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Sconti, commercianti divisi. “I ricavi non si fanno con i saldi”

Partono già dal primo luglio i saldi nell'isola, ma non tutti sono soddisfatti della scelta del governo regionale. La priorità, comunque, è lavorare e si pensa alla riapertura domenicale

I saldi sono un’opportunità per i commercianti dopo mesi di chiusura forzata o sarebbe stato meglio provare a fare un po’ margini prima di mettere in saldo la merce? Neanche i commercianti lo sanno bene e si dividono tra pro e contro alla misura decisa dal governo regionale. Sì perché a differenza di altre realtà territoriali dove i saldi partiranno dal primo di agosto, nell’Isola anticiperanno di un mese: dal primo di luglio. Una data che si conosce da tempo in realtà e che è stata confermata dall’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano perché, ha affermato, “riteniamo sia urgente far ripartire i consumi ma anche evitare il caos dei maxi-sconti prima dei saldi estivi”. Insomma, da una parte si vuole dare una nuova possibilità ai negozianti, dall’altra si vogliono evitare le resse. Rimane sospesa la riapertura domenicale, salvo nei casi in cui i sindaci abbiano firmato un’ordinanza apposita come nel caso di Catania, Taormina o Cefalù. Rimane però vietata l’apertura agli outlet.

Nuovo modello del commercio

La Sicilia non si uniforma all’indirizzo approvato dalla Conferenza delle Regioni e tra un mese potrà avviare la sua stagione dei saldi. “Una buona notizia” per gli associati a Confesercenti Sicilia che, tramite un sondaggio interno all’associazione, nella maggior parte dei casi hanno manifestato la loro voglia di avere la possibilità di applicare gli sconti già dal primo luglio, come racconta il presidente regionale Vittorio Messina. Non sono convinti invece quelli di Confcommercio che avrebbero preferito iniziare dopo “come chiesto dalla Conferenza delle Regioni ma anche da Federmoda”, dice il presidente siciliano, Francesco Picarella. Il problema sta nel fatto che dopo un periodo di blocco totale “per cui l’incasso è stato zero, sarebbe stato meglio tentare di massimizzare i ricavi e non lo si fa con i saldi”. Non è che la decisione sia considerata del tutto negativa, perché comunque “sono un aiuto alla vendita, ma valuteremo nel tempo se la scelta del governo è stata vincente”, aggiunge Picarella. La speranza è sempre quella di una nuova liquidità e con i saldi non sembra proprio una passeggiata. Anche per questo secondo Picarella, “va cambiato il mondo del commercio pensando a un nuovo modello”.

Concorrenza dell’online

Il colpo per la chiusura da Covid-19 subito dal settore abbigliamento è di certo pesante visto che le saracinesche sono rimaste del tutto abbassare per oltre due mesi. “Ma il vero impatto si valuterà da ora in avanti”, spiega Messina. E i primi giorni di riapertura non hanno certo visto lunghe file davanti ai negozi. La merce in saldo sarà quella estiva, ovvero quella che i commercianti hanno acquistato lo scorso inverno. Invece di essere messa in mostra a partire da marzo, proprio quando è stato deciso il lockdown, è rimasta in magazzino. Ma adesso sarà davvero una calamita per i clienti? Secondo Confesercenti Sicilia in parte sì e in parte no. Sì perché gli sconti hanno sempre attratto più clientela, no perché chi aveva bisogno di qualcosa si è rivolto al mondo online per soddisfare le proprie esigenze. Una concorrenza che i negozianti non hanno gradito per nulla. “È stato sbagliato non impedire la vendita online di beni che non fossero di prima necessità”, dice senza mezzi termini Messina.

Riaperture domenicali

Perché la gente torni nei negozi è necessario, inoltre, superare la diffidenza che ha creato la paura del contagio. Una delle strategie messe in campo è quella della fidelizzazione che prevede, da un lato, promozioni dedicate, dall’altro il sapere che il negozio è sempre aperto. E se la prima, con gli sconti dal primo di luglio, in parte salta, la seconda potrebbe invece trasformarsi presto in fatto concreto. La Regione ha annunciato che “l’apertura nei giorni festivi sarà regolamentata, entro sabato 6 giugno”. Intanto c’è chi, come il sindaco di Catania Salvo Pogliese, ne ha già deciso il via libera. Non per gli outlet però. Una scelta non condivisa né da Confesercenti né da Confcommercio che dicono praticamente la stessa cosa: “tutti hanno bisogno di lavorare”.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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