’isola. “Lì ho incontrato il produttore Nino Barraco. Ho deciso di lavorare con lui, avrebbe dovuto essere un’esperienza di qualche mese. Invece poi ho deciso di rimanere”. E il Covid-19 influisce sulla scelta di rimanere. “In Lombardia c’era il lockdown duro. Se dicessi che non ha contato, mentirei”. Abituarsi ai ritmi siciliani non è stato semplice. “All’inizio sentivo la differenza rispetto al nord. Tempi diversi, più lenti, quasi riflessivi”. Pian piano, però, l’enologa inizia ad ambientarsi.

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L’incontro con don Vincenzo

Il ritorno a Maletto, paese di origine dei genitori, avviene a inizio maggio 2020. “In qualche modo ho sentito un richiamo. La cosa giusta da fare era tornare qui”. Le prime settimane trascorrono rimettendo in sesto la casa di famiglia e avviando un orto. Poi l’incontro che Sonia definisce “speciale”. La casa si trova davanti la stazione della Circumetnea. Tra i passanti ce n’è uno abituale. “Con il signor Vincenzo siamo diventati subito amici. Un giorno mi ha rivelato di possedere una piccola vigna, come si usava un tempo a Maletto”. Decidono di andare a visitarla. Qui, forse, scatta il sesto senso dell’enologa. Perché la vigna del signor Vincenzo si rivela un piccolo tesoro, un pezzetto di terra che ospita vitigni antichi e quasi dimenticati. “Come se il tempo si fosse fermato a cento anni fa”, spiega Gambino. E quella meraviglia, scoprirà poco dopo, non è l’unica del paese.

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Tradizione e generosità

Pian piano, infatti, anche altri anziani insistono per mostrarle le loro proprietà. “Anche da loro ho trovato delle piante antiche, quasi magiche”. Nelle settimane successive ne individua alcune altre di maggiore interesse. Ma l’idea del vino è ancora lontana, e passa dalla visita in un paese vicino. “Lì, nel giardino di un ferrovecchio, ho trovato una vecchia botte in cemento. Secondo me il materiale migliore, per raffinare certi tipi di uve”. L’acquisto si rivelerà più semplice del previsto, visto che il proprietario si accontenta delle spese di trasporto. “Con mia grande sorpresa, quando si è presentato con la botte, aveva anche una serie di damigiane di vetro e altri attrezzi per vendemmiare”. Quasi un segnale “che l’idea che mi era venuta in mente era quella giusta”. Ma la spinta definitiva è il ritrovamento del torchio del nonno, in una vecchia stalla abbandonata. A quel punto Sonia non ha più dubbi: farà il vino a Maletto.

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Aspettando il vino… Magmabox

Per conoscere i risultati bisognerà aspettare qualche mese. “I vini di montagna, a differenza di quanto si pensa, hanno bisogno di una buona stagionatura”. Per l’enologa provarli prima del tempo “significherebbe rovinarli”. In attesa di assaggiare il prodotto della vigna di Vincenzo e degli altri anziani del paese, Sonia non è rimasta con le mani in mano. Insieme a Virginia Paracino, un’amica di Bagheria, ha creato Magmabox. Un e-commerce di prodotti tipici siciliani, che in queste settimane si è guadagnato l’attenzione della stampa, con segnalazioni su diverse riviste. A questo, tra poco, si aggiungerà anche la vendemmia. “Come in qualsiasi attività imprenditoriale, ci vorrà del tempo prima di riuscire a rientrare dall’investimento”. Ma Sonia è contenta di essere tornata. “Ogni crisi, dicono, ha i suoi aspetti positivi. Riscoprire i propri luoghi d’origine può essere uno di questi”.

Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e saggista. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", (Circolo Poudhron Editore), con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni.

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