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C’era una volta San Valentino. Violenza e controllo: normalità per coppie giovani

Le differenze di genere sono quasi cadute nei rapporti di coppia tra adolescenti, ma al prezzo di relazioni tossiche o violente. Lo dichiarano loro stessi in una indagine di Save The Children. Geolocalizzazione, chiamate di controllo, insulti e grida. Costrizioni e giustificazioni alla violenza, anche sessuale

Geolocalizzarsi con il partner o accettare uno schiaffo. Avere paura di un atteggiamento violento o condividere le proprie password come “prova d’amore”. Essere in qualche modo colpevoli dell’abuso sessuale subito. Sono solo alcuni dei comportamenti che gli adolescenti italiani considerano “normali” vivendo oggi una relazione col partner. Save The Children ha prodotto una ricerca su stereotipi e violenza di genere che porta a rivalutare, in negativo, le relazioni affettive dei giovani. Scompaiono le differenze di genere, ma al prezzo di “relazioni tossiche” o violente. Sono “allarmanti” i dati raccolti sulle opinioni nei casi di violenza sessuale: la vittima potrebbe essere, lei/lui, colpevole della stessa violenza subita. All’amore festeggiato oggi, giorno di San Valentino, le coppie di giovani legano comportamenti di rinuncia, convivenza con la paura di subire un comportamento violento. Ritengono si possa accettare il rischio di veder condivisi foto e video intimi. Lo ha spiegato la ricerca “Le ragazze stanno bene?”, prodotta da Save The Children su sondaggio Ipsos, condotto su un campione di 800 giovani di età compresa tra 14 e 18 anni.

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Tutte le giustificazioni alla violenza sessuale

La violenza è accettata e giustificata nelle coppie di adolescenti in Italia anche nei casi di violenza sessuale. Il 43 per cento dei ragazzi e le ragazze italiani si è dichiarato “molto o abbastanza d’accordo” con l’opinione secondo cui “un modo di sottrarsi si trova” quando si vuole evitare un rapporto sessuale. Il 21 per cento degli adolescenti italiani crede si sia in grado di acconsentire o meno, ad avere un rapporto sessuale, sotto l’effetto di droga alcool. E ancora, il 29 per cento dei ragazzi è “molto o abbastanza d’accordo” all’idea per cui una ragazza può essere responsabile della stessa violenza che subisce. Comportamento che scatenerebbe per via dell’abbigliamento o per un proprio comportamento. O anche per entrambi i motivi. In base alle interviste raccolte da Save The Children il 24 per cento degli adolescenti pensa “che se una ragazza non dice chiaramente “no” è disponibile al rapporto sessuale“.   

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Ricevere uno schiaffo ogni tanto è possibile

Secondo la ricerca “Le ragazze stanno bene?” per il 17 per cento degli adolescenti italiani ricevere uno schiaffo ogni tanto è possibile durante una relazione. Predominare è un atteggiamento comune nelle coppie anche giovani. Il 34 per cento ha subito il comportamento invadente di essere chiamato al cellulare dal partner per sapere la propria posizione. Il 29 per cento si è confrontato con un linguaggio violento fatto di grida e insulti. Altre forme comuni di predominazione descrivono una parte della coppia fare leva sulle emozioni del partner per ottenere qualcosa contro la sua volontà (29 per cento). Esiste la richiesta insistente di inviare video o foto intimi (20 per cento) o sentirsi spaventato da atteggiamenti violenti come schiaffi e pugni (19 per cento). Nella ricerca di Save The Children il 15 per cento degli intervistati ha dichiarato di essere stato/a vittima della condivisione non consensuale di foto/video intimi. Un gesto, in realtà, compiuto più frequente tra i ragazzi (17 per cento) che tra le ragazze (12 per cento). I ragazzi mettono anche in atto più spesso comportamenti di violenza emotiva e fisica ed è il 25 per cento dei ragazzi a fare più leva sulle emozioni del partner, rispetto al 21 per cento delle ragazze. Il 17 per cento dei ragazzi, infine, spaventa la partner con comportamenti violenti, rispetto al 13 per cento delle ragazze.

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Geolocalizzarsi per amore: il “mito della gelosia”

Nei rapporti di coppia tra adolescenti in Italia esistono altre storture. Sono in parte legate a retaggi sociali del passato, molto lontane dal concetto romantico delle coppie di San Valentino, per altri aspetti i giovani le hanno “sviluppate” attraverso la nuova tecnologia. Per gli adolescenti esiste ancora il concetto della “rinuncia” ad amicizie o contesti che possono essere giudicati male dal partner. Esiste ancora il “mito della gelosia”, come scrive Save The Children, che è “ingrediente fondamentale della relazione”. Condividere le proprie password, dei social ad esempio, o inviare la geolocalizzazione è considerata una “prova d’amore”. In questo caso sono poche le differenze di genere nelle risposte date dagli intervistati. “Il 30 per cento degli adolescenti si è detto “molto o abbastanza d’accordo” con l’opinione per cui, in una relazione intima, la gelosia è un segno di amore. Il 26 per cento degli intervistati ha ritenuto di poter rinunciare ad amicizie o contesti che potrebbero infastidire la persona con cui ha una relazione di coppia. Il 21 per cento pensa di misurare il proprio sentimento condividendo password del cellulare o dei social. Mentre per il 20 per cento dei ragazzi è diventato normale “geolocalizzarsi” con il proprio partner.

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Chiara Borzì
Chiara Borzì
Sono una giornalista specializzata nei temi di economia, impresa, ambiente, cultura e sport. Attualmente dottoranda di ricerca e cultrice della materia di "Storia Contemporanea" presso l’Università degli Studi di Enna "Kore".

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